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Nei rifugi l’essenza della montagna
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Luglio 2013 21:08

Per mettersi alle spalle la vita frenetica delle città non c’è nulla di meglio che affidarsi al silenzio degli ambienti naturali e percorrerli senza sentirsi in dovere di rispettare nessuna tabella di marcia. Non importa la velocità di marcia, né il dislivello coperto, quando si segue un sentiero conta solo il contatto diretto che si stabilisce con ciò che ci circonda, soprattutto con la montagna e con le strutture di accoglienza e ristoro che essa ospita.Sono 146 i rifugi del Trentino, di cui 83 quelli alpini, 63 quelli escursionistici. di questi 35 sono quelli di proprietà della Sat, la Società degli Alpinisti Tridentini. 

Queste strutture possono essere punto di arrivo di un’escursione, ma al tempo stesso anche una base di partenza verso nuove avventure. E in estate sono l’insostituibile punto di appoggio per escursioni e scalate alla volta delle centinaia di sentieri trentini (quelli risultanti nel catasto della Sat sono 937, di cui 74 vie ferrate, con uno sviluppo totale dei sentieri di 5.116 chilometri).

Le prime strutture di questo tipo nacquero ai tempi della Prima Guerra Mondiale, quando in alta montagna vennero erette delle costruzioni per scopo bellico. In origine i rifugi si presentavano  come bivacchi, dove i soldati passavano la notte tra una tappa e l’altra nei propri lunghi spostamenti alpini. Per decenni queste costruzioni hanno mantenuto questa identità, ma oggi sono molto diverse: ora i rifugi sono infatti spazi ricettivi organizzati e confortevoli, pronti ad accogliere gli amanti della montagna in un ambiente di alta qualità. Altro vanto è la cultura del rispetto per l’ambiente portata avanti dalla vita di rifugio, cultura che viene trasmessa ai nuovi escursionisti: dalla raccolta e smaltimento rifiuti alla sensibilità verso le energie rinnovabili (diverse sono le strutture che si sono dotate di impianti fotovoltaici), sono tra gli esempi più virtuosi in fatto di turismo ecosostenibile. Da sottolineare è il fatto che ogni momento passato in questi ambienti consente di imparare qualcosa di nuovo sulla vita in montagna. In un’atmosfera che favorisce la socializzazione e la conoscenza di nuovi amici, il gestore si presenta come un alpinista esperto, sempre pronto a fornire agli avventori utili consigli per le future uscite verso le spettacolari vette trentine, in questi mesi rese ancora più suggestive dalla neve. In questi ultimi anni, inoltre, ha fatto la propria comparsa in diverse strutture la rete wireless, per consentire agli escursionisti di usufruire di internet, seppur immersi nella natura selvaggia.

Sono molti i rifugi in Giudicarie, specie sulle Dolomiti di Brenta e il Gruppo Presanella, tra cui alcuni nomi “mitici” come l’Agostini, l’Alimonta, il brentei, i XII Apostoli, il Graffer, il Tuckett, ma anche sul Gruppo dell’Adamello con il Mandrone, il Trivena in Val di Breguzzo o il Val di Fumo nell’omonima località in Valle di Daone.

 

“Rifugi del gusto”. In una cinquantina di strutture l’accoglienza in quota si protrarrà fino alla prima settimana di ottobre, un’occasione per godersi panorami unici degustando vini e pietanze trentine della tradizione, ma anche partecipando ad una escursione con le guide alpine dopo aver pernottato.

Al termine della stagione estiva verrà infatti proposta anche quest’anno l’iniziativa «I Rifugi del Gusto», promossa dall’Assessorato all’agricoltura, foreste, turismo e promozione della Provincia di Trento, dall’Associazione Gestori Rifugi del Trentino, Sat, dall’Accademia della Montagna e da Trentino Sviluppo, con la partnership di Cavit e della Distilleria Marzadro. L’obiettivo è quello di prolungare la stagione in alta quota, offrendo agli escursionisti la possibilità di abbinare una bella camminata ad un pasto studiato per valorizzare la qualità dell’enogastronomia trentina. Dal 21 settembre al 6 ottobre saranno 46 i rifugi che rimarranno aperti per offrire ospitalità nell’ambiente incontaminato delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità in una stagione che, è il caso di ricordarlo, promuove la bellezza della montagna. Un periodo nel quale i colori vivi dell’estate cominciano a lasciare spazio a quelli più caldi dell’autunno è anche quello nel quale il tempo si fa meno imprevedibile e le temperature diventano più omogenee nel corso della giornata, condizioni ideali per chi vuole mettersi in marcia o godere dall’alto di panorami che un cielo sgombro da nuvole valorizza.

L’ospite sarà accolto da un calice di Trentodoc metodo classico e poi potrà gustare le ricette della miglior tradizione gastronomica trentina, rielaborate dallo chef stellato Rinaldo Dalsasso. Il menù de «I Rifugi del Gusto», quest’anno, valorizza i primi piatti, ovvero propone l’orzetto alla trentina, il Gulasch, il Brò brusà e la zuppa di verdure. Queste pietanze si accompagnano con quelle che il rifugio propone nel proprio menù. Per concludere in bellezza il pasto ci si potrà concedere il dolce di mele, anch’esso studiato per questa iniziativa, un caffè e un sorso di Trentino Grappa.

In questa quarta edizione si è pensato di integrare l’offerta enogastronomica con una proposta escursionistica. Il pacchetto può prevedere quindi, oltre alla cena, anche il pernottamento, la colazione, il pranzo al sacco e l’escursione guidata in compagnia di una guida alpina il giorno seguente. Il tutto al costo di 49 euro.

 

Info:  www.sat.tn.it

www.guidealpinetrentino.it

www.trentinorifugi.com