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Politica e antipolitica
Scritto da Gian Battista Salvadori   
Sabato 05 Maggio 2012 07:57

Dalla politica all’antipolitica, il secondo termine è entrato prepotentemente e direi, drammaticamente, nel lessico attuale. La politica è scienza e filosofia, arte di governare, teoria e pratica aventi per oggetto l’organizzazione e l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica e associativa, volontà e abilità di raggiungere il fine utile al buon governo. L’uomo, naturalmente portato a stare in relazione con i propri simili, a costituire gruppi umani ed a unificarli nel più vasto insieme che li giustifica e perfeziona, crea la polis, la città, caratterizzata dalla partecipazione di tutti i cittadini al governo ed ai traguardi democratici ai quali si aspira. 

Questa, in estrema sintesi, la politica. Le vicende di questi ultimi tempi recenti, hanno portato in grande evidenza un fenomeno che si va estendendo in senso contrario ai fini ed ai risultati per cui i cittadini hanno dato fiducia, con il mandato politico, a chi li governa, in special modo ai partiti  politici, alcuni dei quali hanno fatto scempio e della democrazia e dei nobili fini richiesti da una sana amministrazione. Tale fenomeno si traduce in antipolitica, termine oscuro indicante sfiducia e insofferenza verso i partiti e loro esponenti, con i loro slogan triti e ritriti, incomprensibili ai più. Novecento e oltre persone che non sanno governare, che sono i più pagati d’Europa, preoccupati a sostenersi l’un l’altro contro una magistratura la quale tenta solo di fare il proprio dovere, scoprendo infinite malefatte che sogliono essere fatte passare per legalità. Avanza allora la mentalità antipolitica, che è l’operare avverso ed estraneo alla politica, l’agire con metodo, azione, provvedimento politico che tende a conseguire il risultato opposto a quello prefisso. Vent’anni dopo la fine della prima Repubblica e di tangentopoli, sepolti Berlusconi e Bossi, tira le cuoia anche la seconda Repubblica, mentre un antipolitico come Grillo, papabile nuovo ‘senatur’, rischia di sfiorare, nei sondaggi, l’8% dei consensi. Chi non fa politica la subisce; chi non se ne interessa è destinato ad essere preda di chi ne fa troppa, come affermava, oltre centocinquanta anni fa il Tommaseo: “Non c’è cosa più antipolitica della soverchia, eccessiva, ridondante politica” Non il solo Grillo ma anche altri sfrenati populisti, come al solito in Italia, cercano di approfittare pesantemente della situazione, rendendola sempre più ingovernabile e rischiando, questo sì, di consegnare definitivamente il Paese nelle mani delle lobby.

 

Gian Battista Salvadori