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Se Tv e giornali speculano sul “morto”...
Scritto da Administrator   
Martedì 02 Aprile 2013 21:44

Gentile Amistadi, ogni volta che sorprendo mia moglie a guardare quel programma televisivo che si occupa dei casi di omicidio, scomparse, rapimenti, ecc ecc, mi domando come si possa così speculare sulle disgrazie altrui. Quando poi vedo intervistare quel birbante di Michele Misseri, mi ribolle il sangue nelle vene. Quello è un furbo di quattro cotte, il classico contadino scarpe grosse e cervello fino. Quello sta prendendo tutti per i fondelli, mah! E’ possibile che non si riesca mai a fare chiarezza su tanti misfatti, io quel Misseri lo metterei in galera per il resto dei suoi giorni...

Paolo

 

Caro Paolo, da fastidio anche a me vedere giornali e TV lucrare sui molti e sempre più frequenti tragici misteri che dominano da mesi le prime pagine dei giornali. La vicenda di Michele è uno dei tanti episodi irrisolti, ma con lui ci sono le storie di Garlasco, Sarah, Yara Gambirasio e molti altri. Gli assassini?...e chi li ha visti? Non riescono a venirne a capo, nonostante l’intervento dei Ros, Ris e compagnia bella. Forse sarebbe meglio tornare ad affidarsi ai nostri cari vecchi marescialli. In quanto a Misseri, ha ragione lei, quello è un gran furbastro. E’ persino diventato una personcina per bene. Rispetto alle prime immagini televisive, rasato, lavato e pettinato, sembra un intellettuale. La galera e le sue pene lo hanno rimesso in sesto. Anche perchè le sue donne, moglie e figlia, che gli volevano così bene(?) da farlo dormire su una sdraio e mangiare avanzi, ora non sono più con lui, finalmente se n’è liberato. In prigione mangiava regolarmente ed aveva un letto normale. E, adesso, a casa, è finalmente padrone. Per questo penso che continui ad accusarsi, pur di non tornare con quelle due, preferisce l’ergastolo con tutti i suoi confort. Questo non vuol dire che sia colpevole. Però, sia chiaro,  io non sono un grande esperto di crimini, per cui quelle che ho espresso sono solo impressioni personali, ma credo di sbagliare di poco. Purtroppo. (a.a.)