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Elezioni più vicine, cresce l’interesse della gente
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Febbraio 2013 13:12

Egr. vorrei parlare della riforma della Costituzione. Forse è un tema che appassiona poco gli elettori, che del resto sono inondati di promesse più allettanti. Certo si parla genericamente anche di riforme, ma perchè nessun partito pone fra le priorità la riforma della Costituzione? In questo senso, io non pretenderei molto, mi basterebbe che la modifica ovviasse in modo radicale al bicameralismo perfetto, che fa del parlamento un ente quasi inutile. E’ chiaro che non si potrebbe prescindere neppure da una drastica riduzione del numero dei parlamentari, senza ovviamente dimenticare la modifica della legge elettorale. Ma sono tutti impegni che dovrebbero partire subito, non alla fine della legislatura!

Valentino


Egr. Amistadi, anche per chi di politica, come me, ne capisce poco, è rimasto molto deluso dall’inizio di questa campagna elettorale: solo parole, parole, parole, e tutti hanno la sfacciataggine di ritenersi rinnovati. Ma quello che più mi fa incavolare è che nessuno parla più di tagli ai privilegi e agli sprechi, gli italiani sono indignati, ma i nostri politici vecchi e nuovi, fanno finta di niente.

Giuseppe


Caro Adelino, stiamo assistendo ad una campagna elettorale allucinante, becera ed inconcludente. Il premier Monti viene attaccato duramente dai leader che fino a ieri l’avevano sostenuto, in maniera patetica soprattutto da chi ne ha causato, per manifesta incapacità, la sua chiamata a palazzo Chigia per rimediare alle malefatte d’ogni tipo del passato governo. Naturalmente adesso tutti scoprono l’acqua calda: promettono di ridurre la pressione fiscale, dare lavoro ai giovani, togliere l’IMU, ridurre i costi della benzina, ecc.ecc. Tutti parlano di rinnovamento, ma intanto in tv ci propinano ancora un Berlusconi, debitamente stuccato ed impomatato, e un Bersani, versione basso popolo, per essere vicino al corpo elettorale. Ma di tutte queste promesse, cosa rimarrà dopo le elezioni?

Roberto


Cari amici, mi fa piacere che elezioni imminenti abbiamo riscaldato gli animi anche nelle nostre valli e che ci sia tanto interesse intorno a ciò che sta accadendo. Le domande che ponete sono tante, ed io, di certo, non sono un politologo per rispondere al meglio, sono un artigiano della politica, uno come voi, che sente e legge mille cose e poi cerca di farsene un’opinione. A parer mio non saranno molte le promesse mantenute, quasi nessuna, men che meno si ridurranno li sprechi e i privilegi. E’ difficile pensare che i parlamentari votino una legge che riduca i loro stipendi e i loro vantaggi economici, fossero seri lo farebbero, ma non dobbiamo nutrire molte speranze, abbiamo visto com’è andata nel nostro Consiglio Provinciale, proclami e promesse, e poi si sono calati le indennità di poco o niente, fra pianti e lacrime, ed orgoglio di casta, convinta di meritare tutto ciò che le viene elargito. Così come mi sembra difficile che cambino la Costituzione perchè per i nostri politici, e non solo, (vedi magistrati, grandi burocrati, ecc. ecc.), la carta costituzionale, è un po’ com’era la Bibbia per l’Inquisizione, ci trovano giustificazione e asilo per ogni pretesa, per ogni azione, e, spesse volte, per ogni porcheria. Fosse modificata, mancherebbe loro un cappello per coprire ogni loro ribalderia con l’imprimatur della liceità. Certo è che la campagna elettorale fin qui ha lasciato un po’ tutti basiti e preoccupati. Sembra perfino che i i leader in campo vivano in un altro mondo: dove la crisi sia ormai un ricordo del passato; dove le priorità siano altre (gay e lesbiche); dove il debito pubblico, per incanto sia sparito e il PIL sia invece in piena crescita. Purtroppo non è così. E poichè noi non siamo candidati, diciamocelo francamente, senza tanti giri di parole: l’Italia resta, soprattutto sul piano economico, un malato grave. Ha evitato il tracollo anche per l’intervento di un buon medico, ma è un paziente che ha ancora bisogno di cure decise, forti e per niente indolori. E chiunque vinca le elezioni deve prenderne atto ed assumere (impopolari) decisioni conseguenti, anche se solo qualche settimana prima aveva promesso tutt’altro. Perchè una cosa è certa: le suggestioni elettorali, gli slogan ad effetto, gli annunci sgangherati, forse faranno anche guadagnare più voti, ma non servono per governare e fare le riforme. E il nostro Paese ha bisogno  di questo, non di altro.

(a.a.)