Home Editoriale Papa Francesco, umile accanto agli umili

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Papa Francesco, umile accanto agli umili
Scritto da Adelino Amistadi   
Martedì 02 Aprile 2013 21:55

C’era ansia, emozione e curiosità, quel 13 marzo, verso sera, quando ormai tutti in tutto il mondo aspettavano la fumata bianca che avrebbe confermato l’avvenuta elezione del nuovo Papa. Alle 19 circa, il piccolo camino custodito durante il giorno da un simpatico pellicano, ha cominciato ad eruttare fumo bianco, nitidamente visibile da lontano ed ancor più in televisione, in soli due giorni i Cardinali avevano fatto la loro scelta, il nuovo Pontefice sarebbe stato, di lì a poco, presentato al mondo. Avrebbe fatto la sua comparsa alla finestra,  preceduto dall’ “habemus papam”, e avrebbe salutato per la prima volta la folla immensa che incredibilmente era affluita in piazza san Pietro da ogni parte del globo, ma nessuno ancora sapeva chi fosse il prescelto. 

Nei giorni antecedenti il Conclave, si era letto e sentito di tutto, c’era chi già conosceva il nome del vincitore, chi faceva improbabili classifiche dei più “papabili”, e, addirittura, quale nome avrebbe scelto il nuovo Papa. E così quando apparve alla balconata il Papa appena eletto, restammo sorpresi, non sembrava fosse una faccia di quelle raccontate dai giornali, aveva un cognome che nessuno aveva mai sentito, ma soprattutto aveva scelto un nome così familiare che neanche ci sembrava un nome da papa: Francesco. Papa Francesco, vestito di bianco, stava alla finestra, sereno, quasi imbarazzato, con un sorriso buono, di quelli sinceri, che ti prendono, ha detto poche parole, ricordo quel “buona sera” così inconsueto e l’umile invito rivolto alla folla di pregare con lui e per lui prima della benedizione solenne. Gesti di grande significato per chi vuol coglierlo. La gente applaudiva impazzita di gioia, ancora all’oscuro su chi fosse veramente il nuovo Papa, i mass media, giornali e televisioni, stavano invece diffondendo ovunque la storia personale e la figura di religioso di papa Francesco e per tutta la settimana si sono rincorsi servizi e trasmissioni d’ogni genere che hanno delineato i caratteri religiosi e civili del nuovo Pontefice, di certo, intenzionato a lasciare un segno di rinnovamento, non solo spirituale, nella Chiesa, propedeutici di un grande Papato e di un grande Papa.

Riassumiamo velocemente la storia di papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio, gesuita, arcivescovo di Buenos Aires, è nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936. La sua famiglia è di origini piemontesi, il suo bisnonno era nato a Portacomaro in provincia di Asti, e suo padre era partito da lì per trasferirsi a Torino, prima di emigrare in Argentina. Il padre faceva il ferroviere e la madre la casalinga, insieme crebbero il loro figliolo nella semplicità di una vita non priva di difficoltà, ma comunque dignitosa ed assolutamente normale. Fin da ragazzo il nuovo Papa si distingue per la sua vivacità, gioca al calcio e gli piace ballare il tango, ballo nazionale. Si innamora come tutti i ragazzi della sua età e studia chimica diplomandosi con buoni voti. La sua vocazione sacerdotale è maturata relativamente tardi, diventò prete a 33 anni e a 35 era già uno dei gesuiti più autorevoli dell’Argentina. E’ poi seguito un periodo intenso di studio e di attività pastorale, si è laureato in teologia e filosofia, sì è dedicato all’insegnamento universitario, ma nel contempo svolgeva la mansione di parroco in una parrocchia fra le più difficili della Diocesi di San Miguel. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo ausiliare di Buenos Aires, per poi diventarne arcivescovo nel 1998, Lo stesso Papa polacco lo ha elevato a Cardinale nel 2001. Nel 2005 fu il Cardinale che raccolse più voti nel Conclave che portò all’elezione di Benedetto XVI, secondo alcune ricostruzioni fu lui stesso a chiedere di lasciar perdere il suo nome e confluire sul cardinal Ratzinger, fu una specie di “prova generale” visto che oggi è stato chiamato a sostituirlo. Nonostante la sua notorietà e le sue cariche prestigiose, nonostante avesse cambiato vesti e il colore del zucchetto,  ha sempre mantenuto intatto il suo stile pastorale. Sempre fra la povera gente, voce di chi non ha voce, volto di chi non ha volto. Si recava al lavoro con i mezzi pubblici della città. E confessava nella Cattedrale come un normale sacerdote. Un uomo di profonda spiritualità, ma anche di pragmatismo pastorale che lo porta a condividere le tribolazioni dei più poveri e ad abbracciarne la causa. Ora a Roma, dai primi segni,  sembra abbia intenzione di continuare con coerenza e con grande realismo civico oltre a grande preparazione spirituale, il suo nuovo ruolo, il più alto nelle Chiesa, quello di vicario di Cristo. Qualcuno maligna che sia troppo anziano per affrontare le stesse incombenze che hanno fatto desistere papa Benedetto, qualcun altro che è cagionevole di salute (in gioventù gli è stato asportato un polmone), ma il mondo cattolico, la gente, il popolo, l’ha già applaudito con grande affetto, lo sente vicino, lo considera uno di loro e hanno riposto in lui una fiducia come mai era avvenuto, nei primi giorni, di precedenti Pontificati. Papa Francesco è stato eletto con 90 voti su 115, al quarto scrutinio, un Conclave fra i più veloci degli ultimi secoli. Con lui è stato eletto il primo sud americano ed il primo Papa gesuita, infatti l’ordine fondato da Ignazio di Lojola, pur essendo stato potentissimo nei secoli, non è mai riuscito ad esprimere un Papa di Roma.

In questa occasione, rispetto al passato, non si poteva dire “morto un Papa, se fa un altro”, ma piuttosto “vivo un Papa, se ne fa un altro”: papa Francesco, un Pontefice, per la prima volta, con un nome impegnativo, dolce,  potente, rivoluzionario. Abbiamo rivisto lo stesso film dei tempi di Woitjla, un Papa venuto da lontano, stavolta addirittura dalla “fine del mondo”, che sa parlare direttamente al cuore della gente. In un suo libro l’allora cardinale Bergoglio affermava: “l’opzione principale è scendere per le strade a cercare la gente: questa è la nostra missione”, con le sue prime mosse come Papa sembra non abbia dimenticato per niente queste sue convinzioni, anzi, ne stia dando il buon esempio, ad ogni passo. Anche questa volta credo che i Cardinali abbiano scelto un ottimo Papa, che ci sia lo zampino dello “Spirito Santo”?

Adelino Amistadi