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Traduzioni e Comunicazione

«Nessuno parla della statale della Rendena»
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Dicembre 2013 09:04

Egr. Amistadi, durante la recente campagna elettorale s’è parlato di tutto. Di quel che manca in Giudicarie, e di quello che le Giudicarie chiedono per la prossima legislatura. Anche troppo, a dir il vero, tanto si sa che gran parte di quello promesso, non verrà poi mantenuto. Ma una cosa mi sta sul gozzo, nessuno, o quasi, ha parlato della strada statale della Rendena, una delle strade più trascurate del Trentino, basti pensare alla sua pericolosità nella parte bassa della Rendena (Javrè, Vigo e Darè). E’ possibile che quella strada non interessi a nessuno e che nessuno si dia da fare per proporre qualcosa di alternativo?

Pietro della Bassa Rendena


Caro Pietro, lei ha toccato
un tasto fra i più delicati dell’intera viabilità giudicariese. In effetti, mentre si fa un gran parlare di circonvallazioni varie, tratti di strada pericolosi, gallerie da risistemare, nessuno, o quasi, parla della strada della Rendena che dovrebbe essere ripensata quasi tutta per poter garantire un minimo di scorrevolezza e di sicurezza agli automobilisti, ma ancor più agli abitanti dei paesi che lei ha citato e non solo. Il problema è vecchio, tanto vecchio che ormai sembra essere entrato nel dimenticatoio dei nostri amministratori. Ricordo, perchè direttamente interessato, che ci fu un periodo in cui sembrava che gli amministratori della Rendena fossero tutti concordi alla ricerca di una soluzione. Io ero presidente del Comprensorio (primi anni ‘90) e con l’ass. Ing. Maturi, un uomo lungimirante e caparbio, affrontammo la questione su continue e convinte sollecitazioni dei sindaci di valle. Prendemmo contatti con l’ing. Da Rios, responsabile governativo dell’Anas che ci garantì il sostegno finanziario purchè si trovasse una definizione del tracciato, accettata e condivisa dalla comunità. Così iniziammo una serie infinita di riunioni in ogni paese, con la popolazione, con  le associazioni e con i sindaci, per trovare il percorso che andasse bene a tutti. Fu un lavoro paziente e laborioso che l’ing. Riccardo Maturi svolse in modo encomiabile, c’era chi voleva solo parziali aggiustamenti, chi la voleva tutta nuova, chi la voleva al di là della Sarca, chi un po’ di qua e un po’ di là, alla fine si giunse ad un accordo e si stese, su carta, il nuovo tracciato che sembrava accontentare tutti. Sembrava cosa fatta, con la consapevolezza e la soddisfazione unanime di aver raggiunto un importante risultato. Al momento di firmare l’atto d’intesa fra i Sindaci da inviare all’Anas per il finanziamento, qualche amministratore cominciò a tergiversare...mah...non so...la mia giunta ha delle perplessità...bisognerebbe cambiare qualcosa.. la solita tiritera. In queste cose basta uno che si tiri indietro per far cadere tutto il castello così pazientemente messo insieme. E si ricominciò da capo. Conclusione, il progetto non fu mai completato, l’accordo fra i Comuni saltò, nel frattempo le strade statali passarono per competenza alla Provincia, la quale, vista la nostra litigiosità, spostò i soldi su altre strade, in altre valli, e della Rendena non se ne parlò più, se non per inserirla nei soliti piani di viabilità comprensoriali che non servono a niente e a nessuno. Lustrini per gli occhi. E con la crisi in atto, non credo che la strada della Rendena ritornerà presto fra le priorità. Si è persa, allora, forse l’ultima opportunità. Questo succede quando fra gli amministratori non c’è lungimiranza, e si lasciano guidare dai piccoli egoismi, dagli interessi di parte e dalla politica del giorno per giorno. Peccato!
Adelino Amistadi