Un filo di luce tra Tione e Pinzolo: quando il presepe diventa casa

 Ci sono opere che non si limitano a farsi guardare, ma chiedono silenzio, tempo e ascolto. I presepi del Gruppo Amici dell’Oratorio NOI nascono così: come gesti condivisi, come storie costruite insieme, capaci di unire luoghi diversi e persone lontane attraverso un unico linguaggio, quello della luce.

Tutto comincia nell’autunno del 2023, quando da un’idea semplice prende forma un villaggio ispirato ai Sassi di Matera. Case scavate nella roccia, vicoli stretti, spazi poveri ma abitati da una dignità profonda. È un mondo fatto di mani pazienti e materiali umili, dove lo styrodur diventa pietra, il colore diventa tempo, il dettaglio diventa racconto. In mezzo a quella montagna ferita da uno squarcio oscuro – immagine delle guerre e delle divisioni – nasce un raggio di luce che rompe il buio e apre alla speranza. Non a caso quel presepe si chiama “Luce di Speranza”. Oggi, nella chiesetta di San Gerolamo a Pinzolo, continua a parlare a chi entra, lasciando negli occhi meraviglia e nel cuore un calore inatteso.

Quel raggio non si è spento. Ha continuato il suo cammino, tornando a Tione e trovando nuova forma nel presepe 2025 allestito nella chiesa arcipretale. Qui il racconto si fa borgo, vicolo, scala, finestra illuminata. Cinquanta mani lavorano insieme, sera dopo sera, guidate dall’energia instancabile di Giovanni Moneghini. Ogni gesto è parte di un disegno più grande, ogni dettaglio custodisce il tempo condiviso, le parole scambiate, i sorrisi nati attorno a un tavolo da lavoro.

Al centro di questo nuovo presepe c’è la Famiglia. Maria sdraiata a terra che riposa, Giuseppe che culla il Bambino: un’immagine semplice, quasi fragile, eppure potentissima. Attorno a loro, il paese vive, cammina, si avvicina. Artigiani, donne, bambini, animali: tutti sembrano cercare lo stesso luogo sicuro, lo stesso abbraccio capace di riconciliare. È un messaggio che parla al presente, che ricorda come la famiglia – qualunque forma assuma – resti il primo spazio in cui imparare l’amore, il rispetto, la pace.

Così, da Tione a Pinzolo, i presepi del Gruppo NOI diventano più di un allestimento natalizio. Sono case aperte, costruite con l’anima, dove la fede si intreccia alla vita quotidiana e la bellezza nasce dalla condivisione. Un filo di luce che attraversa le comunità e continua a dire, con semplicità disarmante, che insieme si può ancora sperare.

Il lavoro del Gruppo NOI non finisce quando l’ultima luce del presepe si accende. Continua negli sguardi di chi si ferma, nel silenzio rispettoso di chi osserva, nelle emozioni che ognuno porta con sé uscendo dalla chiesa. Perché ciò che questo gruppo costruisce non è solo un allestimento, ma un tempo condiviso, un gesto di cura, una dichiarazione silenziosa d’amore verso la comunità.

In quelle case, in quei vicoli, in quelle mani pazienti c’è molto più della tecnica e della creatività: c’è il valore dello stare insieme, del lavorare fianco a fianco senza clamore, del mettere il proprio talento al servizio di qualcosa che unisce. È la bellezza che nasce quando nessuno cerca di primeggiare e tutti scelgono di appartenere.

Il Gruppo NOI ci ricorda che la meraviglia non è un miracolo improvviso, ma il frutto di fedeltà, amicizia e passione. E che, anche oggi, in un mondo spesso frettoloso e diviso, esiste ancora chi sa accendere luci piccole ma vere, capaci di scaldare un’intera comunità.

 

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