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Traduzioni e Comunicazione

Le feste estive e la burocrazia
Scritto da Aurelio   
Martedì 10 Settembre 2013 22:42

Caro Adelino, so di parlarne ad uno esperto. Anche quest’anno, durante l’estate, abbiamo dovuto subire le angherie della burocrazia statale e provinciale nell’organizzazione delle feste e delle sagre che hanno occupato in tutte le Giudicarie migliaia di volontari. Una cosa impossibile e che ogni anno si complica sempre di più. Quest’anno poi mi è capitata una cosa curiosa. E’ davvero necessario che anche in una piccola festa in un ristorante, dopo-cena, fra amici, per far suonare tre ragazzi con le loro chitarre, niente di professionale, si debba pagare la SIAE. Andando avanti di questo passo, non ci sarà più nessuno che si offrirà volontario, meglio spararsi.

Aurelio

 

Caro Aurelio, condivido la prima parte della tua. In effetti la burocrazia sta scoraggiando l’iniziativa delle associazioni con la sua farraginosità e le sue complicazioni. Ho fatto anch’io per qualche anno il presidente della Pro Loco, della Sportiva, della Banda, e mi accorgevo già allora che di anno in anno crescevano gli adempimenti burocratici per organizzare qualsiasi cosa, anche minima; con la scusa della sicurezza, e mille altre diavolerie, organizzare una sagra paesana diventava un’impresa. Mi dicono che oggi le cose sono peggiorate di molto. E’ una vergogna. Nessuno tiene conto che i volontari della pro Loco e delle altre Ass. sono l’anima delle comunità, lavorano gratuitamente al solo scopo di incentivare il turismo, lo sport e la cultura dei nostri paesi di montagna, senza usare i milioni della Provincia, come fanno le città con le loro mega manifestazioni a spese nostre. Mi accodo a voi per chiedere con forza al nuovo governo provinciale di mettere rimedio a questa stortura che sta soffocando la creatività ed il dinamismo delle nostre comunità. Non sono invece d’accordo sulla contrarietà al pagamento della Siae, anch’esso molto criticato. Intanto è una giusta tassa che tutela il diritto d’autore, poi conoscendo la materia, devo assicurare che il servizio Siae in Giudicarie è portato avanti con serietà, ma anche con tanta disponibilità, com’è giusto che sia. Ma le regole sono regole e devono essere rispettate. Ovviamente se si suona in casa privata, ognuno può fare ciò che vuole, ma se si suona in pubblico, la tassa Siae è, a mio parere, più che legittima. Certo che per degli amici andare a chiedere i permessi, pagare la cauzione, presentare il programma musicale, e tornare negli uffici per il nulla osta, talvolta è una rottura di scatole. Ma “rubare” musica, così come letteratura, così come teatro, danneggia pesantemente gli artisti, e ne limita la loro creatività. La Siae dovrebbe tuttalpiù rendere più semplice le modalità della pratica, o predisporre tariffe particolari per le feste paesane, o non essere troppo fiscali sugli orari, e questo non dipende dall’agenzia locale, ma che si debba pagare per usare la musica inventata da altri, credo sia corretto, così come non credo che sia la tassa sugli autori che demotivi più di altro i nostri volontari. In quanto al tuo pirotecnico finale, ti invito a non spararti, in tutti i sensi, sei giovane, e non sai cosa t’aspetta, alla burocrazia ti dovrai abituare perchè qualche stolido che si metterà di traverso ai tuoi progetti o ai tuoi sogni lo troverai sempre, l’importante è saperlo affrontare con grinta e competenza, di solito i burocrati più boriosi sono i più fifoni, basta soffiare che si afflosciano, continua a fare il volontario e, da vecchio, credi a me, sarai orgoglioso della tua gioventù. (a.a.)