Home Primo Piano Ferrazza: «Alle provinciali il Mir ci sarà»

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Ferrazza: «Alle provinciali il Mir ci sarà»
Scritto da Ettore Zini   
Lunedì 10 Giugno 2013 05:27

Da un piccolo paesino di montagna all’auto blu. Un cambiamento che però non gli ha dato alla testa. Nei fine settimana è quasi sempre a Bocenago, dove ha dovuto rimodulare le responsabilità di Giunta che, in sua assenza, deve essere in grado di supplirlo. La carica di sindaco non ha nessuna intenzione di lasciarla. Dunque per il neo-sottosegretario la spola tra Roma e le Giudicarie è una via obbligata. Però, tra i suoi compaesani, è il “Walter” di sempre. E, al bar di fronte al Municipio, dove lo incontriamo, è tutta una stretta di mano e pacche sulla spalla. 

Ferrazza, com’è andata?

Beh, a parte l’emozione iniziale, poi tutto normale. Il peso della responsabilità si. Quello c’è. Devo dire che di notte dormo pochissimo. L’aver fatto il sindaco, però, mi ha giovato moltissimo. I problemi sono gli stessi, in scala molto maggiore. Ma quindici anni di amministrazione aiutano.

Ed essere sbalzati nella giungla romana, che effetto fa?

Pensavo peggio. I ritmi, ovviamente, sono cambiati. Ma mi sono subito sentito a mio agio. Stiamo ancora aspettando le deleghe che arriveranno fra una settimana. Ma per il resto sono subito entrato nella parte. Anche perché con il Ministro (Delrio, PD, da anni ospite fisso di Bocenago, dove possiede una casa e viene a villeggiare con tutta la famiglia ndr.) sono immediatamente entrato in sintonia. Apparteniamo a schieramenti diversi. Ma ci si capisce. E credo che potremo fare un buon lavoro.

Le ha giovato il fatto che da sempre il ministro Delrio è ospite fisso del suo comune?

Non più di tanto. L’importante è capirsi. Se invece di venire in Rendena, fosse andato a Cortina, credo che sarebbe stata la stessa cosa.

Le sue prime esperienze?

Sto girando l’Italia in lungo e in largo. Da Lecce a Modena, dove ho incontrato sindaci e imprenditori dei paesi terremotati. C’è la necessità di dare fiducia e anche aiuti concreti. Di far sentire che lo Stato c’è. Ho visitato anche gli alluvionati del vicentino. Lì il discorso è diverso. I danni sono ingenti. Ma sono comuni che hanno disponibilità finanziarie. Bisogna solo svincolarli dal Patto di Stabilità.

Veniamo al Trentino.

Qui ho preso contatto con sindaci e responsabili di Enti Locali. Con Durnwalder sono in sintonia su molti punti. Devo ancora incontrare il presidente della Provincia di Trento. Ma è questione di giorni.

E quanto c’è di vero sulla necessità di chiedere ulteriori sacrifici alla nostra regione? In fin dei conti il Trentino è una delle provincie più virtuose. La spesa corrente è attorno al 68%. Meglio dell’Alto Adige che ha il 74%.

Non c’è dubbio che sia così. Ma, come ho già avuto modo di dire, chi è stato bravo va premiato. La virtuosità merita di essere gratificata. Anche se, di questi tempi, qualche rinuncia bisognerà chiederla a tutti.

Al capitolo riforme istituzionali, non è stato molto tenero con gli Enti Intermedi. Parlo delle Comunità di Valle.

Qui bisogna essere chiari. E nemmeno creare false aspettative. Se sono messe nella possibilità di funzionare appieno, bene. Altrimenti meglio eliminarle. La strada è comunque quella dell’accorpamento dei comuni. Bisogna fare in modo che i piccoli comuni siano incentivati ad unirsi.

Durerà questo Governo?

Io sono convinto di si. Nonostante la percezione c’è tanta gente responsabile che ha voglia di impegnarsi per l’Italia. Determinanti però sono le riforme per ridare fiato all’economia. Come pure la riforma elettorale. Poi è possibile anche che si torni al voto.

A proposito di voto: è vero che nei suoi progetti futuri c’è quello di diventare il leader della Destra trentina?

Per ora ogni discorso è prematuro. Certo è che il Mir, già dalle prossime provinciali di novembre, cercherà di recitare un ruolo di primo piano. Sugli uomini ne possiamo discutere più avanti. E’ comunque un’opportunità che non possiamo lasciar perdere.

E per le Giudicarie?

Il mio impegno c’è. Ci sono ancora polemiche sulla mia nomina. Ma con la buona volontà si supera tutto. E poi perché fermarsi alla persona? Sono i progetti che contano. E, per quel che mi riguarda, sto dialogando anche con persone che sono agli antipodi del mio pensiero politico. Ma una cosa è certa: bisogna rimboccarsi le maniche. I problemi dell’ospedale di Tione, della Pretura, di certi uffici che dovrebbero fare le valigie, per esempio, sono vitali per la valle. Per quel che mi compete, farò di tutto perché si trovino delle soluzioni. (e.z.)

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.