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Partiti che nascono come funghi... in vista delle provinciali
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Luglio 2013 21:11

Caro Amistadi, mi devi scusare, ma sono in piena confusione. Ci stiamo avvicinando alle elezioni provinciali di ottobre, seguo quasi ogni giorno l’avvicinarsi con i giornali locali, ne discuto con gli amici, ma ne capisco sempre meno. Sorgono partiti come funghi, si confermano personaggi che dovrebbero sparire, adesso arrivano le primarie che non ho ancora capito bene a cosa servano e a chi siano riservate. E’ evidente che sono tutti in cerca di riconferma, questo è quello che preme di più ai nostri politici, di programmi nessuno ne parla, se non le solite banalità, pensaci tu a chiarirci le cose, per quel che puoi, io e i miei amici te ne saremo grati.

Gli amici del Bar

Gli amici del bar, sono gli amici che prediligo essendo stato anch’io uomo da “pub” (chic!) per una vita intera. Al bar di solito si va alla ricerca di qualcosa da dire per passare un’oretta con gli amici, e immancabilmente si va a finire sulla politica.

E tutti la sanno lunga, si alzano i toni della voce, e si tradisce chi parteggia per l’una o per l’altra parte con non poche sorprese. Quasi sempre ne vengono fuori un sacco di sciocchezze e sproloqui a non finire, anche perché l’animosità surriscaldata da qualche bicchiere di quello buono, fa perdere un po’ a tutti lucidità, ma, alla fine, in armonia, si conclude come avete fatto voi: qui non si capisce più niente, è un gran casino, quelli vogliono solo mantenere le poltrone, del resto non gliene frega niente...e via di seguito. Va a finire quasi sempre così. Devo però ammettere che se le cose non si chiariscono nei prossimi giorni, le vostre perplessità sono più che giustificate, ci stiamo avvicinando alle elezioni autunnali nel marasma più greve, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, ogni giorno nasce un partito nuovo, ogni giorno sorge dal nulla un nuovo personaggio che ne sa più degli altri, ogni giorno i nostri cambiano opinione per ingraziarsi fette di elettorato, cose che succedono normalmente a Roma, ma che speravamo un po’ tutti non rientrassero nel nostro modo di fare politica, almeno così non lo era per il passato.

Purtroppo non vedo grandi prospettive di chiarimento. Gli stessi partiti sono ormai ridotti a poca cosa. A destra c’è il deserto con continue burrasche di sabbia, non ci sono leader che sappiano amalgamare le forze per una possibile alternativa, ognuno va per la sua strada, e tutti vogliono candidare a presidente, facilitandosi così la strada per essere riconfermati, rassegnandosi, come da anni a questa parte, ad una legislatura di minoranza senza costrutto, ma ben remunerata, disperdendo migliaia di voti e di speranze. Nel centro sembra sgomitare con successo qualcosa di nuovo, Progetto Trentino,  fra i pochi a tentare di ragionare di politica e a parlare di programmi e di cose concrete. Nell’attuale maggioranza, il centro sinistra, Pd-Patt-UpT, dopo un periodo piuttosto lungo di incomprensioni, ripicche, invidie e gelosie, sembra che si sia trovato un minimo di accordo per come procedere. Non è stato facile, con il Dellai, presidente uscente, che pretendeva che toccasse a lui scegliere il suo successore (vedi Pacher, Schelfi, Andreatta ecc), con il Patt che il suo candidato ce l’ha da sempre, con il Pd che di candidati ne aveva cinque o sei, tutti pimpanti ed in gran parte sconosciuti alla gente, ma forti nei salotti chic della politica cittadina, e con l’UpT, zittito e mortificato fino all’ultimo dalle bizze del mitico Lorenzo.

Poi finalmente la scossa, la decisione finale: accordo sulla scelta del candidato presidente con le primarie. Ogni partito propone il suo candidato e alla gente verrà chiesto di dare indicazioni su chi dovrà candidare a Presidente per l’intera legislatura. Tre sono i nomi indicati dai partitri di centro sinistra: Gilmozzi per l’UpT, Rossi per il Patt e Olivi per il Pd. Tre persone per bene, non c’è che dire, capaci, con esperienza, che hanno dato buona prova di sé quali assessori della giunta Dellai.

Sabato 13 luglio saranno aperti su tutto il territorio provinciale dei seggi informali, dove chi vorrà, senza obblighi e particolari doveri, potrà andare a scegliere il proprio preferito. Quello che vincerà sarà il candidato Presidente per l’intera coalizione, il prossimo autunno. Questo è il metodo delle primarie, aperto a tutti, ma, nel nostro caso, soprattutto agli elettori di centro-sinistra, ovvio. Spero di essere stato esaustivo e che le cose vi appaiono un po’ più chiare. Come avrà capito le primarie, in democrazia, hanno la funzione di consentire a simpatizzanti e militanti di scegliere liberamente i candidato leader di una coalizione, ( ma anche un sindaco o un parlamentare...), surrogando l’incapacità dei partiti di scegliere la propria classe dirigente.

Poi magari, anche qui, come nel resto d’Italia, le primarie si trasformeranno in una sorte di passerella o di gioco di società per effimeri aspiranti leader in cerca di visibilità e di poltrone. Ma vista la statura politica e personale dei contendenti, credo che non sarà così. Agli amici del bar buona continuazione, di materiale da discutere ve ne ho dato in abbondanza, spero di non aver aggravato oltremodo la vostra confusione, ma la politica oggi appare così, in ogni angolo del paese, confusa, disorganizzata, babilonica, un grande paiolo dove ci sta di tutto ed il contrario di tutto, il bene ed il male, l’effimero soprattutto, e l’interesse proprio, che è tutt’altra cosa rispetto all’interesse di tutti e al bene comune, virtù cardinali di ogni buon politico, ma che anche in Trentino sembrano poco praticate.

(a.a)