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Inca***to nero...
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Sabato 05 Maggio 2012 08:02

Sono incazzato nero che più nero non si può. Cosa che non capita tutti i giorni, mite d’animo come sono, navigato, uso ad ogni intemperia, ma questa volta sono fuori dai gangheri, ce l’ho con mezzo mondo, più che altro con l’empireo celeste, mio custode e padrone, che me l’ha fatta grossa, ma grossa, che mai me la sarei aspettata. In questi giorni ho vagato furioso fra le nubi, puntando in alto, alla ricerca di un confronto: volevo cantargliene quattro di quelle giuste al mio Grande Capo, ma quello s’è fatto proteggere da tutte le schiere angeliche disponibili e così sono stato lasciato fuori dalla porta, inascoltato, a meditare, immerso in una nube umida di mestizia e desolazione, tradito e cornuto, vatti a fidare! 

Ormai anche le alte sfere del Regno dei Cieli sono state contaminate dalla politica italiana, dai sui vizi, dai suo metodi, che Dio mi perdoni, non vorrei che facesse la fine del Bossi, che gliela facessero sotto il naso senza che se ne accorga, capisco l’età infinità ma nella sua omniscienza, prima o poi dovrà provvedere e fare pulizia se è necessario, con tanto di ramazza, come si usava nei bei tempi antichi, nelle nostre case di montagna. Erano mesi che avevo concordato la mia uscita dall’incarico secolare di custode e guardiano delle Giudicarie, ormai cieco come sono, tremolante, e tardo di testa, non mi sentivo più in grado di svolgere appieno il mio mestiere.

Fare il Saltaro non è cosa facile, e farlo in Giudicarie è ancor più difficile, con il territorio che si ritrova e con i personaggi emergenti sempre più arroganti e di poco costrutto, e così credevo d’essermi meritato la pensione. Tutti d’accordo. Poi deve essere intervenuta quella Fornero, ministra maledetta, che sta rompendo le palle anche in cielo, fermi tutti, bloccate le pensioni, le fuoriuscite, che ognuno resti al suo posto, tutti al lavoro a tempo indeterminato. E così mi hanno rigettato nella mischia della politica italiana tornata ad essere burrascosa dopo che le acque sembravano del tutto acquietate con l’uscita di scena del Berlusca che mi aveva tenuto sconquassato, con le sue pazzie, per quasi vent’anni. Ormai mi ero abituato al solito tran-tran delle porcherie dei partiti, un giorno il PdL con i suoi indagati in ogni parte d’Italia, l’altro giorno con il Pd che non è da meno, in quanto a porcherie ne ha uno stanzone pieno, e un giorno ancora con il Vendola che  più lo indagano e più indagano i suoi amici, si sente sempre più indispensabile alla politica italiana, che, vabbè fatta di ladri, cialtroni ed affini, ma non esageriamo! Perfino la Margherita, dopo morta, viene resuscitata da uno scandalo senza precedenti, ma che alla fine fosse la Lega Nord, la Lega di Bossi, quella di “Roma ladrona”, quella dei cappi in Parlamento, quella che voleva insegnare il nuovo catechismo comportamentale a tutti, quella che avrebbe cambiato lo Stato, che avrebbe spedito a casa ogni lestofante, e sono migliaia, che vive sulle spalle di noi poveri cittadini, che fosse proprio la Lega ad dimostrarsi più ladra dei ladri,  nessuno se lo sarebbe aspettato, io stesso ne sono esterrefatto, scandalizzato e furioso. D’altronde potevamo aspettarselo, con i Trota, le badanti del vecchio Bossi, quel Calderoli che ha una faccia che è tutto un programma, il Maroni, che sembrerebbe il migliore, e se il migliore è lui, figuriamoci gli altri, che prima o poi scoppiasse la bomba era evidente, se non altro rispetto agli altri partiti, la Lega ha usato molta più inventiva, convertire i soldi del partito in diamanti e lingotti d’oro, non è da tutti, bisogna avere una grande fantasia ed una faccia di bronzo da far spavento. E così è finita nella polvere la loro baldanza, la loro diversità, i loro versacci, le loro panzane, il dito medio alzato a mo’ di ingiuria, ormai se lo possono ficcare al posto giusto fra di loro, cosa che già fanno abbondantemente, si stanno fregando l’un l’altro in maniera oscena. Povera Lega, povero Bossi! E voi, cittadini allo sbando, a pagare per riparare ai guai dei partiti tutti, i loro debiti, le loro nefandezze, e allora ecco che arriveranno tasse e tasse all’infinito, con un aggravio spaventoso sul costo della vita, senza incolpare Monti che non può fare altro, mi indigna chi continua a voler mungere una vacca che ormai non ha più niente da dare. E poi la casta si preoccupa per la crescita dell’antipolitica, temendo la perdita della democrazia, il caos, ecc.ecc. Ma chi ne è la causa? Sono loro, i politici, che stanno distruggendo, sprezzanti e consapevoli, lo Stato  e che amministrano da almeno un ventennio tutto in funzione delle loro necessità e desideri, compresi quelli impuri! Se la gente soffre e qualcuno si suicida, chi se ne frega, morto un papa se ne fa un altro, l’importante è mantenere i propri privilegi e non mollare. Povera Italia, e povero me, che di malavoglia, debbo continuare ad occuparmi di queste nefandezze. Ma me la pagheranno!

