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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Una gabbia di matti
Scritto da Administrator   
Martedì 09 Settembre 2014 08:14

«Caro Saltaro,

ho letto con disgusto e indignazione il racconto/filò pubblicato su “Il Giornale delle Giudicarie”, agosto 2014, pag.14. Mi sento offesa, come donna e come cittadina, per il modo con cui parla e sparla delle persone citate. Mi piacerebbe potermi confrontare con il “responsabile” della rubrica, ma non conoscendone nome e cognome, mi risulta impossibile. Peccato! Comunque chiedo e attendo di vedere nel prossimo numero un rimedio/riparazione a tante gravi offese. Senza rancore, ma con indignazione, saluti»

Natalina Marconato

Oibò! Sono dispiaciuto e affranto. L’Abele, luce dei miei occhi, mi ha letto con sfrontatezza una lettera speditami da una gentile signora che me ne dice di bò e di vacca, sentendosi disgustata ed indignata nonché offesa come donna e come cittadina per il modo in cui il vostro Saltaro con i suoi sodali, gente di spicco con tempra di ferro, hanno sparlato dei politici coinvolti nella faccenda, che insisto scandalosa, della chiusura del reparto maternità (per ora!) del nostro Ospedale. Oh! Non sa quanto mi dispiace aver disturbato la sua sensibilità, cara Natalina, ma che i politici sulla questione Ospedale l’abbiano combinata grossa, è fuori discussione.

E noi con i politici ce la prendiamo perché sono quelli che dovrebbero rappresentarci, portando  le nostre istanze  in quel di Trento, non quelli che con sfrontatezza vengono ad imporci i loro “dictat”, decisi alle nostre spalle, all’interno dei soliti clan sciccosi medico-politici che con il territorio non hanno niente a che fare. E le più di ventimila firme che sono state raccolte in Giudicarie a difesa dell’Ospedale, sono la conferma delle nostre ragioni. Nonostante veti, boicottaggi, diserzioni forzate di qualche partito e l’ignavia di altri, i Giudicariesi hanno alzato forte il loro grido di indignazione per come sono andate le cose sull’Ospedale. Ci dispiace, cara Signora, che lei non condivida la rabbia e lo sdegno con la quasi totalità dei Giudicariesi. Non parteggi per i disertori che hanno anteposto gli ordini del partito alle preoccupazioni ed alle ansie della nostra gente. Noi non ce l’abbiamo con le persone, che possono essere le migliori del mondo, ma con il ruolo politico che svolgono, che dev’essere, come è giusto, sottoposto al giudizio del popolo. E il giudizio questa volta è, fuor di dubbio, totalmente negativo. In quanto al suo sentirsi offesa come donna, mah! Non so cosa c’entri.

E’ l’affronto che vale. Una “porcata” (termine usuale in Parlamento!) rimane una “porcata”, che la compia un uomo o una donna, allo stesso modo. In quanto a volersi confrontare con me, lo farei con tutto il cuore, ma l’ho già detto più volte, il Saltaro, mi creda, è puro spirito che si tramanda da generazione in generazione, è l’armonia della nostra storia, è il vento che da sempre raccoglie nei nostri paesi e nelle nostre valli gli umori dei Giudicariesi, è la coscienza critica collettiva di un intero territorio, è una musica suonata a più mani, come un concerto di voci amiche, ove accanto al direttore d’orchestra s’ingegnano maestri dell’arte canzonatoria e censori severi degli altrui peccati, politici e non, magari con mille difetti, ma che alla gente parlano chiaro e si fanno sentire. Come potrei scendere dall’Empireo, ove risiedo da millenni, per  confabulare con lei, che neanche la vedo. Si rassereni, cara Natalina, purtroppo, questa è la nostra indole. Il Saltaro delle Giudicarie ha superato nei secoli minacce, censure, disapprovazioni, scomuniche e quant’altro, e ne è uscito sempre a testa alta, fa parte del mio ruolo essere indefesso controllore delle storture, le sperequazioni, le iniquità verso di noi, nei secoli dei secoli.

