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Andiamo a votare... liberi, sereni e consapevoli
Scritto da Adelino Amistadi   
Mercoledì 02 Ottobre 2013 21:18

Il 27 e il 28 ottobre, per chi ancora non l’avesse ben chiaro, gli elettori sono chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Un momento elettorale fra i più delicati perchè riguarda il nostro Trentino, il nostro futuro, il futuro dei nostri giovani, ma soprattutto perchè è il voto del dopo Dellai, il voto della continuità o del cambiamento, a seconda dei punti di vista. Due sono i motivi che ci impongono una riflessione serena e consapevole. Il primo riguarda la situazione lasciataci in eredità: un’economia in recessione, un debito pubblico sottaciuto, un condizionamento diffuso fra amministratori ed operatori economici, una gratificazione amicale sconveniente, tutte cose che hanno caratterizzato un certo modo paternalistico e curtense di governare. Queste considerazioni negative non offuscano le tante cose ben fatte e lungimiranti che hanno trasformato il Trentino in questi ultimi anni, dovute più che altro alla grande disponibilità finanziaria che alle grandi idee. La stessa disponibilità che ha fatto spesso perdere il filo ai nostri politici portandoli a debordare in un vortice di bullismo politico dalla logica del buon governo, concreto, intelligente e previdente.

Il secondo motivo riguarda il notevole risveglio della coscienza e dell’interesse dei trentini per le proprie cose. Mai come in questa tornata elettorale la nostra gente ha sentito la responsabilità del momento e la necessità di una più attenta partecipazione alle vicende politiche che la riguardano.

L’abbiamo percepito come Giornale, e l’abbiamo vissuto nei nostri continui incontri con le persone, nei bar, nelle piazze, nei supermercati, tutti a chiederci come andrà, come dovrebbe andare, e cosa fare. Viene rigettato il modello elitario e salottiero che fin qui ci ha governato, e si chiede, a gran voce, più partecipazione, più condivisione, meno sprechi, meno clientelismo, meno Muse, meno Metroland, meno capricci cittadini, ma più opportunità, più lavoro e più sicurezza.

Se questa è la situazione, il presidente che risulterà vincitore, chiunque sia, dovrà decidere se continuare la politica precedente, o trovare un’alternativa. Il compito non sarà facile, ma potrà trarre giovamento nel condividere il suo lavoro con la giunta e con gli esperti di cui saprà circondarsi. Dagli uomini di giunta e dai collaboratori che gli saranno a fianco, ne potremo valutare fin dall’inizio le sue intenzioni e la sua caratura. E’ evidente che sarà basilare la composizione del nuovo Consiglio Provinciale nell’indicare ed accompagnare  il programma del nuovo presidente.

Il Consiglio, come sembra dalle liste presentate, non sarà del tutto nuovo, rimarranno in auge vecchie cariatidi inutili, speriamo poche, ma purtroppo presenti in tutti i partiti. Verranno, ce lo auguriamo, confermati personaggi che invece hanno contribuito non poco al rilancio del Turismo, per esempio, o dell’Industria, o degli Affari Istituzionali, assessori uscenti di assoluto valore, ma continueranno ad imperversare, medici, intellettualoidi, nulla facenti, qualche lestofante indegno e trote, per dirla con Bossi, in abbondanza, che sono la melassa del nostro sistema politico. La speranza è che l’elettorato, e sta qui il nostro appello, voti i meritevoli, soprattutto facce nuove, candidati giovani e di valore, che sono numerosi e sparsi in tutte le liste presentate. Sarebbe un errore farsi trascinare dal fascino del passato e dare la propria preferenza al nome più che alla validità del candidato. Anche perchè mai come nel prossimo consiglio servirà competenza e cervello. Per la prima volta, dopo anni, i consiglieri avranno diritto di parola, liberi, non condizionati, doverosamente impegnati a portare avanti le proprie istanze e le proprie idee. Le rappresentanze  elitarie e presuntuose  avranno sempre meno spazio, il lavoro partecipato, la competenza e la concretezza delle idee sarà determinante. Se le cose andassero così come abbiamo raccontato, le speranze per un futuro diverso, sarebbero meno aleatorie. Tutto dipende da noi elettori. E’ necessario che tutti noi andiamo a votare per esprimere un voto libero (non condizionato da interessi), sereno (che risponde solo alla propria coscienza) e consapevole ( che sia una scelta meditata e debitamente valutata). E’ vero, c’è stanchezza e insoddisfazione per la politica e per i politici, le vicende nazionali, più che le nostre, non fanno che aggravare quotidianamente il contesto, da noi poi c’è da aggiungere il dibattito esiziale sulla solidità della nostra autonomia, ma, dobbiamo dirlo con forza, resta la politica l’unica arma in democrazia per far valere i nostri diritti, correggere le storture, migliorare la nostra società. E’ l’esercizio del diritto di voto l’unica strada che ci rimane per raggiungere i nostri obiettivi. Non ce ne sono altre. Anche quando siamo stufi degli slogan dei candidati, dei programmi parolai dei partiti, e di una classe politica troppo tesa a curare i propri orticelli e disattenta sui bisogni collettivi, non dobbiamo mai cedere alla sfiducia, dobbiamo non dare ascolto alle insensate sirene del non voto, o del voto di protesta, e, ripeto, andiamo a votare liberi, sereni e consapevoli. E’ un nostro preciso dovere. Per noi e per il futuro del Trentino. A ben poco servirebbe la protesta sterile e verbosa di chi predica l’astensionismo, ancor peggio se voltassimo le spalle disinteressandoci in toto dell’evento elettorale.

