Dal cimitero alle castagne in famiglia, fino al concerto dell’Orchestra Sinfonica delle Alpi con Bruckner nella Chiesa Arcipretale di Tione
Tutti i Santi in Giudicarie tra crisantemi, ricordi e musica

Novembre è iniziato, gli alberi stanno perdendo le foglie, le giornate si sono accorciate e il tempo sembra aver cambiato ritmo: il pensiero va, quasi naturalmente, a chi non c’è più. Tutti i Santi, il primo del mese, e la Commemorazione dei defunti, il giorno successivo, sono tra le ricorrenze più sentite di questo periodo dell’anno: una soglia silenziosa tra l’autunno e l’inverno, in cui la comunità si ritrova attorno ai propri ricordi. Come lo si vive nelle Giudicarie?
Il gesto più riconoscibile è quello di portare i crisantemi sulle tombe dei propri cari. Nei giorni che precedono la festa i cimiteri di paese si riempiono di persone: c’è chi pulisce la lapide, chi sistema i vasi, chi si ferma a scambiare due parole con un vicino. Andare al cimitero a “trovare” i propri cari è un modo di sentirli ancora presenti e di custodire, di generazione in generazione, la memoria delle famiglie e del paese. In questi giorni i crisantemi sono ovunque, nelle fiorerie come nei supermercati, e sulle lapidi compaiono in mille colori.
Ma si può davvero definire questo fiore il simbolo della ricorrenza? Quello del crisantemo come fiore dei defunti sembra essere, in realtà, un legame tutto italiano. Secondo la Treccani, la sua storia millenaria ne ribalta la percezione puramente legata al lutto: il nome deriva dal greco e significa letteralmente “fiore d’oro”, un riferimento al colore giallo dorato delle prime varietà selvatiche conosciute. Originario dell’Asia, è coltivato in Cina fin dal Medioevo, dove se ne descrivevano già 154 varietà, e in Europa arrivò tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento come una vera rarità esotica. In alcune culture orientali resta oggi un fiore di buon auspicio, associato alla longevità. In Italia, invece, la sua ricca fioritura nei mesi di ottobre e novembre, quando la maggior parte dei fiori estivi viene a mancare, può averlo legato nel tempo alla commemorazione dei defunti. La stessa Treccani ne sottolinea il pregio botanico: resistenza e vivacità regalano una preziosa “nota gaia” e colorata ai giardini proprio nel momento dell’anno in cui altri fiori si ritirano.
Un colore che arriva quando tutto intorno si spegne: forse è anche questo il senso di un gesto che, più che al lutto, parla di memoria e di affetto. A questo gesto si affiancano le funzioni religiose, spesso con una tappa al camposanto, che scandiscono la giornata in ogni comunità. La messa e la preghiera sono momenti vissuti insieme, in cui il paese si riconosce come una grande famiglia. Finite le celebrazioni, si torna a casa: il resto della giornata è fatto di tempo lento e di tavola, in famiglia, magari davanti a un piatto di castagne o a qualche altro piccolo piacere dell’autunno, e il ricordo di chi non c’è più si mescola ai racconti di chi c’è.
C’è poi chi desidera dare al ricordo anche un’altra voce, quella della musica. Quest’anno, proprio nel giorno di Tutti i Santi, alle 18.30 la Chiesa Arcipretale di Tione accoglierà l’Orchestra Sinfonica delle Alpi, prestigiosa formazione trentina, per un concerto di straordinaria intensità artistica e spirituale. Sotto la direzione del maestro Maurizio Postai risuoneranno le note del Te Deum di Anton Bruckner, uno dei grandi capolavori della musica sacra, insieme alla sua Quarta Sinfonia, detta “Romantica”. Sarà un intreccio di voci e strumenti, di potenza e raccoglimento, nel quale la musica si farà quasi preghiera.
Come un fiore che porta luce nel grigio di novembre, quelle note potranno diventare un ponte invisibile fra ciò che siamo e quell’infinito verso il quale, da sempre, l’animo umano cerca di elevarsi. Un concerto da ascoltare non soltanto con le orecchie, ma soprattutto con il cuore.