Home Il Saltaro Le nuove “quote rosa” della politica. Nel baillame squallido della politica anche i faccendieri “devono” trovare spazio

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Le nuove “quote rosa” della politica. Nel baillame squallido della politica anche i faccendieri “devono” trovare spazio
Scritto da Il Saltaro   
Mercoledì 02 Ottobre 2013 21:14

E’ una questione di equità. E’ una questione di pari opportunità. Anche il Trentino in linea con il resto d’Italia. Una grande conquista di civiltà. Le liste presentate per le prossime elezioni provinciali contengono di tutto e di più. E’ tutta colpa della Cogo che ad ogni elezione tira fuori la storia delle pari opportunità. Lei si riferisce alle donne, e con ragione, ma quest’anno si sono fatte avanti tante altre categorie, emarginate nelle passate elezioni. Così hanno preteso una equa presenza i gay, giusto, le lesbiche, più che giusto, gli extracomunitari, e i vegani, in linea con le innovative aperture di Papa Francesco. 

E fin qui tutto bene. Solo che ultimamente si è fatta avanti a pretendere pari opportunità anche la categoria dei briganti, dei faccendieri, e dei furfanti che hanno ottenuto lo spazio richiesto, in pompa magna. Alcuni loro rappresentanti sono in lizza, sparsi qua e là, ma facilmente individuabili. Facce da spacco, si vedono a mille miglia di distanza che sono dei poco di buono, ma le pari opportunità non concedono alibi. Anche nella comunità trentina si sta facendo largo la “ghenga” dei malfattori, degli impostori, delle canaglie, sono più di quel che si creda, basta leggere i giornali, e così, giustamente, chiedono di essere rappresentati. Anche la loro categoria, nel baillame squallido della politica, ha diritto di parola, forse più degli altri. Lo sta predicando in maniera egregia, “el Toni Teta” da una posizione piuttosto traballante, sul ciglio di una fontana, ai pochi passanti e a qualche gallina ancora in cerca di briciole di pane. Anche le galline sentono la crisi. “El Toni Teta” è uno sfaccendato che mai ha lavorato in vita sua, è vissuto d’espedienti, di piccoli furti, imbrogli, e porcate varie, anche se tutte di piccolo calibro. E’ stato lui, con coraggio ed abnegazione, a portare avanti la storia delle pari opportunità per la ribalderia trentina, trovando ovunque consensi ed applausi, dalla gente normale incuriosita, perchè i ribaldi se ne stanno nascosti, hanno paura d’essere identificati.

Sta urlando come un pazzo, come avesse mille persone davanti, e deve avere anche un po’ cuccato per acquistare “verve” e spigliatezza nell’eloquio, le cose che dice vuole che siano capite bene e nel senso giusto: “Cittadini, finalmente si è rimediato ad una grande ingiustizia che da sempre gravava sulla nostra gente, nel nostro Trentino. La politica ha riconosciuto e coinvolto anche la nostra categoria, la categoria del malaffare, la categoria dei mascalzoni. Una categoria sempre più consolidata e numerosa che rappresenta una fetta sostanziosa della comunità trentina e che da cinquant’anni chiedeva di essere riconosciuta e considerata. Alla luce del sole, a viso scoperto. Senza doverci nascondere com’è avvenuto nei decenni scorsi. Con orgoglio e pari dignità. Noi siamo una categoria un po’ particolare, siamo degli artisti ognuno nel proprio ramo. Sappiamo arrangiarci  con discrezione, cerchiamo di evadere le tasse, e quasi sempre ci riusciamo, siamo specialisti negli abusi edilizi che quasi sempre riusciamo a farci condonare, conosciamo le persone giuste che ci devono un sacco di favori, sappiamo leccare chi ci protegge e non temiamo castighi di sorta, non ci sono regole da rispettare se sono contro il nostro interesse, spariamo senza pietà alla fauna d’ogni tipo, con permesso o senza, tanto chi se ne frega, con gli amici che abbiamo chi ci può toccare. Siamo invincibili, siamo la parte migliore della comunità, fate come noi, venite nella nostra categoria, fra qualche anno avremo in mano il Trentino. Siamo in tanti. Se sono accorti, finalmente, i potenti della politica trentina, quelli più illuminati, quelli con un pelo stomaco da far paura, hanno capito che insieme abbiamo un sacco di voti che possono far comodo e così, quest’anno, per le prossime elezioni, ci hanno inserito nelle loro liste, a pieno titolo. Accanto agli idealisti, agli onesti, ai coerenti, alle brave persone, monumento alla stupidità, ci siamo noi, noi che invece siamo il monumento dell’intelligenza truffaldina, e del pragmatismo piratesco. Signore miei, se vinceremo e  i nostri colleghi verranno eletti, si farà festa in cielo ed in terra ed entreremo in una nuova era di benessere e di vita allegra e facile per tutti. Purchè abbracciate il nostro stile, s’intende! Noi vogliamo cambiare il Trentino, vogliamo un Trentino a nostra immagine e somiglianza, un Trentino senza regole, dove ognuno possa fare quel che più gli piace. Potrà guidare ubriaco senza finire in galera, passare con il rosso, sputare in faccia a chiunque, andare a donne entro e fuori la strada, il bracconaggio sarà incentivato, si potrà cacciare senza porto d’armi e senza permesso, ognuno potrà costruire la casa come vuole e dove vuole, sarà una vita alla grande, che ci porterà diretti in paradiso, non preoccupatevi troveremo alla fine qualche santo da corrompere che ci farà entrare trionfanti da una porta secondaria, magari, ma pur sempre nel paradiso di San Pietro. I nostri candidati sono grandi uomini, per un grande futuro. Votate i nostri rappresentanti, briganti, ladri e malfattori, ce l’hanno scritto in faccia non potete sbagliare. Fate il vostro dovere, votateli!”

