Sul fronte della giuria popolare si conferma invece la polenta Macafana della Pro Loco di Cimego.
La polenta di patate è la regina di Storo
Per la prima volta nella storia del Festival della Polenta, la Ramina d’Oro, trofeo assegnato dalla giuria tecnica, è andata alla polenta di patate. Una rivincita per i Polentari della Valle di Ledro che lo scorso anno avevano chiuso al secondo posto, alle spalle della polenta e rape della Pro Loco di Bondo.
Sul fronte della giuria popolare si conferma invece la polenta Macafana della Pro Loco di Cimego, con erbette e formaggi, capace di raccogliere ancora una volta il maggior numero di consensi.
È la quinta vittoria del pubblico dopo quelle del 2025, 2023, 2022 e 2016, a cui si aggiungono i successi ottenuti con la giuria tecnica nel 2017 e nel 2015. Un’edizione nel segno del successo per la kermesse storese, appuntamento simbolo dell’autunno che ha raggiunto quota 6 mila presenze, favorita anche dalle condizioni meteo. Nel 2015 la manifestazione nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco di Storo, oggi guidata dal presidente Mario Berti, e Agri ’90, con il coinvolgimento di una decina di associazioni del paese, il cui lavoro volontario rende possibile ogni anno l’evento.
Per l’occasione l’intero centro storico si è trasformato in una vetrina per produttori locali e artigiani, con attività per bambini, musica e gruppi folkloristici. Numerose le autorità presenti, intervenute con la moderazione del giornalista Walter Nicoletti, dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti all’assessora Francesca Gerosa, dalla consigliera provinciale Vanessa Masè ai sindaci del territorio, passando per il presidente del Bim del Chiese Claudio Cortella, quello della Comunità di Valle Giorgio Butterini, i rappresentanti dell’Apt Madonna di Campiglio e l’onorevole deputata Alessia Ambrosi.
Nel corso dell’inaugurazione anche il videomessaggio del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, dopo il percorso che ha portato il Festival fino alla Camera dei deputati e alla consegna del premio Made in Italy alla polenta, che fa ora parte della cucina italiana patrimonio dell’Unesco.
Il riconoscimento è stato consegnato da Ambrosi, Fugatti e dal sindaco di Storo Nicola Zontini a Vigilio Giovanelli, presidente di Agri ’90, a suggellare i 36 anni di impegno e lavoro della cooperativa. A rendere speciale l’edizione anche il sessantesimo anniversario dei Polenter di Storo, che hanno ufficializzato il passaggio di testimone: il presidente storico Giorgio Zocchi ha consegnato la “stecca” a Nicola Serafini, nuovo presidente alla guida del gruppo che da sei decenni porta il piatto simbolo a base di farina gialla di Storo oltre i confini locali.
Positivo il giudizio della giuria tecnica, presieduta dal giornalista ed enogastronomo Giuseppe Casagrande e composta da Matteo Piazza, CEO di UltreYlnn, Thomas Beltramolli titolare del ristorante Rendener Alpine Food, Fabio Viviani chef del rifugio Doss del Sabion Alpine Style e Carlo Alberto Luzzani del Laboratorio Gastronomico Luzzani.
Alle spalle della vincitrice si è piazzata la polenta e rape di Bondo, terza la Macafana di Cimego, quarta la Carbonera di Storo e quinta la polenta, molche e formaggi del Comitato Polenta e Mortadella di Varone. Consolidata anche la formula, che ha consentito a famiglie e visitatori di gustare piatti unici e proposte fuori concorso, alleggerendo i tempi di attesa in coda. Nel pomeriggio molto apprezzate le caldarroste, le crepes e gli strauben.
Partecipato infine il concorso “Spaventapasseri in Sagra”, che ha abbellito gli angoli del paese: il primo premio è andato a “Attenti ai ladri, ladri dell’Oro di Storo”, realizzato dalla famiglia Zocchi.























