Home Il Saltaro Caro Gesù Bambino Ti scrivo...

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Caro Gesù Bambino Ti scrivo...
Scritto da Administrator   
Domenica 14 Dicembre 2014 07:45

Caro Gesù Bambino, ti scrivo con un po’ d’anticipo perché ormai delle Poste Italiane non mi fido. La posta non corre più come una volta. Ne approfitto della tua Venuta per raccontarti un po’ di questo mondo che da quando sei nato ad oggi non è migliorato per niente. Nei frequenti viaggi, lassù nell’empireo, avrei potuto parlarne con i tuoi Divini Genitori, ma, devo ammetterlo, mi fanno soggezione, proprio così e non solo. Con te è diverso, intanto perchè sei appena venuto dalle nostre parti ed hai bisogno di consigli e di capire le cose che ti aspettano. Poi perché piccolo come sei, non mi fai per niente soggezione, potrei tirarti le orecchie se non mi ascoltassi con attenzione. E tua madre, ne sono sicuro, sarebbe d’accordo. 

Non credere che il mondo che tuo Padre ha creato sia tutto crema e zucchero, ha impiegato solo una settimana a metterlo insieme, ma non è che sia riuscito bene. Anzi. In alcune parti, l’ha proprio fatto male. Anche il Natale, la tua festa, ha preso una brutta piega, e persino tu, caro Gesù Bambino, passi in seconda fila. E non sai quanto mi dispiace. E’ necessario fare qualcosa. Tu non puoi subire e tacere, lo so che sei fin da piccolo infinitamente misericordioso, ma non esageriamo, altrimenti fai la figura del codardo. E sai quanti sono quelli che ci ridono! Scusami, Signore, Gesù, ma è ora di prendere in mano la situazione. Provaci. Occorre una giornata di umore nero come quando sei andato a Gerusalemme ed hai scacciato i mercanti, gli affaristi, i farabutti dal Tempio. Con la tua onnipotenza puoi risolvere tutto in poco tempo. Ormai il futuro è in mano ai giovani, quindi tocca a te, appena torni a casa, procedi con grinta e tenacia e in poco tempo, prima che sia troppo tardi, rimetti in sesto questo mondo che sta facendo acqua da tutte le parti.

 

A cominciare da quello che sta succedendo dalla tue parti. Ai tuoi tempi erano i suoni angelici a deliziare la tua venuta, adesso ci sono le cannonate che fanno strage di tutti quelli che capitano a tiro. Bruciano, ammazzano, distruggono con una violenza inaudita, sono quelli dell’Isis, i mussulmani del Califfato, laggiù in Iraq, ce l’hanno soprattutto con i cristiani, sì, proprio con i tuoi seguaci, con i tuoi discepoli, bruciano chiese, dissacrano i tuoi tabernacoli, scannano i tuoi credenti come maiali, violentano le donne a te devote, suore comprese, quelli vorrebbero mettere il “burqua” anche alla Madonna. E nessuno su questa terra che riesca a fermarli, il Califfo ha persino detto che vuole conquistare Roma, ohibò! A Roma c’è il Papa, te le immagini le guardie svizzere che difendono il Santo Padre, quelle scappano ancor prima che il Califfo arrivi. Buon Dio...Gesù fai qualcosa, chiedi un appuntamento al profeta Maometto, era un buon uomo, lassù nell’alto dei cieli, parla con lui e mettetevi d’accordo, in fondo siete quasi compaesani, e poi s’è messo d’accordo anche Renzi, il nostro premier, con Berlusconi, puoi farlo anche tu con Maometto. Togliete di mezzo quel Califfo e tutti i suoi seguaci, ridate pace a quelle terre che sono sante e sono vostre. E non avere pietà,  quelli se ne fregano della tua pietà, quelli vogliono sovvertire mezzo mondo e far scomparire i cristiani dalla faccia della terra, nella totale indifferenza del mondo.

