Articoli scritti da Redazione

Pochi giorni dopo l’inizio della scuola, come tutti saprete, abbiamo vissuto una tragedia che ha scosso l’istituto e l’intera valle.

Desideriamo partire proprio da qui, per esprimere la nostra vicinanza alla famiglia di Matilda e, attraverso una riflessione sul lutto, ricordare lei e stare accanto a chi si trova in situazioni simili.

Per fare ciò ci siamo fatte aiutare dalla nostra psicologa d’istituto, dott.ssa Manuela Filosi.

Affrontare il lutto è sempre una situazione emotivamente complessa e apparentemente insormontabile; c’è chi ha maggiore capacità di stare nel dolore e viverlo e chi invece prova un desiderio di “spinta vitale” e cerca di trovare una nuova normalità. Moltissimi studenti sono stati sconvolti nel profondo da questa tragedia, non solo perché vicini per amicizia, ma anche perché alcuni sono stati testimoni dell’incidente stesso. Quanto è accaduto ha avuto un impatto fortissimo su tutti noi, perché Matilda si stava recando proprio qui, a scuola, per fare quello che faceva tutti i giorni: studiare e incontrare amici, compagni e insegnanti.

Fin dallo stesso giorno dell’incidente è stato palpabile il senso di smarrimento e frustrazione davanti ad un evento per il quale è difficile trovare spiegazioni; la scuola ha fatto sentire la sua vicinanza e il suo dolore dedicandole un minuto di silenzio. Inoltre la sua classe ha voluto ricordarla attraverso un cartellone e una lettera, ma soprattutto collocando sul suo banco una pianta, simbolo della continuazione della vita.

Questo momento non è stato semplice e non lo è tuttora; guardare in faccia la morte porta a reazioni diverse: disturbi del sonno, attacchi di panico, senso di colpa, senso dell’irreversibilità, il non essere pronti al “mai più”…

La nostra psicologa ha voluto affrontare tutte queste caratteristiche che si sono presentate in molti di noi e, attraverso un confronto, differenziare il momento di lutto dai ricordi positivi che dovremmo mantenere.

Il rischio infatti è quello di rimanere bloccati nel dolore della perdita. Date le forti emozioni che si provano in quel momento, la mente non riesce ad elaborarle andando incontro ad un “blackout” mentale che, se non superato, potrebbe lasciare segni profondi anche a lungo termine. L’elaborazione del lutto è un processo che passa per varie fasi: incredulità, rabbia, tristezza e accettazione.

La vicinanza di familiari e amici è fondamentale perché anche con la sola loro presenza possono offrire sostegno in questi momenti così delicati. Quando l’evento risulta particolarmente traumatico, però, questo può non bastare ed è bene rivolgersi ad un esperto che possa accompagnarci verso l’accettazione.

La dott.ssa Filosi ha attivato pertanto l’Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), tecnica nata con i reduci della guerra del Vietnam per aiutarli a superare il disturbo da stress post traumatico. L’Emdr si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica utilizzando movimenti oculari per trattare disturbi legati direttamente a traumi particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo. Il cambiamento è rapido; l’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, attenuandosi nel tempo e riducendosi di intensità, diventando così meno disturbante. Con molti studenti la nostra psicologa ha riscontrato miglioramenti anche solo dopo due sedute.

Non c’è un tempo giusto per affrontare un lutto, ma il modo in cui lo si fa cambia a seconda dell’età. Fino ai dieci anni il bambino non concepisce il concetto di irreversibilità ed è in grado di entrare e uscire dal dolore con una certa facilità; ha però grande influenza il modo in cui i suoi punti di riferimento reagiscono. Più si cresce, più si arriva a fronteggiare la tragedia con maggiore consapevolezza, anche grazie al bagaglio di esperienze vissute. Le persone anziane affrontano invece il lutto con una forte carica di senso di ingiustizia, specialmente se ad andarsene è una persona giovane. Da bambini la perdita più traumatica è quella dei genitori.

Da genitori perdere un figlio dev’essere un dolore inimmaginabile; per questo siamo molto vicini ai genitori di Matilda. Faremo in modo che il suo ricordo resti sempre vivo nella nostra scuola.

Serena Aveta, Raissa Pelizzari, Cristiana Poehl, Denise Rinaldi, Sara Ruggero dall’Istituto di Istruzione Guetti di Tione 

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