Tra mimose e realtà, una parità su cui lavorare

In attesa dell’8 marzo: storia, statistiche ed eventi in Giudicarie

Tra pochi giorni cade la Festa della Donna, che ogni anno viene celebrata l’8 marzo. Tra fiori e torte mimose, il colore giallo domina questi giorni: dietro una ricorrenza spesso raccontata su piano simbolico e culturale, è utile essere consapevoli anche della sua ricaduta economica. Infine, poi, tornare ai fatti.

E con fatti un po’ di storia: la Giornata internazionale dei diritti della donna è stata istituita ufficialmente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1977, a più di vent’anni dalla Carta delle Nazioni Unite con cui si dichiarava l’uguaglianza in diritti e doveri tra uomini e donne.

Le radici culturali sono più lontane, si rifanno ai movimenti dei lavoratori dei primi anni del Novecento, in particolare al 1909 quando il Partito socialista americano organizzò una giornata dedicata alle donne protestando per le loro condizioni di lavoro. Sembra quindi che la tradizione della fabbrica che andò bruciata non abbia testimonianza storica: di fatto un incendio ci fu, quello della Triangle Shirtwaist Factory, ma ebbe luogo due anni dopo questa data. Era il 25 marzo 1911, a New York morirono più di un centinaio di operaie, soprattutto migranti, e una ventina di operai.

La ricorrenza dell’8 marzo è legata alla manifestazione di protesta delle donne russe a San Pietroburgo nel 1917, quando scesero in piazza per chiedere la fine della guerra. La data dovrà attendere più di cinquant’anni, come detto, per essere ufficializzata.

Ora un po’ di dati. Secondo l’Istat, nel 2025 in Italia il tasso di occupazione femminile si è fermato attorno al 53%, a fronte di oltre il 71% degli uomini, con un part-time involontario che colpisce il 15,6% delle donne rispetto al 5,1% degli uomini. Eppure le donne sono oggi la maggioranza tra i laureati, quasi il 60%. Ma solo poche ricoprono cariche ai vertici, solo un dirigente su cinque infatti è donna. Rispetto alla violenza di genere c’è maggiore consapevolezza, ma il 6,6% delle donne subisce violenza economica dal partner, il 17,9% violenza psicologica. Infine nel quadro internazionale l’Italia resta indietro, nel Global Gender Gap Index del World Economic Forum si colloca all’85° posto su 148 Paesi, lontano dagli standard di molti altri Stati dell’Europa occidentale.

Dei passi si sono fatti, ma oggi in Italia siamo ancora lontani dall’aver raggiunto la parità di genere. Vogliamo parlare anche solo delle attualissime proteste per il Decreto Bongiorno? Siamo fermi ancora alla definizione di consenso e al suo ruolo nella qualificazione del reato di stupro. La Giornata internazionale della donna ha senso se celebra i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo. E se apre a quanto ancora si possa fare.

In Giudicarie avranno luogo diverse manifestazioni. Questa sera, giovedì 5 marzo, ad ore 20.45 a Comano Terme, la Biblioteca delle Giudicarie Esteriori ospiterà “Donne. Concerto di musica tradizionale con Abies Alba”. Ospiti Clelia Caliari e Margaret Nella che presenteranno l’opera “Attraverso mani di donna” ispirata alle lavoratrici della Masera. A Storo invece la Biblioteca della Valle del Chiese invita a partecipare al concerto di venerdì 6 marzo ad ore 21.00 presso l’Auditorium Hermann Zontini “Donne d’amore. La canzone poesia”, con Michele Fenati e Nicoletta Bassetti. A Pinzolo invece, nel pomeriggio di domenica 8 marzo ad ore 17.30, il monologo comico di Loredana Cont “Tacco 12 e Grombial” al Paladolomiti promosso dalla Biblioteca e dal Comune di Pinzolo.

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