Walter Ferrazza di nuovo presidente del Parco Adamello Brenta

Prima il Covid poi l’uccisione di Andrea Papi, un mandato burrascoso per l’ex sindaco di Bocenago

Camminiamo insieme dove il silenzio diventa voce, e la voce diventa responsabilità. Perché la montagna non ci appartiene: siamo noi ad appartenere a lei”. E uno dice: poesia pura. Non immagina che queste parole siano state pronunciate in una austera sala comunale.

Strembo, 18 novembre 2025. E’ in programma la prima seduta del Comitato di gestione del Parco naturale Adamello Brenta. All’ordine del giorno pochi punti: elezione del presidente ed elezione della Giunta esecutiva. E’ la prima seduta della consiliatura 2025-2030.

A presiedere è Walter Ferrazza, uno degli amministratori di lungo corso delle Giudicarie nonostante l’età relativamente giovane: ha scavallato da poco più di un anno i cinquanta, eppure ha già fatto per quindici anni il sindaco di Bocenago, è stato sottosegretario del governo Letta e ha sulle spalle un mandato da presidente del Parco. E non un mandato qualsiasi: quello partito con il Covid in poppa e passato attraverso l’aggressione di Andrea Papi, con tutto quel che ne è conseguito in termini di polemiche e assalti all’ente.

Presiede la prima riunione del Comitato di gestione da presidente uscente e pure da unico candidato a succedere a se stesso. Inevitabile, quindi, la relazione programmatica per il prossimo quinquennio, che l’interessato non chiama programma, ma “manifesto personale”. “Il programma – fa sfoggio di passione democratica – verrà scritto dal Comitato di gestione”.

Nella stessa seduta viene eletta la Giunta esecutiva, composta da sei persone, tutte nuove rispetto alla precedente consiliatura: quattro uomini e due donne. Si dice che non sia stato semplice, perché in simili situazioni si giocano equilibri di vario genere: territoriale anzitutto (il Parco, ricordiamo, si estende su ben quattro comprensori, dalle Giudicarie all’altopiano della Paganella, passando per Non e Sole) e poi di genere (la quota rosa ha costretto alcuni Comuni a rivedere delle nomine per salvare l’equilibrio).

Nonostante l’attenzione, dopo la seduta si sono avute ripercussioni in Val di Non, e precisamente a Ville d’Anaunia, dove l’opposizione ha alzato la voce contro la sua Giunta per non aver saputo (questa l’accusa) ottenere un rappresentante nel governo del Parco, “nonostante per dimensioni il nostro sia il secondo Comune del Parco”. Fino a maggio la vice di Ferrazza era Monica Marinelli, che era pure vicesindaca di Ville d’Anaunia, ma le elezioni comunali hanno bocciato Marinelli, per cui è cambiata la situazione. Una rappresentante della Val di Non è entrata in Giunta esecutiva, ma è della bassa valle: è la giovane Licia Bonn, eletta vice di Ferrazza.

In Giunta ci sono, oltre a Bonn, anche Alessio Botteri (Val Rendena come Ferrazza), Marco Fedrizzi (Regole Spinale-Manéz), Andrea Luigi Pellizzari (Valle del Chiese), Antonello Appoloni (Giudicarie esteriori), Manuela Viola (Altopiano della Paganella).

CINQUE ANNI VISSUTI PERICOLOSAMENTE. Possiamo partire dal racconto di quanto è successo dal 4 febbraio 2021 (giorno dell’elezione alla presidenza) per arrivare al 18 novembre del 2025, giorno della conferma?

Sappiamo che sono stati anni impegnativi, in cui il Parco è finito fra le fauci dei grandi predatori, accusato delle peggiori nefandezze dopo la morte di Andrea Papi. Da allora si è scatenata la tifoseria dei pro e dei contro orsi, che se le sono date di santa ragione (solo a parole per fortuna). E fra i protagonisti ci si è messa pure la politica.

Bisogna dire che l’ente Parco ha mantenuto una calma e un fair play invidiabili, tenendo la barra dritta in un mare grosso. “D’altronde – interloquisce Ferrazza – ho, abbiamo garantito l’impegno, non solo nei confronti di noi stessi, ma di un intero territorio inteso come ambiente e verso le persone che ci vivono, che lo visitano e lo amano. Quando abbiamo (come Comitato di gestione) assunto questo incarico, abbiamo promesso – e prima di tutto io l’ho fatto a me stesso – che avremmo gestito il Parco con spirito di servizio, amore per la nostra terra e rispetto per il suo straordinario patrimonio naturale e culturale”.

