Home Editoriale

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Editoriale
Riappropriamoci del sogno europeo
Scritto da Paolo Magagnotti   
Lunedì 12 Maggio 2014 06:25

L’avvio del processo di integrazione europea, avviato dopo due guerre mondiali scoppiate nel cuore del Vecchio Continente, è stato salutato con entusiasmo dagli europei.

Un entusiasmo che li ha visti sognare un futuro di pace. Il sogno non è stato un’illusione: da quel lontano 9 maggio 1950, quando il ministro degli Esteri francese Robert Schuman ha proposto una collaborazione franco-tedesca aperta ad altri Stati, fino ad oggi siamo vissuti in pace, con Francia e Germania, due Paesi che erano sempre in guerra, divenuti motore del processo di unificazione in Europa. Oltre alla pace, che da sola sarebbe sufficiente per giustificare il successo del progetto europeo, l’Europa che ora viviamo nell’Unione Europea ha promosso un benessere che solo chi è miope o in malafede non può riconoscere.

Leggi tutto...
 
Siamo una generazione perdente
Scritto da Adelino Amistadi   
Giovedì 10 Aprile 2014 07:07

Far parte della categoria dei giovani vecchi, o dei non più giovanissimi, o di quelli della terza età, sottintendendo che una quarta età  è ancora lontana dal divenire, mi fa sempre un certo effetto, anche se vantarmi a voce alta di avere quest’anno settant’anni sia un po’ come ribadire che nonostante l’età, ho sempre una buona cera. Evito comunque di far bilanci della mia vita, un po’ per scaramanzia, un po’ perchè convinto che qualcosa di utile vorrei ancora fare. Però mi piace, con gli amici, ripassare la storia che abbiamo convissuto dal dopoguerra in poi, storia di stenti e di resurrezione, di assestamenti e di cambiamenti, di cui ho cercato di lasciarne qualche traccia nei miei libri più dediti alla nostalgia che che alla speranza di un futuro meno movimentato. E’ un po’ fare “contamet”, una specie di  esame di coscienza collettivo come si usava alla fine dell’annata nelle associazioni di paese. Credo che difficilmente quelli che verranno dopo di noi potranno raccontare di mutamenti così profondi nella loro storia, di tensioni sociali, di trasformazioni tecnologiche inquietanti e repentine, mai successe nel passato: in  poco tempo, è cambiato il mondo da capo a piedi.

Leggi tutto...
 
Renzi, una carta che non può (non deve) fallire
Scritto da Administrator   
Sabato 15 Marzo 2014 14:38

Riassumiamo. Renzi è il nuovo Presidente del Consiglio del nostro Paese. Si è presentato con i suoi ministri al Quirinale, hanno giurato come si conviene, e sono entrati in azione già dal giorno stesso del loro insediamento. Sedici i Ministri: otto uomini e otto donne. Questa la squadra di governo di Matteo Renzi, segretario del PD e premier più giovane della storia d’Italia con i suoi 39 anni. Con lui sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio (PD), ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, agli Interni Angelino Alfano (Ncd), agli Esteri Federica Mogherini (PD), alla Giustizia Andrea Orlando (PD), alla Difesa Roberta Pinotti (PD), allo Sviluppo economico Federica Guidi, alle Infrastutture e Trsporti Maurizio Lupi (Ncd), alla Salute Beatrice Lorenzin (Ncd), alle Politiche Agricole Maurizio Martina (PD), all’Ambiente Gianluca Galletti (Udc), Lavoro e politiche sociali Giuliano Poletti, all’Istruzione, Università e ricerca Stefania Giannini, ai Beni e attività culturali Dario Franceschini (PD), alle Riforme ed ai rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi (PD), alla Semplificazione e alla P:A: Marianna Madia (PD) e agli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta.  

Leggi tutto...
 
Rivoluzione Renzi
Scritto da Adelino amistadi   
Lunedì 10 Febbraio 2014 08:51

Eletto solo da un paio di mesi alla guida del Partito Democratico con un successo senza precedenti sugli altri due concorrenti, Matteo Renzi non ha affatto perduto per strada l’energia, la sicurezza di sé, la spavalderia ed anche quella non poca arroganza che hanno accompagnato la sua rapida presa di possesso del PD. 

Leggi tutto...
 
L'anno che verrà
Scritto da Adelino Amistadi   
Venerdì 17 Gennaio 2014 16:07

Finalmente il 2013 è finito. Non ne sono per niente dispiaciuto. Anzi, non vedevo l’ora che finisse con tutti i guai che ci ha riservato.  La crisi continua ad imperversare, la povertà aumenta, lavoro non ce n’è, non vediamo lumicini in fondo al tunnel, ma un paio di cose importanti hanno segnato l’anno che abbiamo appena salutato e che, se non altro, ci fanno sperare che qualcosa potrà cambiare nell’anno che è appena iniziato: la fine del berlusconismo inteso non solo come epoca politica, ma soprattutto come fenomeno sociale e di costume.  Le sue battute sulle donne, le sue “serate” a fin di bene(?), le sue pagliacciate in ogni parte del mondo, hanno reso ridicola l’Italia ad ogni latitudine, ma la cosa peggiore è stata la sua ostentata e continua negazione della crisi che ha portato l’Italia ad un passo dal baratro, tant’è che si sono resi necessari alcuni interventi economici pesanti, ma indispensabili per salvare il salvabile. Con lui sobrietà, competenza, rigore, serietà, meritocrazia, principi fondamentali per ogni Paese normale, per anni, sono stati sottesi alla ragione dell’apparire che doveva sempre prevalere sull’essere, della bellezza che contava più della capacità, docilità e subordinazione erano i confini di una politica confusa e pacchiana.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 5 di 14