Allibiti, gli amici di sempre, l’Abele, l’Orsolina, L’Archimede, la maestra Camilla, Osvaldo Caccola e l’Evaristo Rompiballe, senza parole per quanto udito dal Toni Teta, presi dai crampi addominali, da nausea e e da conati di vomito, stomacati in cerca di ristoro, sono volati all’Osteria del Bepi per esprimere alcune considerazioni sulla situazione elettorale e sugli spropositi del Toni Teta . Al tavolo, con una caraffa di quello buono, rosso e di carattere, hanno ripreso la cera in poco tempo e la loro lingua si è sciolta in ragionamenti finalmente saggi e lungimiranti. “Porca vacca, inizia l’Abele, vecchio ruspante, ma quel cencioso di un Teta, è proprio matto, cosa gli sarà venuto in mente di dire quelle stupidate...andiamo...mica siamo in Sicilia...” “In Sicilia no, ma lì vicino, si, in questi ultimi anni siamo sempre più degradati in civismo ed onestà collettiva...” dice l’Evaristo sempre più rompiballe. “Va bene, avrà anche un po’ ragione, ma io ho studiato le liste, nome per nome, di birichini ce ne saranno tre o quattro non di più, se ci fosse stata davvero le pari opportunità, ce ne sarebbero stati cento...,prende in mano la situazione  l’Archimede,...ma quelli li conoscono tutti, basta non votarli se non vogliamo finire come a Roma, in mano ai gazzettieri di turno e ai malavitosi, e buona notte”.

