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Buona Pasqua!
Scritto da Adelino Amistadi   
Martedì 03 Aprile 2012 12:15

Ad essere sinceri, se dovessi scegliere fra il Natale e la Pasqua, non avrei dubbi, sceglierei il Natale. Altro clima, altra atmosfera, la neve che cade, il tepore della stufa, il presepio con il bue e l’asinello, l’albero, e Gesù Bambino con la Madonna e san Giuseppe. Il tutto mi riporta alla mia famiglia, a quando ero bambino, ai miei genitori, ad un tempo lontano, più povero, ma sereno e ricco di valori come mitezza, solidarietà, comprensione, buon senso, che oggi sono per gran parte scomparsi. Poi c’erano di mezzo i regali, poca roba, che placavano l’ansia di tutto il mese, e le vacanze natalizie, lunghe e vissute intensamente sulla neve e nelle stalle, alla sera, a fare “filò”.

La festa di Pasqua l’ho sempre vissuta con una certa diffidenza, le vacanze erano più corte, il tempo di solito non permetteva grandi iniziative, e le uova di Pasqua erano per me incomprensibili, perchè impazzire nel dipingere malamente di rosso e di azzurro le uova sode delle galline di casa, quando c’erano in Cooperativa, belle, grandi e di gustosa cioccolata? Le spese per le uova di cioccolata non erano previste dal bilancio famigliare e allora mi accontentavo delle uova cotte e colorate, che, se anche la mamma me le segnalava come uova pasquali, per me avevano sempre lo stesso sapore, insipido ed antipatico. Ero dell’avviso che le galline potevano, almeno nel periodo pasquale, produrre uova un pochettino più saporite e gustose. Per non dire dei riti a cui dovevo presenziare, a scanso di punizioni esemplari: la settimana santa senza campane, i crocefissi coperti da stracci di tessuto viola, lunghe e noiose cerimonie, con il salmodiare surreale del sagrestano, tutte cose che incutevano nel mio animo, fin d’allora, piuttosto ribelle e libertario, un certo non so che di misterioso, di complicato, di difficile comprensione che mi rendeva quei giorni poco graditi, quasi fastidiosi. Solo la Resurrezione della Sabato, con la benedizione dell’acqua e del fuoco, e la piccola statua di Cristo Risorto esposta sulla parte alta dell’altare, mi ridonava entusiasmo e partecipazione. Anche se più tardi, compresi il grande mistero della Morte e Resurrezione che la Pasqua voleva celebrare e che la rendeva la festa più importante del calendario cristiano, io continuo, anche oggi, a rimanere legato al Natale, al cuor non si comanda! Forse perchè sono rimasto, nell’animo, bambino, nonostante l’età che non è più quella di un giovanotto.

La Pasqua, come festa cristiana, è molto conosciuta e praticata, infatti racchiude in sé tutto il mistero cristiano: con la Passione, Cristo si è immolato per l’uomo riscattandolo dalla sua natura ormai corrotta; con la Resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo la resurrezione del Giorno del Giudizio, ma anche il risveglio alla vera vita.

Nei primissimi tempi del cristianesimo,  la Resurrezione di Cristo veniva ricordata alla domenica di ogni settimana, poi la Chiesa stabilì di celebrare questo evento solo una volta all’anno, e, con il Concilio di Nicea, si decise, che la Pasqua doveva essere celebrata da tutta la comunità cristiana nello stesso giorno e che  la festa doveva essere fissata fra il 22 marzo e il 25 aprile: oggi la data si calcola scientificamente, basandosi sull’equinozio di primavera e la luna piena, una cosa piuttosto complessa. E’ da notare come la Pasqua ortodossa non coincida con la nostra perchè per i suoi conti utilizza il calendario giuliano, e non il gregoriano.

Le radici delle festività pasquali sono da ricercare negli antichi culti pagani, inneggianti alla primavera e al risveglio della natura, e sono molte le religioni che festeggiano nello stesso periodo ricorrenze importanti per il loro culto, gli Ebrei, per primi, ricordando la notte in cui stavano per lasciare l’Egitto, quando imbrattarono di sangue le porte delle loro case perchè l’Angelo del Signore li escludesse dal tremendo castigo che incombeva sugli Egiziani; l’Islamismo, invece, celebra la “Festa Grande”, gli Induisti in marzo-aprile festeggiano la nascita di Rama, mentre i Buddisti, ogni anno, la prima notte di luna piena di maggio, celebrano la nascita, il risveglio e la morte del Budda.

Quest’anno sarà una Pasqua un po’ tutta particolare: la crisi, la disoccupazione incombente, le preoccupazioni delle famiglie, le nuove tasse, lo spread in rialzo e i titoli a picco, potranno distoglierci dalla gioia della Resurrezione, ma non dimentichiamoci che la Pasqua significa pace, fratellanza, solidarietà...tutti valori che tengono accesa la speranza che finalmente nel mondo, nel Trentino, nelle Giudicarie qualcosa succeda e che le cose possano cambiare, è quello che ci auguriamo e che il Giornale delle Giudicarie augura a tutti i suoi Lettori. BUONA PASQUA!

Adelino Amistadi