 

Caro Gesù Bambino, non dimenticarti dell’Italia, che già s’è abbandonata da sola, e che è sempre più nei guai. Capisco che rimediare alle nostre sventure, non sarà  facile. Bisognerebbe ricominciare daccapo. Ci vorrebbe un immenso maremoto, dal Tirreno all’Adriatico, compreso l’Ionio e il Mediterraneo che sommerga tutta l’Italia. Non sarebbe la prima volta che lo fai, già, a suo tempo, disperato ed impotente, hai caricato capra e cavoli sull’arca e con il diluvio universale, hai rimediato alle storture d’allora. Oggi sarebbe sufficiente un diluvio italico, isole comprese. Ti prendi una nave da crociera, novella arca del duemila, ci carichi il Papa e pochi altri, e, dopo, fai disinfestazione, come si conviene. Basta mafie, malavita, basta privilegi, basta corruzioni, basta porcherie, ogni giorno ce ne sono di nuove, basta con politici del cacchio (pardon!), basta con i truffatori, i disonesti, i malandrini, gli arroganti e i prepotenti. Ma con un po’ di giudizio, ti raccomando, non essere troppo severo, fai in modo che il diluvio salvi almeno le Alpi, le vallate alpine, che sono ancora quel poco di buono che è rimasto in quest’Italia bislacca. Saremo noi a calare nelle pianure e rimettere insieme un’Italia rifatta negli uomini e nei comportamenti. Tutto il resto che sparisca, via tutti, tutti a mare...sprofondati e dilaniati dai più cruenti cetacei marini.

 

Sono troppo cattivo, troppo crudo? Non credo, caro Gesù Bambino, lo so che non farai niente di quello che ti ho chiesto, ma quando crescerai, allora mi darai ragione, ma sarà troppo tardi, allora non sarà sufficiente un diluvio, allora dovrai distruggere il mondo intero per ricrearlo di nuovo.

Caro Gesù, se proprio non vuoi comprometterti, ( ti sei ramollito vero col passare dei secoli?) fai qualcosa d’altro, ma non ci abbandonare. Nel nostro Paese c’è gente che non arriva a fine mese, gente disoccupata, tutti che urlano, che bestemmiano, che fanno fracasso per farsi sentire. Ma non ce n’è piu per nessuno. Siamo in un pantano. Gesù, ti prego lancia almeno una cordicella di salvataggio, aiuta quel povero Renzi, un giovanotto dei tuoi, boy scout, che ce la mette tutta e combina poco. Ma, sai, ha contro mezzo mondo, tutti quelli che vogliono che le cose rimangano così come sono, tanto loro sono pieni di soldi e di privilegi. Compresa quella Camusso, la capa della Cgil, rossa dentro e rossa fuori, isterica e frustrata, che vuol buttare tutto all’aria, muoia Sansone con tutti i filistei, sembra dire ai suoi, che per fortuna sono sempre meno.

 

Se puoi, caro Gesù, cerca di frenare la malavita, la delinquenza, la criminalità che stanno dilaniando la nostra penisola. Da nord a sud. Gli organi dello Stato non ce la fanno più, e i giudici vanno in tilt.  Giudici d’ogni colore, che dovrebbero essere super partes, talvolta applicano le leggi a loro piacimento, interpretandole secondo colore e convenienza. Non tutti s’intende, ma aumentano gli inaffidabili. Questo è quello che si legge tutti i giorni sui giornali. Questo è quello che ti raccontano alla TV. Che a dir il vero, ha stufato anche l’Abele, che la guarda per me, quasi cieco. Dalla mattina alla sera: scioperi, suicidi, omicidi, droghe, pestaggi, barconi ribaltati in mare, guerre di mafie, l’Isis che sgozza giornalisti, Assad che lancia gas venefici, e ultimamente alluvioni in giro per l’Italia come fossimo in un gigantesco vaso di terracotta sbeccato, poi ci sono gli indignati che fanno indignare mezza Italia, i forconi, per non dire del putridume della politica, che, dopo dopo aver letto di tutto, c’è sempre qualcosa di nuovo e di peggio. Basta TV! Quanto era bella la Tv del Berlusca, allora tutto era ok, tutto andava a meraviglia, ogni giorno il Berlusca ci confortava con notizie di grande ottimismo, circondato dalla belle donne e sodali di poco conto, ma quando se ne andava, le sue donnette, tutto culo, gambe e tette ci rallegravano per tutta la giornata. Quelli erano tempi , anche se poi ci ha condotto agli inferi, ma almeno ci siamo andati cantando e ballando.

