Diritti e sfide della società contemporanea al centro dell’intervento del 3 e 4 ottobre del sociologo Francesco Pira con il MASCI
Celebrata ai Salesiani di Carisolo la Giornata trentina dello Scoutismo Adulto

«Le madri che ci hanno donato il futuro». È stato questo il tema della Giornata dello Scoutismo Adulto, che si è svolta il 3 e 4 ottobre 2026 a Carisolo, presso la Casa Salesiana, organizzata dal MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici) Trentino Alto Adige.
Ad aprire i lavori è stata la Segretaria regionale del MASCI Trentino Alto Adige, Nunziella Giangrandi, che ha introdotto e coordinato l’incontro. «Abbiamo voluto dedicare questa Giornata alle madri che ci hanno donato il futuro perché fare memoria non significa soltanto guardare a ciò che è stato, ma comprendere la responsabilità che quelle conquiste affidano a ciascuno di noi» ha sottolineato Nunziella Giangrandi. «Come adulti scout siamo chiamati a trasformare la memoria in servizio, partecipazione e impegno nella comunità, continuando a interrogarci sulle grandi trasformazioni che attraversano la nostra società.»
TRA I PRESENTI. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il sindaco di Carisolo, Dario Polli, che ha seguito l’intero incontro, ascoltando la relazione del professor Francesco Pira, gli interventi di apertura e conclusivo di Nunziella Giangrandi e il successivo confronto con le adulte e gli adulti scout presenti, che hanno rivolto domande al relatore. Il primo cittadino si è complimentato per la qualità dell’evento e si è detto orgoglioso che Carisolo lo abbia ospitato.
Ad accogliere i partecipanti è stato inoltre il Magister della Comunità MASCI di Carisolo, Tarcisio Bertarelli.
Relatore dell’incontro è stato Francesco Pira, Professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Messina e Adulto Scout della Comunità MASCI di Licata, in Sicilia.
L’INTERVENTO DEL SOCIOLOGO. «Non diamo per scontato ciò che è stato conquistato. Dal voto alle donne del 2 giugno 1946 alle sfide della società contemporanea» è stato il titolo della relazione, nella quale Francesco Pira ha ripercorso il significato storico e sociale dell’ingresso delle donne nella cittadinanza democratica, per poi allargare la riflessione alle trasformazioni della famiglia e delle relazioni, alla violenza, alle nuove tecnologie, all’educazione e alla responsabilità dello scoutismo.
«Ci sono date che appartengono alla storia, ma ce ne sono alcune che appartengono anche alla coscienza. Il 2 giugno 1946 è una di queste» ha affermato Francesco Pira. «È la data in cui le donne italiane votarono per la prima volta in una consultazione politica nazionale. Una data che non segna soltanto l’esercizio di un diritto, ma l’ingresso pieno delle donne nella cittadinanza democratica. Una rivoluzione silenziosa e insieme potentissima.»
Il sociologo ha ricordato anche il contributo del Trentino alla costruzione della nuova democrazia italiana attraverso due delle ventuno Madri Costituenti, Maria De Unterrichter Jervolino ed Elsa Conci, soffermandosi inoltre sulla figura di Alcide De Gasperi e sulla sua concezione della politica come responsabilità, misura, lungimiranza e servizio.
UNA RIFLESSIONE PER IL PRESENTE. Da qui il cuore della riflessione del sociologo Pira: «Il voto alle donne non è stato un dono, ma una conquista. Ogni diritto, prima di diventare realtà, è stato desiderio, lotta, coscienza, sacrificio. E ogni conquista, se non viene custodita, può indebolirsi, svuotarsi, perfino arretrare.»
La relazione ha collegato la memoria del 1946 alle contraddizioni della contemporaneità: «I diritti formali possono crescere, ma i modelli culturali possono restare indietro. La legge può dire uguaglianza, mentre la mentalità continua a coltivare gerarchie», ha osservato il professor Pira, sottolineando poi che «il vero cambiamento non è soltanto normativo. È educativo. È culturale. È relazionale.»
Un’attenzione particolare è stata riservata anche all’impatto delle tecnologie sulle relazioni: «Come sociologo dei processi culturali e comunicativi, credo che il punto non sia demonizzare la tecnologia. Il punto è chiedersi che cosa essa sta facendo alle nostre relazioni e quali anticorpi culturali dobbiamo costruire per non esserne travolti.»
Proprio sul terreno educativo Francesco Pira ha richiamato il valore attuale dell’esperienza scout: «Il mondo scout ha ancora molto da dire. Perché educare al servizio, alla responsabilità, alla comunità, alla sobrietà, al rispetto dell’altro e della natura significa costruire anticorpi preziosi contro l’individualismo esasperato, contro l’egoismo, contro la cultura del possesso, contro la superficialità dei rapporti.»
UNA GIORNATA SUL RUOLO DELLO SCOUT. Nel corso della Giornata è intervenuto anche Bruno Guerrasio, Capo Scout d’Italia AGESCI. Alla relazione è seguito un partecipato momento di confronto, con le domande e gli interventi delle adulte e degli adulti scout presenti.
Nelle conclusioni Francesco Pira ha affidato alla platea un richiamo alla responsabilità verso le generazioni future: «A noi, adesso, spetta il compito di non sprecare quella eredità. Di custodirla. Di difenderla. Di renderla viva nelle parole, nei gesti, nelle relazioni, nell’educazione delle nuove generazioni. Perché una società è davvero civile non quando celebra i suoi valori, ma quando li rende carne della vita quotidiana.»
A chiudere la Giornata è stata Nunziella Giangrandi, che ha ricondotto le riflessioni emerse alla vocazione dello scoutismo adulto: «Da questa Giornata portiamo con noi un impegno: non considerare mai definitivamente acquisite le conquiste democratiche e sociali che abbiamo ricevuto. La memoria ha valore se diventa responsabilità, se ci aiuta a leggere il presente e se genera gesti concreti di servizio. Questa è anche la missione dell’adulto scout: continuare a educarsi per poter essere, nella comunità, testimone consapevole di speranza.»
Al termine dell’evento il MASCI ha voluto rivolgere un segno particolare di gratitudine al professor Francesco Pira, donandogli una Croce intagliata a mano da un adulto scout di Carisolo, Piero Panteghini, e due pubblicazioni dedicate alla storia dello scoutismo trentino: “L’Aquila e il Giglio” di Luisa Pachera e Ernesto Anderle, sulla nascita del gruppo scout ai confini dell’Impero austro-ungarico, e“Breve storia degli Scout Trentini”, a cura di Giovanni Sosi. Francesco Pira, sociologo, saggista e giornalista, è autore di oltre ottanta pubblicazioni e consigliere nazionale dell’UCSI, Unione Cattolica Stampa Italiana e presenza attiva nel MASCI.























