Approvata in Provincia la delibera che riduce la soglia per gli indennizzi ai campi danneggiati
Buone per gli agricoltori giudicariesi: più aiuti per i danni da cinghiale

Ogni anno, più sporadicamente rispetto ad altre problematiche, si sente parlare dei danni causati dai cinghiali. In Giudicarie il problema riguarda più la zona di Storo, anche se nel tempo è capitato di registrare casi anche nelle altre vallate. Tireranno forse un respiro di sollievo, giù in Val del Chiese, per le ultime dalla Provincia.
Nei giorni scorsi la Provincia ha comunicato il proprio intervento a sostegno degli agricoltori colpiti dai danni causati dai cinghiali. In poche parole è stata ridotta la soglia minima per ottenere gli indennizzi, aumentando allo stesso tempo la quota di rimborso riconosciuta.
E’ noto come i cinghiali possano causare molti danni all’agricoltura. Prima di tutto distruggono le coltivazioni perché scavano nel terreno con il muso per cercare cibo, rovinando il terreno e sradicando le piante come mais, patate o grano. Inoltre, quando si muovono in gruppi, calpestano i campi e schiacciano le piante appena cresciute, creando anche sentieri che danneggiano il terreno. I cinghiali possono anche rovinare i prati e i pascoli scavando buche mentre cercano cibo, rendendo difficile l’uso delle macchine agricole. Infine possono provocare danni alle strutture agricole, rompendo recinzioni, reti di protezione o sistemi di irrigazione nei campi.
Il provvedimento interviene sulla legge provinciale sulla caccia, aggiornando i criteri già approvati nell’ottobre 2023: la modifica ha ricevuto anche il parere positivo espresso dalla Commissione competente del Consiglio provinciale. “La proliferazione dei cinghiali mette a rischio molte aziende agricole, soprattutto i campi coltivati e i pascoli, dove anche danni limitati possono compromettere la sostenibilità economica – ha spiegato l’assessore Zanotelli -. Con questa modifica vogliamo creare un incentivo reale: sostenere il ripristino dei terreni danneggiati e garantire la continuità dell’attività agricola, salvaguardando chi opera in zone a bassa redditività”.
Negli ultimi anni sono aumentate le situazioni in cui il danno economico, pur significativo per le aziende agricole, rimaneva sotto la soglia minima di 1.000 euro prevista per molte colture. In questi casi, non era possibile ricevere l’indennizzo, e di conseguenza spesso il ripristino dei terreni danneggiati non veniva effettuato. Ora la soglia minima di spesa indennizzabile viene abbassata a 500 euro e la percentuale di indennizzo sale al 90% del danno accertato dal servizio provinciale competente, rispetto al 70% ordinario previsto per gli altri animali. Il provvedimento recepisce inoltre l’aggiornamento del regolamento europeo sugli aiuti “de minimis” nel settore agricolo, aggiornando i riferimenti normativi e confermando il massimale di 50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica.






















