Sabato 7 novembre, a Basso Arnò, una giornata promossa dal Gruppo Culturale Orti Giudicariesi per recuperare e valorizzare le antiche varietà orticole e frutticole del territorio.
A Tione scambio di sementi, per non perdere le radici della nostra terra
Ci sono piccoli tesori che non si custodiscono in cassaforte, ma in vecchie scatole di latta, in barattoli di vetro o in semplici sacchetti di carta. Sono i semi che, per generazioni, i nostri contadini hanno conservato gelosamente, tramandandoli di padre in figlio, di stagione in stagione.
Semi di fagioli, piselli, zucche e di tante altre varietà che un tempo popolavano gli orti delle nostre case e che oggi, in molti casi, rischiano di scomparire.
È proprio per salvaguardare questo prezioso patrimonio che il Gruppo Culturale Orti Giudicariesi organizza, per sabato 7 novembre, una giornata dedicata allo «Scambio Sementi», un’iniziativa che unisce la passione per la coltivazione alla volontà di recuperare le antiche qualità orticole e frutticole del territorio.
L’appuntamento è a Tione di Trento, in località Basso Arnò, presso il capannone della ditta Petti & Scalfi, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00.
L’invito degli organizzatori è semplice, ma significativo: «Se possiedi vecchie sementi, portale! Potrebbero essere di varietà che stanno scomparendo e si potrebbero riconsegnare al nostro territorio, le Giudicarie».
Un messaggio che racchiude il significato più profondo dell’iniziativa. Non si tratta soltanto di scambiare semi, ma di conservare la biodiversità agricola, recuperare antichi sapori e mantenere vivo un patrimonio di conoscenze e tradizioni che appartiene alla storia delle nostre comunità.
Un tempo, negli orti delle Giudicarie, nulla veniva lasciato al caso. Le sementi migliori erano selezionate con cura, messe ad asciugare e conservate per la primavera successiva. Ogni famiglia custodiva le proprie varietà, spesso adattate nel corso degli anni alle caratteristiche del terreno e del clima locale.
Era un sapere antico, maturato attraverso l’esperienza, l’osservazione della natura e il paziente lavoro di generazioni di contadini.
Oggi, in un’agricoltura sempre più orientata verso produzioni standardizzate, riscoprire queste sementi significa anche recuperare una parte della nostra identità.
L’iniziativa degli Orti Giudicariesi vuole dunque essere un’occasione di incontro e di condivisione, aperta a quanti conservano ancora qualche vecchia semente, ma anche a chi desidera avvicinarsi al mondo dell’orticoltura e conoscere meglio le varietà tradizionali.
Perché un seme non rappresenta soltanto la promessa di una nuova pianta. È anche un piccolo scrigno di memoria, un legame fra passato e futuro, una testimonianza della capacità delle nostre comunità di vivere in armonia con la propria terra. E forse, proprio da un pugno di semi dimenticati in un vecchio cassetto, potrà tornare a germogliare qualche sapore che credevamo perduto.