E il bilancio da trarre? “Sono stati anni difficili, credo i più difficili della vita del Parco”, risponde Ferrazza, che elenca: “L’emergenza sanitaria globale, i cambiamenti climatici, le pressioni turistiche, la necessità di coniugare tutela e sviluppo e la coesistenza con i grandi predatori sono solo le più significative delle sfide con le quali si è confrontata la nostra risoluzione. Noi abbiamo sempre guardato avanti, investendo nella promozione di programmi educativi e nei comportamenti sostenibili nella vita quotidiana”.

Traduciamo? “Abbiamo in via generale investito sulla conservazione e biodiversità: grazie al lavoro dei nostri tecnici e operatori, sono stati implementati numerosi progetti di tutela della fauna e della flora autoctona, con un’attenzione particolare al rapporto con l’orso bruno, simbolo del Parco, e alle specie alpine più vulnerabili. Poi ci sono numerosi progetti di educazione ambientale, ampliando e potenziando i programmi didattici, coinvolgendo migliaia di studenti in esperienze immersive nella natura. Da non sottovalutare la promozione di un turismo sostenibile: in un’epoca in cui tutto è accelerato, abbiamo promosso un turismo che rallenta, che ascolta, che osserva. Il Parco è del territorio: per questo abbiamo lavorato con Comuni, associazioni, imprenditori e cittadini”.

Punto forte: la comunicazione. “Il Parco – argomenta Ferrazza – non è un’entità clandestina: produce e difende valori. E deve comunicarli”. Così dicendo, ci travolge con la valanga delle iniziative promosse. Selezioniamo.

Distacco parziale di un giornalista dell’Ufficio stampa della Provincia per potenziare la comunicazione verso i media e il territorio. Una montagna di comunicati inviati ad un centinaio di testate locali e nazionali. Decine di conferenze stampa. Partecipazione a trasmissioni radiofoniche dedicate all’ambiente e all’attività propria dell’Ente (Rai, Radio Dolomiti, Radio Italia Anni 60). Dirette social periodiche rivolte agli utenti Facebook e Instagram. Tante e sistematiche partecipazioni ad importanti eventi pubblici (Salone del Libro di Torino, Fishing Festival ecc.). Un imponente lavoro: ogni anno ci sono stati 600 articoli sulla stampa professionale, almeno 2 trasmissioni televisive nazionali, 3 programmi radiofonici, 60 comunicati stampa, 2 pubblicazioni editoriali e migliaia di post sui social. ”Dal 2020 – snocciola Ferrazza – su Facebook ci sono state 809.561 visualizzazioni, con un aumento dell’85,5%, e su Instagram 1,5 milioni di visualizzazioni, con un aumento dell’1,5%). Posso dire che il nostro Parco è il secondo più cliccato d’Italia dopo il Gran Paradiso”. Orgoglio? “Beh, vedete voi!”.

IL FUTURO. Ci piace partire dai guardaparco, sottratti all’Ente con sede a Strembo dalla Provincia che rinuncia difficilmente all’accentramento nonostante i proclami. E’ una ferita aperta da anni perché il Parco si sente amputato di una parte della propria autonomia operativa, dovendo dipendere dai forestali, che per quanto di buona volontà sono di un’altra Amministrazione.

Lo ha fatto notare, durante la prima seduta del Comitato, una rappresentante degli ambientalisti, chiedendo a Ferrazza quali siano le intenzioni del presidente. La risposta, guidata dalla prudenza, è stata possibilista. “Siamo vicini ad una soluzione”, ha dichiarato. Di più non gli è scappato.

Per il resto? “Sogniamo che nel 2040 – rilancia l’animo poetico Walter Ferrazza – chi percorrerà i sentieri dell’Adamello Brenta possa dire: “Qui l’uomo ha saputo camminare con passo giusto, né troppo lento né troppo veloce, in armonia con il tempo delle rocce e il respiro dei boschi”.

D’accordo. Ma nel concreto? “Nel prossimo quinquennio intendiamo consolidare la funzione del Parco come laboratorio di sostenibilità integrata, dove ambiente, cultura e innovazione sociale si incontrano in un equilibrio dinamico. Vogliamo rafforzare il legame con i Comuni, le scuole, le imprese e le associazioni, perché la tutela non è mai un gesto solitario ma un atto di comunità”.

Ultime notizie

AttualitàEventi

Nuovo anno, nuova pista di pattinaggio a Fiavé

Attualità

Corsi di inglese online per giovani +16 anni e adulti

Senza categoria

Buon 2026 a tutti i giudicariesi!

EventiSport

Fiavé ricorda Jacopo Reversi: torna “FoREVEr, per Reve, per sempre