La più saggia sembra stranamente l’Orsolina: “Amici miei, pensiamo in positivo, noi siamo giudicariesi e dobbiamo votare per i nostri conterranei. Sono molti, ci sarà forse anche qualche mela marcia, lo sappiamo tutti, ma per il resto sono ottimi candidati, forse è l’occasione che le Giudicarie tornino ad essere rappresentate. Sapete cosa significa non avere nessuno a Trento che ci difende? Quelli non ci cag...neanche!” L’Osvaldo Caccola, impressionato dal libero pensiero dell’Orsolina vuol dire la sua: “Sono più di venti i giudicariesi, sparsi un po’ dovunque, in gran parte, credo, brave persone. Alcune non prenderanno neanche il voto della moglie o dei parenti, sono lì tanto per fare numero, altre invece hanno ottime probabilità di riuscita e dobbiamo puntare su quelli...” “Giusto, dice l’Evaristo, noi dobbiamo stare uniti su pochi e ben piazzati, altrimenti disperderemo i voti e rimarranno tutti a casa. Bisogna poi stare attenti, c’è sempre qualche imbecille, che magari raccoglie voti per candidati di altre valli, facendo perdere i nostri, ma quella è povera gente, da tener lontana.” “Allora raccontaci chi sono, almeno i principali, quelli più quotati...” conclude la maestra Camilla. E allora l’Evaristo s’impegna al massimo per spiegare la situazioni candidati: “Per me, non ci sono balle, i più quotati per la riuscita sono almeno due, il Tonina Mario del Lomaso e il Gigi Olivieri della Rendena. Uno dell’UpT e l’altro del Pd. Brave persone, il Mario Tonina è dirigente dell’Ass. Allevatori di Trento...” “Quella delle vacche...” interrompe incauta l’Orsolina. “Certo, ma non mi interrompere, Tonina è del Lomaso, ottima conoscitore della nostra terra, impegnato da sempre nella Amministrazione comunale, nel Cedis, e nelle Terme, è stato assessore comprensoriale con Amistadi presidente, una persona sempre in prima linea per le Giudicarie, di certo una garanzia per tutti noi...” “E’ del Lomaso, e sappiamo un po’ tutti che quelli sono i nonesi delle Giudicarie...” dice maligno l’Osvaldo. “Per metà è anche di Roncone per via della nonna, e questa è una garanzia!” insiste l’Abele. “E che garanzia...” continua l’Osvaldo. “Poche ciance, è un bel personaggio e merita tutto il nostro sostegno, conclude l’Evaristo. Poi c’è il Gigi Olivieri, ha molte possibilità di riuscita, è anche lui un buon elemento, un po’ più biricchino, marchiato Rendena fin nella pelle, con grande esperienza politica, non c’è dubbio, potrebbe essere utile, non c’è che dire. E’ accompagnato dalla vicesindaco di Storo, una giovane piena di entusiasmo, ma avrà tempo per emergere, prima o poi toccherà anche a lei. “Ma guarda che è del Pd...come la Cogo!” dice quel fascistone di Archimede. “Beh, nessuno è perfetto, ma lui saprà fare  il nostro interesse, perchè l’ha più volte dimostrato.

Per il Patt candida il sindaco di Bondo Giuseppe Bonenti, sulla persona niente da dire, dovrà convincere tutti i pattini delle Giudicarie a votarlo e non sarà facile, ma lo meriterebbe per le capacità e l’entusiasmo, il suo partner è il Simone Marchiori, che è giovane e in gamba e ha tutto il tempo per aspettare il suo turno. Per il Progetto Trentino candideranno due ottimi candidati, Alessandra Sordo di Tione e Massimo Caldera, il loro leader Grisenti ha scelto bene, due giovanotti in gamba, è difficile dire quante probabilità abbiano, ma in quel partito se la giocano un po’ tutti per pochi voti e quindi potrebbe esserci la sorpresa...”.

“E il Raffaele...” dice la maestra Camilla che di Raffaele è sempre stata segretamente innamorata. “Questo è un gran personaggio...Raffaele Armani è stato sindaco per vent’anni, ottimo amministratore e  appassionato di politica come pochi, coerente fino in fondo con le sue idee socialiste, contro tutto e tutti, è stato anche un importante presidente del Comprensorio, l’ultimo presidente e il primo della Comunità, ha le idee chiare sulle Giudicarie e sulle nostre necessità, mah, personalmente mi piace molto...anche se non la penso come lui... continua l’Evaristo, ci sarebbe anche il Diego Binelli, quello della Lega Nord, pinzolero di ferro, di certo tutt’altro che un trota, non so quante “chances” abbia, ma è un buon politico, da tener presente per quelli che votano da quelle parti. Questi sono i candidati più prestigiosi e con buone probabilità, gli altri non ne abbiano a male, cerchino di fare bella figura e di darsi da fare, queste elezioni sono troppo importanti per trascurarle...”

“E per la presidenza? A me piace tanto il baffo, quel Mosna, vecchio stampo, ma modernissimo imprenditore...quello ha le palle, almeno cambierebbe qualcosa! Sai quanto ce n’è bisogno!” dice l’Abele. “Macchè, cosa vuoi che sappia quello di politica...il Rossi si che è un figo è riuscito perfino a far fuori la Dominici, lui punta a fare del Patt il primo partito del Trentino, come la SVP di Bolzano, e sarebbe una gran bella cosa!” dice l’Osvaldo Caccola, vecchio schuetzen in pensione”. “Comunque sia, andiamo tutti a votare e votiamo per uno dei nostri, e dimentichiamo le pari opportunità del Toni Teta, quello è matto da legare ed i suoi compari sono tutti da prendere a calci nel sedere, per il bene nostro, per il bene del Trentino!”.

Il vostro Saltaro condivide in pieno questa dotta disquisizione elettorale e promette, puro spirito com’è, di vigilare in ogni paese, in ogni angolo delle Giudicarie che la gente voti e voti bene. Amen e così sia.