Certo è che con il mio mestiere non c’è un attimo di pace! Alcuni giorni fa, mentre corteggiavo una vecchia cariatide, l’unica donna ad essere, per errore, Saltaro nei secoli, il cielo e la terra sembrarono scossi, all’improvviso, da urla inumane, grida ed imprecazioni. S’era allarmato l’intero l’esercito celeste, giravano ambulanze in cielo, come da tempo non succedeva. Cataclisma? Terremoto? No, era roba di mia competenza, purtroppo! e dovetti smettere la mia piacevole tenzone per ritornare in Giudicarie a controllare. Era in corso la riunione della conferenza dei Sindaci delle nostre valli, c’erano quasi tutti, dovevano ratificare l’accordo, sofferto, sul come spartirsi i finanziamenti ai comuni, il famoso Fut, concordato a gennaio con la Provincia, che neanche so cosa significhi. Non roba da poco, 18 milioni di euro, per finanziare, in ogni comune, le opere più urgenti. Tutto bene, tutti d’accordo. Ma no! Alt! Contrordine! La Presidenta, diligente nei suoi compiti, arriva solerte con la sorpresa: dispiace, bisogna ricominciare da capo,Trento non ci da più i soldi concordati, cari sindaci arrangiatevi, una parte dei 18 milioni verranno prelevati dalla Provincia a favore del finanziamento alle scuole, per cui non ce n’è più per nessuno, solo briciole, solo moscerini, così è, così è stato deciso in quel di Trento, e quando Trento decide c’è ben poco da fare. Tuoni e fulmini, cannonate e mitragliate in ogni parte, “Provincia ladrona”, “Imbroglioni”, “Occupiamo il Palazzo!”, erano le cose più carine che sono giunte fin nel paradiso, sindaci infuriati come mai, con tutto e con tutti, “Chi pagherà le progettazioni già pronte?”, “Cosa ne sarà di noi poveri sindaci che ormai contiamo come il due di coppe?”, a poco sono valse le parole di conciliazione dei vari lecchini del potere: “I comuni meritano rispetto!”, “Nessuno ci deve prendere in giro!”, si urlava sotto e sopra il cielo, “Rivogliamo i nostri soldi!”, “Al voto! Al voto!” e così hanno votato alla quasi unanimità contro il volere della Provincia delegando chi di dovere a portare avanti, senza indugio, le rivendicazioni espresse. Fra qualche tempo ne vedremo gli esiti...chi vivrà, vedrà, intanto dal cielo si è assistito ad un’altra brutta pagina della politica giudicariese.