Rifletta, cara Natalina, e vedrà mi darà ragione. Oh la! E neanche voglio soffermarmi sulla storia dell’orso. Ha ben altro il Trentino a cui pensare! Non possono essere quattro animali (animalisti pardon!) che sbraitano per un orso in fase di cattura, indifferenti alle pecore, capre, asinelli e altri animali fatti fuori dall’indomita Daniza. Ci sono animali ed animali nel cuore degli animalisti. Come al solito, sono gli animali arroganti e feroci gli eroi da osannare, così come capita anche nel genere umano, a farne le spese i più deboli, gli umili, che se anche vengono sbranati, chi se ne frega! Mondo strano il nostro...Che vengano milanesi, napoletani e siciliani ad insegnarci a convivere con gli orsi, è tutto da ridere, a noi, che con gli orsi abbiamo convissuto per millenni.  Anche la Provincia non sta di certo facendo una gran figura, son dieci giorni che tentano di catturare la Daniza, e quella se ne fa un baffo. Per fortuna che gli orsi sono sotto controllo. Il controllo la Provincia l’ha perso da tempo. A cominciare dalla nostra mamma-orsa che se ne va a spasso fregandosene di tutti. Mi è persino simpatica, lei, s’intende, non i suoi “fans”, fatti di niente. E intanto giunge notizia che la nostra Provincia non ha una lira, è scannata all’osso, ha difficoltà a tirare avanti. Sono giunte in questi giorni lettere dalla Pat che cancellano finanziamenti garantiti in campagna elettorale (???)  per la mancanza totale di liquidità. La liquidità rimasta è appena sufficiente a pagare i propri privilegi, in dubbio sono persino gli stipendi degli oltre 10.000 pubblici dipendenti, di vari settori e competenze. Lo dice l’ex sindaco Filippo che in Provincia ha le sue conoscenze e tutto sa e tutto viene a sapere. Gran furfante! Finalmente uno che parla chiaro. In barba alla trasparenza! E allora? Bisogna chiudere i piccoli Comuni, unificarli, con la forza, se è necessario, e si risparmieranno un sacco di soldi.

Ah, marrani! Il problema non sono i Comuni, piccoli o grandi che siano, il problema è la Provincia, la sua elefantiasi, un pachiderma burocratico, per gran parte inutile, vero freno della nostra economia. Oh, certo il problema dei Comuni numerosi esiste, così come quello delle Comunità, ma è la Provincia con i suoi sprechi, con la sua bullaggine, con la sua burocrazia borbonica, con tutti i parassiti che ci convivono che deve essere rivoluzionata, disfatta, rifatta da capo a piedi, con estrema urgenza. Per 500 mila persone, quante siamo, cosa servono 10 dirigenti generali con paghe da fuoco, 20 agenzie, 50 servizi e 150 uffici, tutti che tritano più o meno le stesse competenze, peggiorandole di ufficio in ufficio? Poi ci sono i progetti speciali dove accasare i dirigenti rimasti senza dipartimento, con competenze, talvolta inventate ed irrisorie, ma non i loro stipendi. Altri 20 incarichi a dirigenti disoccupati, 30 incarichi a direttori di non si sa cosa, tanto che in Trentino abbiamo circa 1 dipendente pubblico ogni 93 abitanti, che in confronto all’Alto Adige, 1 ogni 150 abitanti, sembrano davvero una pazzia. Ma di queste storture non sembra preoccuparsi nessuno, così come non interessa a nessuno il numero dei giovani disoccupati che in Trentino sono arrivati a 17 mila, 2 mila più dell’anno scorso.

