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Chirurgia ha un nuovo primario
Scritto da Ettore Zini   
Sabato 05 Maggio 2012 08:13

La notizia è che è stato nominato il nuovo direttore dell’unità operativa di chirurgia generale dell’ospedale di Tione. Si tratta di Gianni Ciaghi, ha 61 anni, proviene dal Santa Chiara di Trento, dove per trenta anni ha ricoperto incarichi di responsabilità in chirurgia generale. Sostituisce Umberto Papa, che è in pensione dalla fine del 2011.  Anche il Pronto Soccorso ha finalmente un responsabile: è stato nominato il dott. Donato Donati, già in forza nell’ospedale, e medico di esperienza, che avrà la regia del reparto di prima accoglienza.

Ma la notizia vera è che, finalmente, qualcosa si sta muovendo, per uscire da quella posizione di stallo che per anni, ha condizionato l’operatività dell’ospedale. All’appello mancano ancora le nomine di primari come: Anestesia, Ostetricia/Ginecologia. Come pure quelle del Direttore Sanitario, del Vice direttore di Distretto. Ma, a quanto sembra, Trento ha preso coscienza del problema. La soluzione provvisoria di questo impasse si chiama: scavalco. Cioè medici condivisi con altri centri. E’noto però che l’efficienza ospedaliera necessita di figure professionali a pieno servizio. E soprattutto presenti. Finora la Sanità trentina, per Tione, ha puntato su interventi capaci di aumentarne l’efficienza logistica. Investimenti di peso su parcheggi e organizzazione strutturali dei reparti. Impieghi di grosse somme, che hanno messo sul piatto qualcosa come 26 milioni di euro: 5milioni per le sistemazioni esterne, quasi 2 per l’elisuperficie, 18 per la messa a norma antisismica e razionalizzazione strutturali, 2 per il pronto soccorso.

Impegni di spesa confermati dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale Luciano Flor. In totale, 50 miliardi delle vecchie lire, che a detta di molti, dovrebbero lastricare d’oro il nosocomio. Opere in corso, di cui peraltro tutti riconoscono la validità, che vanno nella direzione di una maggior funzionalità.

Di un ospedale però, come è già stato ribadito proprio dalle pagine di questo giornale, il problema vero sono le risorse umane. Le figure professionali in grado di prendersi cura dei pazienti. Il personale medico e paramedico idoneo a dare risposte vere al malato. E, purtroppo, qui siamo carenti. Si è pensato al guscio. Trascurando il nocciolo: il motore in grado di far rombare a pieno regime un centro di cura troppo importante per le nostre valli. Nella scala della qualità della vita, la salute è la voce più importante. Ecco, quindi, la necessità di colmare - al più presto - le lacune di cui la nostra Comunità soffre.

Dopo il dottor Ciaghi, per la chirurgia, e Donati per il Pronto soccorso, urge che anche gli altri reparti abbiano una titolarità. Possibilmente non a scavalco. La lista delle carenze del distretto è contenuta in una mozione approvata all’unanimità dalla Comunità di Valle che chiede, appunto, all’Apss, Azienda Provinciale Servizi Sanitari, di aumentare l’organico del nostro ospedale. Nello specifico si sollecita: il rafforzamento del pronto soccorso con il mantenimento della doppia guardia notturna; la nomina dei responsabili dei reparti ora a scavalco; la nomina di un direttore sanitario; un servizio pediatrico d’urgenza sulle 24 ore; la disponibilità di due stanze di hospice per cure palliative nel reparto di medicina, lo snellimento delle pratiche per la concessione del nulla osta per l’atterraggio degli elicotteri; la nomina di un vice direttore di distretto.

E’ inconcepibile che Tione, cui fa capo la Comunità di Valle più estesa del Trentino, con i paesi periferici più distanti in termini chilometrici dal Capoluogo (Bondone dista da Trento più di 100 chilometri, Madonna di Campiglio di quasi 80), non disponga di reparti autonomi, con figure professionali proprie.

La Comunità di Valle si sta muovendo. Ci si aspetta ora l’impegno dei responsabili della sanità, di sindaci e politici locali, per arrivare ad un centro ospedaliero efficiente e sicuro.

E’ inammissibile che il nosocomio locale, che da Trento dista 50 chilometri, con un bacino di oltre 50mila utenti nei periodi turistici, sia tenuto in minor considerazione di centri come Arco, Cles, Mezzolombardo, o Borgo. Molto più vicini a centri di eccellenza come il Santa Chiara, serviti da viabilità molto più favorevoli della nostra.

In passato, pur avendo rappresentanze politiche di spicco in Consiglio e in Giunta provinciale, poco o niente è stato fatto. I medici sono stati abbandonati a se stessi.Ecco perché oggi, su questo problema, la nostra rappresentanza politica, tutta, deve alzare i toni. Deve farsi sentire con voce forte e nitida. Deve dire chiaramente alla Provincia, ai Dellai, agli assessori Rossi di turno che, in tema di sanità, le Giudicarie hanno delle priorità. Delle esigenze a cui va data risposta. Subito. Senza se, e senza ma. Ben venga quindi il nuovo primario Ciaghi. Ma anche le altre nomine. Di cui l’ospedale ha urgente bisogno.

Ettore Zini