Cinque candeline per il Mercatino del Riuso del Bleggio

Aperto ogni sabato a Santa Croce: con piú di 1000 visite l’anno continua l’attività delle volontarie

Era novembre 2020 quando ci si organizzava in vista dell’apertura: si parla del Mercatino del Riuso, situato al primo piano della Casa del ex-teatro di Santa Croce. A gestirlo una decina di volontarie del Noi Bleggio.
Da allora ogni settimana, mettendo a disposizione tempo, energie ed impegno, si trovano nell’edificio messo a disposizione dal comune di Bleggio Superiore. Qui smistano e selezionano la merce, ne curano l’esposizione al mercatino. La merce include abbigliamento, calzature ed accessori, poi anche stoffe per la casa, dal letto alla cucina, quadri, libri e pure giocattoli.
 
L’attività delle volontarie continua ogni sabato, dalle 14.00 alle 17.30: accolgono e gestiscono i visitatori durante le aperture, si occupano del ricavato delle vendite da donare in beneficenza.
 
L’attenzione delle volontarie, unite all’impegno di chi dona nel presentare abiti in buono stato per la rivendita, puliti e stirati, hanno creato in questi cinque anni un luogo curato ed apprezzato in valle. Si contano mediamente dalle 30 alle 50 persone alla giornata, un numero che supera le 1000 visite all’anno. Tra i capi rivenduti a basso costo anche tessuti e marche rinomate, che vedono nuova vita anziché essere buttati.
 
Si sa che il mercato della moda è tra i più inquinanti del pianeta, soprattutto per il consumo d’acqua che ne deriva, ma anche per la connessione ai consumi di petrolio e la gestione dei rifiuti. Il Mercatino del Riuso opera per l’ambiente e, allo stesso tempo, per il sociale
 
Il ricavato è interamente devoluto in beneficenza. In particolare attraverso donazioni o creazione di buoni spesa. In questi anni il Mercatino del Riuso ha aiutato frate Ivo Riccadonna con una mensa a ragazzi scuola in Bolivia, padre Corrado Tosi in Congo, le suore in orfanotrofio e casa anziani in Togo, un gruppo di suore in Benin che ha allestito un pollaio con incubatrici e oggi riescono a produrre uova per un orfanotrofio quindi ad aiutare dieci ragazze ad accedere all’istruzione, poi ancora suor Pierina Carli attiva a Gerusalemme. Si aggiungono gli aiuti al Banco Alimentare Caritas di Stenico, al Punto d’Incontro di Trento, gli anziani di suor Rose Ayola, fra Benedetto francescano in Ucraina.

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