Robert Nodari fa rivivere la Pelugo di un tempo

Una vecchia porta, il tetto di una casa, l’acqua che sgorga da una fontana: i quadri dell’artista, a 80anni dalla sua nascita, in mostra al Comune

Ci sono dipinti che non raccontano soltanto un luogo, ma custodiscono il tempo. Le case, le fontane, i vicoli e le ombre che Robert Nodari affidò ai suoi quadri conservano ancora oggi il volto di una Pelugo intima e autentica.

A ottant’anni dalla sua nascita, venerdì 14 agosto la sala polivalente del Comune di Pelugo ha ospitato una serata dedicata all’artista e alle opere da lui realizzate nel paese. Attraverso le diapositive e le fotografie presentate da Franziska Nodari, i partecipanti hanno potuto compiere un viaggio nella sua pittura e, insieme, nella memoria della comunità.

Lo sguardo dell’artista si posava sugli angoli più semplici: una vecchia porta, il tetto di una casa, una strada attraversata dal sole, l’acqua che sgorga da una fontana. Elementi quotidiani che, grazie ai colori e alla sensibilità di Nodari, diventavano qualcosa da conservare e tramandare.

La fontanella di Pelugo raffigurata nel dipinto del 1962, scelto come immagine della serata, sembra ancora far sentire il rumore dell’acqua e le voci di chi un tempo si fermava accanto alla vasca. È un’immagine che parla del paese, delle sue giornate e della vita semplice delle generazioni passate.

Ricordare Robert Nodari attraverso i suoi quadri ha significato, dunque, ritrovare anche una parte della storia di Pelugo. Perché un artista continua a vivere ogni volta che qualcuno si ferma davanti a una sua opera e, osservandola, riconosce un luogo, un ricordo o un’emozione.

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