La riapertura di Sant’Antonio Abate nei pomeriggi estivi permette di visitare gli affreschi dei Baschenis
Il tesoro nascosto nella Chiesa di Pelugo

La chiesa di Sant’Antonio Abate riapre ai visitatori: gli affreschi dei Baschenis tornano protagonisti dell’estate.
È uno dei gioielli artistici più preziosi della Val Rendena e, anche quest’anno, torna ad accogliere residenti e turisti. La chiesa cimiteriale di Sant’Antonio Abate di Pelugo è nuovamente aperta alle visite estive, offrendo la possibilità di ammirare uno dei più importanti cicli di affreschi realizzati dalla celebre famiglia dei Baschenis, artisti bergamaschi che tra Quattro e Cinquecento hanno lasciato un’impronta indelebile nelle chiese delle Giudicarie.
L’edificio, facilmente riconoscibile per la splendida facciata completamente affrescata, custodisce al suo interno un patrimonio artistico di straordinario valore, perfettamente inserito nel suggestivo contesto del cimitero storico e dominato dall’elegante campanile romanico.
La visita rappresenta un’occasione per conoscere da vicino una delle testimonianze più significative della pittura medievale trentina e, allo stesso tempo, per riscoprire una parte importante della storia religiosa e culturale del territorio.
Durante il periodo estivo la chiesa è aperta ogni pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30, con ingresso libero, mentre il lunedì rimane chiusa.
L’iniziativa permette di valorizzare un bene che costituisce un autentico patrimonio per tutta la comunità delle Giudicarie e che continua a richiamare appassionati d’arte, studiosi e visitatori provenienti anche da fuori provincia. Una tappa consigliata a chi desidera unire la scoperta del territorio alla bellezza dell’arte, in uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della valle.
In un’estate che invita a riscoprire il territorio, la chiesa di Sant’Antonio Abate rappresenta una tappa di grande valore storico e artistico. Un piccolo scrigno che custodisce secoli di fede e di bellezza, dove gli affreschi dei Baschenis continuano ancora oggi a parlare ai visitatori con la forza e la semplicità dell’arte medievale. Una visita che merita il tempo di uno sguardo attento e il silenzio necessario per lasciarsi sorprendere.






