Hanno altro per la testa i nostri politici, loro ragionano alla grande. L’ex sindaco Filippo è desolato. L’ultima. Con soldi o senza soldi, si vuol progettare un trenino che colleghi la stazione della “vacca nonesa” con il Muse, con i bar del sud di Trento e con il Not, il nuovo ospedale che dovrebbe sorgere dalle parti di Andalo. Bella questa, dice Filippo, noi non abbiamo neanche la  strada per Trento, ai nonesi  ed alle signore bene del capoluogo viene garantito anche un trenino solazzevole per le loro scalmane festive. Cose da matti. Talvolta il potere fa impazzire, non sarebbe la prima volta. Fra trenino e Not, sembrano siano necessari 700 milioni di euro, che poi saranno molti di più secondo le costumanze della nostra Provincia, dove si pensa di prendere i soldi? Che qualcuno tenga a bada questi sbalestrati. E’ perentorio l’ex sindaco Filippo. Si cancellino, immediatamente, queste fesserie dall’agenda provinciale, per l’amor di Dio, finiamola con le pazzie, stile dellaiano, che ci hanno riempito di sogni fasulli e di debiti veritieri. Si occupino i nostri politici di cose molto più serie, come non sempre fanno. E’ di questi giorni l’aumento di tre milioni (son più di venti complessivi!) del fondo per garantire un sussidio ai disoccupati, gran bella cosa, ma ci mettano qualche regola, come può un disoccupato con 3-4 figli ricevere a fondo perduto circa 1.900 euro al mese. Quello non tornerà più al lavoro, farà il disoccupato a vita! Se poi lavora anche qualcosa in nero, quello sta come un pascià, chi glielo fa fare di tornare sotto padrone! Così è, per essere troppo buoni, si passa da coglioni.

Meditate politici, questa è per voi! A dir il vero, talvolta, i nostri politici sanno anche occuparsi di cose serie, dirimenti per superare la crisi e vivere felici. Bisogna riconoscerlo. Le menti eccelse, nostri rappresentanti nella politica di Trento, sono tutti presi da una tematica che se affrontata con intelligenza, potrebbe risolvere tutti i nostri problemi in poco tempo. Stanno per affrontare il tema dell’omofobia, dei gay e delle lesbiche, tanto per capirci, vogliono, come giusto, garantire ogni diritto a persone, per il passato, troppo spesso emarginate e reiette. E’ un po’ la moda del momento, che fa riferimento a Zapatero, premier, che introdusse in Spagna, la possibilità di sposarsi  per gay e lesbiche. Anche in Italia s’è già fatto molto, tant’è che in certe Regioni si danno lezioni “omo” fin dall’asilo, con tanto di fumetti illustrativi, nonostante le proteste dei genitori che hanno solo fatto la figura dei retrogradi, che non sanno stare al passo con i tempi. Com’è cambiato il mondo! Ormai non sono più i tempi del ciclo normale della vita. Né quello dei casini e puttanieri, ma neanche delle “escort” e miliardari, oggi è il momento del  mondo gay, vera lobby ormai dello spettacolo e di gran parte della politica. Anche i politici trentini si sono messi in linea, è una questione di apertura mentale, dice il consigliere Civico che è uno dei promotori dell’iniziativa. Sarà anche questione di aperture, saremo anche antiquati, ma gran parte dei Trentini sono legati ancora ai vecchi riti: l’amore fra sessi diversi, l’unione in matrimonio fra un uomo e una donna, la famiglia che accoglie e fa crescere figli suoi, tutte cose vecchie, si capisce, ma dentro di noi da sempre, non c’è Civico che tenga, noi andiamo “alla vecchia” e vogliamo continuare a farlo. Così dice Filippo e dice bene. S’è preoccupato persino il Vescovo, che di questa legge non ne vuol sapere, l’ha detto chiaro e tondo, ma il Pd, cattolici (?) e non cattolici, vuole andare avanti, le menti aperte del Pd ne sono convinte. Così anche gli altri, per non apparire fuori moda, per non escludere eventuali nuove esperienze, ci stanno e buona notte. Era questo un tema prioritario per i trentini? Sembra che a Trento si faccia apposta a sottovalutare la crisi, le grandi difficoltà del momento, l’imminente perdita dell’autonomia, si parla d’altro perchè non sanno da che parte girarsi. Poi sarà quel che sarà. Con l’orso, il trenino, l’omofobia, ce la racconteremo magari per mesi, ma i disoccupati continueranno ad aumentare, la gente sarà sempre più povera, e dovremo re-imparare ad emigrare. A Trento c’è qualcosa che non funziona. A Trento c’è una gabbia di matti. Riapriamo Pergine.