Ma chi sta al momento dietro alle tastiere?

Conosciamo insieme i volti dei giovani impegnati con la redazione online del Giornale delle Giudicarie

A otto mesi dall’inizio dell’avventura del Giornale delle Giudicarie online, dove i numeri parlano di un importante coinvolgimento giovanile, la domanda che sorge spontanea è: «Chi sta al momento dietro alle tastiere?»

Franco Salvaterra: Codificare la realtà in forma scritta permette di trovare un ordine all’interno della propria vita. Quando scriviamo nasce qualcosa, che prima non esisteva. Le parole prendono forma e una lettera insegue l’altra, assecondando sia il bisogno che l’armonia. Credo che la scrittura sia un’attività terapeutica e segretamente giocosa; andrebbe sperimentata in ogni forma, perché quando de-scriviamo, impariamo a raccontarci. Uno dei gradini più importanti nella crescita è rappresentato dalla capacità di vedere il mondo che ci circonda e di “saperlo leggere”, per condividerlo e confrontare le nostre interpretazioni con quelle degli altri. In questa funzione dialogica della scrittura sta l’interesse, ovvero lo spazio misterioso fra ciò che non sappiamo ancora e ciò che riusciamo a comunicare.

Dario Trentini: Lo sport é una delle mie più grandi passioni fin da ragazzino. Poter scrivere articoli sportivi rappresenta per me innanzitutto un’opportunità per approfondire discipline in cui non mi sono mai sentito particolarmente ferrato. É per me un grande onore e piacere intervistare atleti prestigiosi provenienti dalle nostre valli: spero che dare voce alle loro esperienze possa alimentare i sogni di quegli adolescenti giudicariesi che sognano una carriera sportiva. Credo molto nel progetto del GDG online e ritengo che far parte di un gruppo coeso come il nostro spinga ognuno di noi “scrittori” a dare del proprio meglio.

Martina Sebastiani: Ho sperimentato personalmente quanto possa essere formativa un’esperienza come quella in una redazione online. Ti ritrovi in un mondo enorme, dove impari nel pratico di quello che fai, degli errori in cui inciampi, delle responsabilità che ti prendi. È strano ritrovarmi dopo tempo a vedere altri giovani sperimentare ed imparare in quello stesso ambiente: dalla gestione dell’e-mail di redazione e dei rapporti con chi ci scrive, al seguire quotidianamente gli organi di informazione e conoscere la realtà in cui viviamo, imparare ad individuare cosa fa notizia e cosa no, a saperla comunicare e diffondere attraverso i social. Ed è strano anche tornare a mettermi in gioco io stessa, con qualche nozione in più, ma facendo parte di un gruppo. Coordinarlo è un’esperienza davvero arricchente: ognuno diverso, ognuno col proprio potenziale da incoraggiare, ognuno con le proprie difficoltà da comprendere.

Sofia Cravos: Devo ammettere che trovarsi davanti a un foglio bianco non è sempre facile: riuscirò a trovare le parole giuste? Sarò abbastanza capace? Eppure scrivere è sempre stato per me un modo per raccontarmi ed esprimermi con le persone che amo. Mi piacerebbe usare questa stessa cura per il nostro territorio. Credo che le Giudicarie meritino di essere narrate per la vita che le attraversa: l’ambiente, gli animali, gli eventi e le tradizioni che ci appartengono. Anche se l’inizio porta con sé dubbi e insicurezze, l’ambiente accogliente della redazione mi sta aiutando a migliorare e a mettermi in gioco. È un onore per me poter contribuire, nel mio piccolo, a dare voce al posto in cui vivo.

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