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Tra spending review e trasparenza quanto c’è ancora da fare…..
Scritto da Ettore Zampiccoli   
Martedì 02 Aprile 2013 21:47

 

In questi tempi quando si parla di spending review il pensiero corre generalmente alle indennità dei politici. Ma ci sono altri canali attraverso i quali si potrebbe esercitare una decisa e positiva azione di spendig review, ovvero ridurre la spesa pubblica e soprattutto gli sperperi. In Sicilia il neo governatore Crocetta – grazie anche alle 5 stelle – non ci ha pensato due volte e con un colpo di penna ha cancellato le Province sicule. Bravissimo. Sono vent’anni che in Italia si blatera per cancellare molte di queste inutili province ( non parliamo della nostra ovviamente ). Ma in Parlamento nulla si decide e staremo a vedere se il Movimento 5 stelle prossimamente ci riuscirà. 

Per analogia ci viene un pensiero : ma nel Trentino quando sarà possibile cancellare le Comunità di valle, inutili e costosi enti intermedi voluti per controllare meglio il territorio, per aumentare la burocrazia e dare un premio di consolazione ai politici non eletti alle provinciali o alle comunali ?

Forse le nostre forze politiche non si rendono ancora conto di quel che pensa la gente ovvero che per governare 500 mila abitanti – tanti sono i trentini -  non sono necessarie una Regione, una Provincia, tante Comunità di Valle, tantissimi Comuni ed un numero scandaloso di Società partecipate dalla Provincia. Siamo di fronte ad un apparato pubblico e burocratico elefantiaco, poco compatibile con l’efficienza e la funzionalità e poco compatibile soprattutto con la  diminuzione delle risorse che ci attenda. Questo delle riforma istituzionale nel Trentino è un tema che ricorre periodicamente e fa bella mostra in quasi tutti i programmi elettorali presentati dai partiti alle varie scadenze. Ma poi di fatto tutto si arena e si va avanti con tutta questa zavorra. Vuoi vedere che anche per risolvere questo problema ci vorrà la scossa del Movimento 5 stelle ? Ne parleremo quindi nella prossima legislatura.

Nel frattempo restiamo su qualche argomento meno complesso e impegnativo. Nei mesi scorsi c’è stato un gran dibattito sugli emolumenti dei consiglieri provinciali e più in generale degli amministratori pubblici. Qualcosa è stato limato ma ci pare che molto si potrebbe ancora fare. Se è vero – come denuncia Italia dei Valori – che il presidente del consiglio provinciale di Trento prende più del presidente del Senato vuol dire che qualcosa non funziona. Se - come è stato scritto – i governatori provinciali di Trento e Bolzano percepiscono indennità più alte di Obama e la Merkel vuole dire che proprio non ci siamo. Poi magari qualcuno se la prende con i sindaci, gente che magari per mille, millecinque euro al mese deve farsi carico di problemi enormi, dei quali qualche consigliere provinciale superpagato manco si rende conto. Sono questi temi che potrebbero essere affrontati e messi a regime in pochi mesi ma sappiamo che la vischiosità della politica li rimanderà alla prossima legislatura con somma gioia del M5stelle, che così cavalcando questi temi farà il pieno anche in Trentino.

E veniamo alla trasparenza. Ci sono dei banchi di prova assai vicini. Il primo è rappresentato dal rinnovo di molti cariche nelle Società partecipate dalla Provincia, a cominciare dall’Autostrada del Brennero. Se oggi si guarda ai vertici delle Società partecipate trentine ci si accorge che molti incarichi sono il risultato della fedeltà e dell’appartenenza politica : Autostrada del Brennero, Trentino Trasporti, Trentino Riscossioni ecc. Ci sono persone, tutte rispettabili sicuramente, ma marchiate dalle rispettive provenienze  politiche : politici che non hanno trovato sistemazione negli enti istituzionali,  dirigenti ed ex dirigenti provinciali e/o comunali fedelissimi a Lorenzo Dellai. Parliamo di dirigenti in servizio attivo oppure di dirigenti che in pensione, che in tal modo oltre alla pensione si prendono i soliti 5/10 mila euro per l’incarico conferito.

Sarebbe un segno di gran cambiamento se i prossimi rinnovi prescindessero dalle trombature o dalle appartenenze politiche e rispecchiassero invece criteri di merito, di professionalità e di competenza. Magari introducendo alcune regole semplici. Ad esempio prevedendo che gli ex parlamentari, gli ex  consiglieri provinciali e i sindaci dei Comuni superiori ad un tot di abitanti  non possano ricoprire cariche nelle società partecipate dalla Provincia. Idem per gli ex dirigenti della Provincia ( compresi quelli pensionati ), che oggi imperversano in molte Società partecipate.

Sempre a proposito di trasparenza continuiamo a parlare di Società pubbliche ovvero partecipate dalla Provincia, perché è in alcune di queste che si annidano molte aree grigie, a cominciare dalle modalità di assegnazione di consulenze ed incarichi professionali. Ogni tanto dai giornali si sa “ex post”  chi ha fruito di consulenze ed incarichi in qualche Società partecipata. Ma non sarebbe il caso di saperlo “ex ante”, attraverso una procedura trasparente con tanto di avviso pubblico o di comunicazione che permetta a chi è interessato di poter presentare almeno il suo curriculum ? Vorrei a questo proposito proporre un giochetto  ai lettori : andate sui siti delle Società partecipate dalla Provincia e ditemi quanti avvisi pubblici per consulenze o incarichi professionali trovate.  Dopo di che andate sul sito di qualche altra regione, compresa qualcuna del Sud. E’ tutt’altra musica.

La verità è che in Trentino di come spendono i soldi le Società partecipate si sa molto poco. Sarebbe un bel passo in avanti se queste Società fossero obbligate a mettere sul web tutte le delibere di spesa. Qualche regione del Sud già lo fa? Lo dobbiamo suggerire al Movimento 5 stelle oppure ci penserà già da subito qualcuno dei partiti che siede in consiglio provinciale?