Olimpiadi 2026 ci siamo! Giovedì il debutto di Eleonora Bonafini.

Comincia il cammino delle Azzurre, opposte alla Francia nel giorno che precede la cerimonia olimpica

L’attesa è finita, si comincia! Giovedì ore 14.40 ( Raisport HD) Eleonora Bonafini di Spiazzo, hockeista su ghiaccio e attaccante della nazionale italiana, esordirà alle olimpiadi nel girone composto da Italia, Germania, Francia, Svezia e Giappone.

Noi abbiamo intervistato Eleonora qualche giorno fa per raccogliere le sue impressioni e farci raccontare le sue sensazioni in vista del debutto sul ghiaccio milanese.

Vi lasciamo qui sotto una parte dell’intervista, che troverete integralmente sull’edizione cartacea del nostro Giornale delle Giudicarie (Gennaio 2026).

Cogliamo l’occasione per farle un grande in bocca al lupo.

Intervista:

Eleonora, prima convocazione per le Olimpiadi
invernali, quali emozioni al momento dell’ufficialità?

Sicuramente mi sono liberata di tutta la tensione che ho sentito addosso nel corso dell’ultimo anno, aumentata con l’avvicinarsi delle Olimpiadi: la certezza di avercela fatta, infatti, arriva soltanto nel momento in cui ti viene comunicato ufficialmente di essere tra le ragazze che rappresenteranno la Nazionale. 

Non avendo a disposizione il tempo necessario per riflettere sulla notizia ricevuta in allenamento, ho compreso soltanto in seguito ciò che effettivamente mi ero guadagnata: l’emozione di aver raggiunto il sogno di una vita è stata indescrivibile!

Questo traguardo è arrivato grazie al sostegno di chi mi è stato vicino: cioè mamma e papà che che hanno sempre creduto in me e non mi hanno mai ostacolato nell’inseguire il mio sogno; i miei colleghi/e e i miei clienti che spero possano essere comprensivi; volevo poi sicuramente ringraziare in primis il nostro allenatore a Bolzano e assistente in nazionale, Stefano, che ha sempre avuto una parola di incoraggiamento, un suggerimento utile ed ha sempre creduto in me, dandomi la possibilità di crescere con le giocatrici più forti; Dennis Diana, il nostro preparatore atletico a Bolzano, che ha sempre avuto un occhio di riguardo; e infine la federazione italiana per averci seguito durante il nostro ritiro.

Le olimpiadi di casa: come ci si sente a competere davanti ai propri cari?

Giocare con la consapevolezza che i nostri amici e parenti possano venire a vederci ha sicuramente un gusto speciale.
Le emozioni saranno sicuramente forti e diverse rispetto a quelle che noi ragazze proveremmo se disputassimo una gara in un Paese straniero.
Sarà inoltre un’esperienza nuova, perché non siamo abituate a giocare in stadi così grandi e gremiti: speriamo dunque di fare una bella figura gestendo al meglio l’emozione e utilizzando a nostro favore la spinta di tutta Italia.

La convocazione arriva nel pieno della tua carriera. Guardando indietro, come hai fatto ad arrivare fino a qui?

Ciò che mi ha spinto ad andare avanti è principalmente l’amore per l’hockey.
Lo sport, da quando ho quattro anni, è per me una semplice passione: occupa gran parte della mia vita ma solo perché mi diverte farlo, non si tratta assolutamente di un lavoro.
Se sono dove mi trovo ora è perchè non mi è mai pesato passare molto tempo ad allenarmi, ho sempre affrontato tutto con molta leggerezza e spensieratezza.
Non ho mai percepito che stessi sacrificando il mio tempo libero, dedicarlo all’hockey è stata una scelta facile: l’uno rappresentava l’altro!

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