A questo punto mi sembra ovvio parlare di Giudicarie e dei Giudicariesi al voto. Lo slogan potrebbe essere: “Votate comunque un giudicariese!” Non importa che sia di destra o di sinistra o di centro, le ideologie sono ormai un inutile paravento, basta che sia giudicariese. Ma sono poi tutti degni d’essere votati i giudicariesi in lista? Direi di si, quasi tutti, ma c’è anche qualche mela marcia: qualche arrivista che si è intrufolato, qualche fedina sporca che cerca riscatto, qualche canaglia che sbraita idiozie, ma sono facilmente riconoscibili, meglio lasciarli perdere. Ne va della decenza e della credibilità nostra e della nostra valle. Tutti gli altri sono ottime persone che danno le garanzie che cerchiamo. Ma allora perchè un giudicariese dovrebbe votare al Consiglio Provinciale un suo conterraneo? La domanda sembra, purtroppo, retorica. Votare un giudicariese significa fare gli interessi  della propria terra, della propria gente, e mi sembra una risposta ovvia e sensata. E’ ben vero che una volta eletto un consigliere dovrebbe prima di tutto fare gli interessi della comunità trentina nel suo complesso e dedicarsi ai problemi della riorganizzazione della macchina provinciale, al taglio degli sprechi, ad un uso razionale e qualificato dei finanziamenti europei, ad interventi immediati a sostegno dell’occupazione, dando spazio al merito ed al talento, puntare sulle attività ancora determinanti per la nostra terra come l’agricoltura ed il turismo, semplificare la burocrazia urbanistica, puntare sull’artigianato diffuso e tecnologico, dare ascolto all’associazionismo che renda i giovani protagonisti del cambiamento, collaborare fattivamente alla costruzione di un nuovo modello di società e di sviluppo attraverso la partecipazione e il protagonismo di ogni settore della società, tutte cose importanti che dovranno vedere anche i nostri giudicariesi pienamente partecipi. Tutto bene, tutto giusto. Ma il Trentino non è la Lombardia, siamo una piccola terra, con pochi abitanti distribuiti un po’ ovunque sulle nostre montagne, nelle nostre valli, ognuna diversa dall’altra, con caratteristiche antropologiche variegate, con necessità diverse, con bisogni dovuti alla posizione singolare anche del più piccolo paese e di ogni singola comunità. Questo fa sì che il rappresentante, l’eletto di zona, abbia il dovere di far presente le esigenze del suo territorio, le specificità, le emergenze, le difficoltà e battersi con caparbietà perchè vengano discusse e risolte. Lo si è sempre fatto, e si continuerà a farlo. Per il passato abbiamo avuto fior di eletti e molti dei nostri problemi sono stati affrontati  e deliberati, in questa legislatura il fatto che non avessimo rappresentanti capaci e convinti, abbiamo dovuto fare affidamento su amici della nostra terra che ci sono stati vicini, ma non è stato sufficiente, l’assenza dei nostri  l’abbiamo pagata a caro prezzo con l’Ospedale di  Tione tornato a pendolare, con il Tribunale chiuso quasi definitivamente, con l’Agenzia delle Entrate salvata (per ora) per miracolo, con le Poste che fanno acqua da tutte le parti, con progetti di viabilità fermi a vent’anni fa (non ci illudano la firma e le promesse di queste giorni di piani strategici, è successo così in ogni periodo pre-elettorale!), non è partita la circonvallazione di Pieve di Bono, men che meno Comano, si è buttato all’aria il piano delle “case da mont”, si sono finanziati lavori senza sale, senza programmazione di alcun tipo. Solo con la presenza dei giudicariesi in Consiglio potremo sperare che il Trentino torni ad essere governato con intelligenza, con la perequazione delle risorse, con la risposta alle necessità, con il ritorno ad una programmazione efficiente  e severa che sappia intervenire la dove serve e non la dove si vuole. Ecco perchè è necessario che il nostro voto sia consapevole, che vada innanzi tutto ai nostri, ce ne sono in ogni lista, alcuni sono davvero preparati e faranno bene, conoscono il territorio e sapranno certamente difendere i nostri diritti con passione e fermezza. Votiamoli, ad occhi aperti e con convinzione. E’ un’occasione da non perdere, piangersi addosso, poi, non servirebbe a niente, chi è causa del suo mal pianga sé stesso, così si diceva una volta, così, più che mai dobbiamo dirlo adesso. Buon voto....libero, sereno e consapevole. Votate Giudicarie.