Mnemosine e la memoria dei bachi da seta

Invito a dare il proprio contributo: il via a una ricerca collettiva sulle radici di un’antica economia domestica

Il gruppo Mnemosine invita ancora una volta la comunità a frugare nei propri ricordi per contribuire a una nuova ricerca storica dedicata a un’attività che ha segnato per secoli la vita quotidiana dei nostri paesi: l’allevamento dei bachi da seta.

Un tempo presente in molte case contadine, la bachicoltura rappresentava una forma di integrazione al reddito familiare, spesso affidata alle donne e ai bambini. I bachi venivano allevati in primavera, nutriti con foglie di gelso e custoditi con grande attenzione: il loro benessere era fondamentale per ottenere bozzoli di buona qualità, destinati poi alla filiera della seta.

La seta, infatti, non era solo un prodotto di pregio, ma anche una risorsa economica concreta per le famiglie rurali. Dai bozzoli si ricavava un filo sottile e resistente, che veniva venduto o lavorato, contribuendo in modo silenzioso ma significativo all’economia locale.

Il gruppo Mnemosine, in collaborazione con lo storico Aldo Gottardi, sta raccogliendo testimonianze, documenti, fotografie, racconti orali e ricordi familiari legati a questa pratica oggi quasi scomparsa, ma ancora viva nella memoria di molti.

Chiunque desideri condividere un frammento di questa storia può scrivere all’indirizzo
mnemosine.ragoli@gmail.com oppure contattare un componente del gruppo entro domenica 8 febbraio 2026.

Un invito a custodire e trasmettere una memoria collettiva che parla di lavoro, pazienza e vita domestica, perché anche dai piccoli gesti quotidiani passa la grande storia delle nostre comunità.

Ultime notizie

Attualità

AVULSS Tione, Gottardi confermato presidente

Attualità

In cinque anni mezzo milione evaso nelle case vacanza in Giudicarie

Arte e CulturaEventi

Gelsi e filande: Ragoli riscopre la cultura del baco da seta

Sport

Doppietta per Pirovano, con 436 punti guarda al Trofeo di disciplina