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Traduzioni e Comunicazione

Si è fatto chiamare Francesco
Scritto da Don Marcello Farina   
Martedì 02 Aprile 2013 21:53

Mi si chiede un piccolo commento all’elezione di papa Francesco. Vorrei subito dire che più di un nuovo papa si tratta di un papa nuovo. Lo hanno visto tutti: nuovo nel modo di fare il papa, per quella sua immediatezza contagiosa, per la croce, di ferro, come era prima, perfino per le sue scarpe, grosse come se dovesse scalare una montagna.. Nuovo per le parole, sia quelle della loggia di San Pietro, appena eletto, sia quelle ribadite nei giorni successivi di fronte alle più diverse persone e situazioni. Una su tutte voglio evocare la parola “tenerezza” così semplice, così umana, perfino così “necessaria” in un mondo dove della freddezza, della lontananza, dell’inimicizia come è quello che spesso sperimentiamo. Papa Francesco è apparso subito come una folata di aria fresca, come un vento di primavera, capace di significare vita, respiro, carezza. Papa nuovo anche per la sua visione del mondo e della comunità cristiana, di cui sa cogliere da subito il lato della fragilità, del bisogno, del desiderio, delle tante reti delle donne e degli uomini di oggi. “Voglio una chiesa povera per i poveri” ha dichiarato fin dal suo primo giorno da Papa, come a dire che, oggi, una testimonianza autentica, non solo di fede, ma anche di semplice umanità, della “carne” che siamo tutti, non può che protendersi a condividere con i più “affaticati ed poppressi” tra le donne gli uomini il senso del vivere. Così papa Francesco ha rimesso in circolazione anche un’altra grande parola: servire, servizio, dandone l’autentico significato evangelico: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita...”, così da smascherare anche l’ipocrisia di coloro che la usano solo per nascondere le loro ambizioni e i loro interessi. Papa nuovo anche nel nome: nessuno prima di lui si era fatto chiamare con il nome del “poverello di Assisi”. Non c’è nella storia della Chiesa una figura, che più si avvicina al Cristo del Vangelo, che più abbia saputo interpretare lo stile di una vita semplice, sobria, condivisa con i poveri e, nello stesso tempo, una fedeltà alla Parola, (cioè il Vangelo) liberata di tutte le furbizie umane, le manipolazioni e i fraintendimenti sempre possibili. Ci auguriamo che quel nome non gli sia solo un’identità esteriore, ma un richiamo spirituale a camminare insieme, da fratello e amico degli uomini e delle donne e dell’intera creazione.