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Non è il momento di scherzare!
Scritto da Adelino Amistadi   
Venerdì 15 Febbraio 2013 12:53

Siamo in piena bagarre, non c’è giornale, non c’è televisione che non ce lo faccia presente in ogni istante della giornata, anche perché è in corso una delle peggiori campagne elettorali che io ricordi. A destra e a sinistra e centro se ne sentono di tutti i colori, si agitano fantasmi, pifferai, cialtroni e le persone serie, che ci sono, sono le meno visibili, rare come le mosche bianche. Si stanno sfruttando la crisi e gli inevitabili scontenti per la conquista di qualche voto, ma ancor più per confermarsi sulle proprie poltrone. E così, in tempi di crisi nera,  di prospettive drammatiche per l’economia del paese, i soliti esperti del giorno dopo, con dovizie di particolari, ci spiegano le cause del dissesto italiano, fornendo ricette miracolose per salvare il mondo dal disastro. 

Ovviamente dimenticano ed evitano di spiegarci il perché, visto che sono così bravi, non abbiamo pensato a tempo debito a prevedere e prevenire quanto stava succedendo. Purtroppo dobbiamo renderci conto che l’Italia sta cambiando radicalmente ed è quindi necessaria una rivoluzione culturale(!) del nostro modo di essere in ogni campo: nel rispetto del risparmio, nel tenore di vita, nel senso civico, nell’approccio al lavoro, nelle vicendevole relazioni, nel rapporto con lo Stato, non possiamo più permetterci lo sbracamento delle coscienze e la sventatezza dei comportamenti che l’abbondanza ha facilitato negli ultimi anni. Dovremo tornare ad una più consapevole convivenza con problematiche che riguardano un po’ tutto il globo e che ormai relegano il nostro Paese, non già fra le potenze più ricche, ma fra gli stati dall’economia più fragile e più incerta anche nelle prospettive. E se un radicale cambiamento è necessario, esso deve partire dalla politica, da chi ci rappresenta, da chi, domani, sarà chiamato a fare scelte, ad imporre balzelli, a tenere dritta la barra di una nave che è per gran parte compromessa dagli “Schettini” della passata legislatura.

Le prossime elezioni dovranno essere le elezioni della svolta. L’ultima settimana di febbraio andremo alle urne per eleggere il nostro nuovo parlamento, da cui ne uscirà il nuovo governo e a cui affideremo il destino nostro e dei nostri figli. Non c’è scampo, non possiamo nasconderci dietro la solita frase: “Io non voto, tanto sono sempre i soliti...sono tutti ladri!”, eh no!, questa volta dobbiamo votare con ancor maggiore attenzione, dobbiamo farci un’idea chiara su chi votare e, turandosi il naso o no, andare a fare il nostro dovere. Nell’interesse di tutti, l’astensionismo non farebbe che far vincere i meno credibili, i più pericolosi. Credo che mai come in questa tornata elettorale, si spiani davanti all’elettore un ventaglio di proposte per tutti i gusti. Dalla destra alla sinistra, ai tanti colori dei centristi, dal più becero populismo, all’elitismo più presuntuoso, dai toni cortesi, agli insulti, dalle promesse ragionevoli a quelle fuori di testa, ce n’è per tutti i gusti, anche se alcuni odori che giungono fino a noi dalle TV e dai giornali mettono a rischio il nostro apparato digerente. E non è più neanche un problema dei “soliti noti”: molti candidati sembrano, ed uso il condizionale, più trasparenti, più affidabili, ce ne sono di ottimi, ma se poi qualcuno vuole ancora votare i protagonisti degli ultimi decenni, è libero di farlo. Anche la decisione di Monti rappresenta un atto di coraggio, potrebbe fare la fine del topo, sovrastato dall’ambigua e bunghista valanga mediatica che, chi può, ha già messo in campo, ma Monti ha dimostrato di voler bene all’Italia e dei sentirsi in dovere di continuare a servirla, di certo crede in quello che sta facendo e questo è un merito non da poco. Ormai siamo a pochi giorni dal voto, le danze, talvolta sgangherate, talvolta semplici piroette, il più delle volte parole al vento, sono già iniziate da qualche settimana, ora tocca a noi, ma soprattutto tocca agli indecisi, a chi giudica, a chi condanna anche senza conoscere, a chi, sentendosi informato, non ritiene d’abbassarsi a votare perché la politica è tutta sporca e lui non vuole sporcarsi. Ora, pur comprendendo le frustrazioni che attanagliano molti di noi e le ragioni di un distacco  dalla politica, senza rivangare le porcherie a cui abbiamo assistito negli ultimi cinque anni, ruberie, ladrocini, scandali d’ogni tipo, “escort” comprese, inviterei tutti ad un atto d’umiltà e di responsabilità: informiamoci, riflettiamo, interroghiamo la nostra coscienza, e qualcuno che ci rappresenti lo troveremo. Non lasciamo che che la democrazia in Italia vada a farsi friggere, è l’ultima arma che ci rimane conto la rovina totale. Il voto è l’unico strumento a nostra disposizione per cambiare la situazione attuale. Non esistono altri mezzi, se non la rivoluzione. Il voto è un mezzo che serve non solo a chi lo esprime, ma serve a tutti, se vogliamo che qualcosa cambi. E’ giusto che ognuno di noi si informi, soppesi i personaggi ed i loro programmi, e poi, in buona fede, voti chi ritiene sia la miglior soluzione fra quelle disponibili. C’è sempre qualcuno che che vale più degli altri, che è più affidabile, lo si può conoscere, lo si intuisce. Chi pensa che un candidato sia anche di poco migliore degli altri e non lo va a votare per protesta o per non sporcarsi le mani, è ovvio che questo avvantaggia il candidato peggiore...e poi non lamentiamoci! Mettiamo al bando le beghe da osteria, le propagande patetiche, i ritorni incartapecoriti, i soliti mestieranti che si riconoscono a 20 km di distanza, mai come in questo periodo storico, c’è bisogno di chiarezza e di cambiamento, non ci sono alternative, andiamo a votare e votiamo in coscienza, che nessuno venga a dire, poi,  che le cose “vanno peggio di prima”, allora non si potrà dare la colpa al solito pifferaio di turno, ma la colpa sarà tutta nostra che non abbiamo votato con la necessaria consapevolezza, o, peggio ancora, ci siamo astenuti. E saranno cavoli nostri!!