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Traduzioni e Comunicazione

La Pat salva il Caseificio Pinzolo Fiavè
Scritto da r.b.   
Venerdì 06 Marzo 2009 02:57

La Pat salva il Caseificio Pinzolo Fiavè
9 milioni dalla Provincia e 13 dalle Rurali per acquistare gli stabilimenti

22 milioni di euro. Questo il conto “salato” per il salvataggio del Caseificio Pinzolo-Fiavè deliberato dalla Provincia ed affidato a Cooperfidi con 13 milioni che arriveranno dalle Casse Rurali e 9 dalla Pat per l’acquisto degli immobili attualmente di proprietà del caseificio. Il testo del Protocollo d’intesa con il caseificio Pinzolo-Fiavè Rovereto Sca (in sigla Cpfr), la Federazione trentina della cooperazione e Cooperfidi è stato approvato dalla Giunta provinciale venerdì 27 febbraio e conferma le voci già sul piatto da mesi circa un forte intervento dell’ente pubblico assieme alle casse rurali per salvare una situazione molto difficile.
Il debito del Caseificio Pinzolo- Fiavè era giunto infatti a 42 milioni di euro mettendo in serio dubbio la possibilità di andare avanti e preoccupando non poco l’intero settore dell’allevamento.  Il testo recepisce il Piano di salvataggio predisposto dal caseificio, centrato in particolare su una consistente riduzione dell’indebitamento finanziario e sulla ridefinizione delle politiche produttive e commerciali. Per quanto di sua competenza la Provincia si impegna ad adottare gli atti necessari riguardanti l’assegnazione delle risorse a valere sul fondo immobiliare previste nel Bilancio.

Il caseificio rappresenta com’è noto la principale realtà produttiva del Trentino nel settore della trasformazione lattiero casearia, a supporto delle aziende zootecniche operanti principalmente in Vallagarina, Valli del Sarca, Val di Ledro, Giudicarie, Val del Chiese, Rendena, altipiano della Vigolana. Considerate le suddette difficoltà che la struttura da tempo sta attraversando, ma anche il valore strategico dei settori zootecnico e lattiero caseario per uno sviluppo armonico e sostenibile dei territori interessati, le parti firmatarie del Protocollo hanno concordato sulla necessità di un suo rilancio.
Il Caseificio aveva richiesto a Cooperfidi la possibilità di un intervento a valere sul fondo immobiliare, fondo destinato all’acquisti di immobili da concedere in locazione alle imprese per lo svolgimento della loro attività. Cooperfidi ha inserito l’intervento nel suo programma 2009. Il caseificio dovrà garantire ovviamente la destinazione economica degli stabilimenti secondo le linee individuate con il Piano industriale 2009-2010, la cui attuazione sarà definita in collaborazione con la Federazione trentina delle  Cooperative; l’obiettivo primario è rappresentato dalla ricerca di ogni possibile sinergia con altre realtà produttive della provincia e dunque torna di stretta attualità la fusione con Latte Trento. Il caseificio si impegna altresì a modificare la governance della società mediante la nomina di un nuovo Consiglio di amministrazione.
La Federazione trentina della cooperazione si impegna a fornire all’azienda tutta l’assistenza necessaria, nonché a farsi carico - all’interno del movimento cooperativo stesso - degli eventuali esuberi di personale.
Cooperfidi infine si impegna ad acquistare gli stabilimenti di Fiavè, Giustino e Villa Lagarina, per un importo complessivo di 21.918.700,99 euro; detti immobili saranno “affittati” al caseificio Pinzolo-Fiavè alle condizioni economiche individuate da un’apposita perizia di stima. Cooperfidi garantirà inoltre nella misura massima del 60% un mutuo  per l’importo massimo di 5.500.000,00 euro della durata di 15 anni, a valere sul “plafond zootecnia” per la ristrutturazione finanziaria di debiti a breve.
Le parti firmatarie si riuniranno con cadenza almeno semestrale per verificare e monitorare lo stato di attuazione del Piano industriale 2009-2010 del caseificio.