E dato che ci siamo, dai un’occhiata anche al Trentino, la nostra piccola provincia. Abbiamo dalla nostra S.S. illustri, San Vigliio, i Santo Martiri Anauniensi, San Romedio e la Madonna del Lares, fai in modo che le nostre cose funzionino meglio che nel resto d’Italia, che la smettano i partiti trentini di litigare per spocchia e pensino al bene della Provincia e delle sue valli. Siamo brava gente, ma l’alterigia e l’inanità sta prendendo piede anche da noi.. Porta pazienza, lo so che non è facile sopportare la presunzione e l’insolenza della Borgonovo Re, l’ammazza-ospedali, piena di sé e di poco altro, dacci la forza di tenere le mani in tasca ogni volta che la incontriamo, non vorremmo cadere nel peggiore dei tuoi peccati, l’ira, che ti fa perdere il senno e non si sa mai quel che può succedere. Guarda con simpatia a quegli ex consiglieri, probi, cha hanno accettato di restituire alla Provincia parte dei loro privilegi, brava gente, alcuni di loro mi hanno stupito, e guarda con severa misericordia coloro, invece, che i soldi proprio non li vogliono restituire. Erano sui giornali in questi giorni, sembravano galeotti nelle prigioni della Cayenna, eppure erano loro, i nostri politici, quelli duri e puri, quelli che i soldi non li mollano neanche a morire. C’era persino la Margherita Cogo, sempre in prima linea a difesa dell’etica della politica, della morale, dell’onestà intellettuale richiesta in ogni campo, e con lei il beato Pino Morandini, anch’egli pieno di catechismo da insegnare urbi et orbi. Metti, o Signore, i loro cuori in ammollo perché si possano ravvedere in modo che quello che han sempre predicato, almeno una volta, lo mettano in pratica.

Caro Gesù Bambino, dai una mano alle novità che stanno risistemando le nostre cose. Hanno fatto una nuova legge per modificare, correggere e per far meglio funzionare le Comunità di Valle che agli esperti sembra una “legge requiem”, fatta apposta per chiuderle quanto prima definitivamente, quanta ipocrisia, Signore pietà. Più seria ed avveduta la nuova legge sulla unione (fusione) dei comuni, non c’è scampo, il mondo è cambiato e per farvi fronte bisogna essere forti ed organizzati. Insieme si può. D’altronde, o Signore, si sono unite anche le tue parrocchie, uniamo i comuni nel segno dell’amicizia e della collaborazione e del risparmio. E a chi non gli va giù, di solito lo  è per ignoranza, protervia od invidia, se ne faccia una ragione e non faccia figuracce da cavernicolo.

 

Ed infine, caro Gesù Bambino, ti affido il mio territorio, le mie Giudicarie, la terra affidatami nei secoli da custodire, difendere e controllare. Dalle un minimo di serenità, che torni il bel tempo nelle famiglie, nelle fabbriche, nelle stalle, nelle officine, nell’Ospedale, e nei nostri cuori. Facci crescere, facci diventare meno pusillanimi e più coraggiosi, più orgogliosi, consci dei nostri diritti, più solidali, facci tornare a vivere come ci hai insegnato, con qualche deroga, s’intende, sei stato troppo severo con i tuoi Comandamenti, ma fedeli ai nostri valori e alle nostre tradizioni, con il cuore e lo sguardo in avanti per contribuire, tutti insieme, a cambiare le cose. Auguri di Buon Natale, di cuore!