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Se politica fa rima con corruzione
Scritto da Il Saltaro   
Martedì 03 Aprile 2012 10:31

Il cielo è in subbuglio. L’Italia è nei guai, è diventata un casino incomprensibile di nefandezze politiche e non, i grandi saggi, fra le nuvole, rinunciano ad intervenire e  affidano la nostra terra alla divina provvidenza. Occorre un miracolo che ribalti lo stivale a testa in giù, faccia uscire imbroglioni, corrotti, mafia e camorra, scarafaggi, predoni, faccendieri, puttanieri di cui la nostra classe politica è fortemente dotata, per ricominciare da capo. Il Monti ci sta provando con il suo Governo, ma non avendo capacita taumaturgiche, dubito che ce la faccia. 

Non c’è giorno senza una porcata, vedi quell’Emiliano, sindaco di Bari, esponente del PD, che appariva alla TV vestito da santo castigatore dei peccati altrui, mi piaceva, mi sembrava uno di quelli giusti, che potevano cambiare il sud, e poi me lo trovo sospettato di brutto, e lui che farfuglia scuse, chiedendo clemenza a destra e a manca, a quello ormai non darei neanche la capra per la corda. Che delusione! E quel Boni, presidente del Consiglio della Lombardia, leghista, sfrontato, che non si dimette, con tutto quello che il giudice dice di lui, e quell’Errani, anche lui, esponente di primo piano del PD toscano che, a quanto dicono, faceva comunela negli affari con il fratello. Che succede?  Ormai non si salva nessuno, non c’è partito che la faccia franca, in cielo sono allibiti, se la fanno sporca persino tra di loro, guarda quel Lusi che s’è fregato i soldi della Margherita, sui 350 milioni di euro, poca roba, ehi!, ma che ci siano, nel trambusto generale, anche i soldi della Margherita trentina? Bisognerebbe verificare! Lasciamo in pace, una volta tanto, il PdL, che già ne ha combinate più di Bertoldo e andiamo in Sicilia dove hanno arrestato commercialisti, avvocati, persino giudici, tutti, in qualche modo, ammanicati con la mafia....oh, che dolore! E c’è ancora chi spera in una Italia diversa? Lassù, sono perplessi, serve un diluvio universale per mondare lo stivale da ogni immondizia, da ogni lordura, sembra ci si stia pensando, con una arca, piccola, per salvarne pochi. Eppure, noi italiani, non siamo gente qualsiasi. Siamo la  7° potenza mondiale, viviamo come papi, abbiamo i negri che  ci lavano i vetri ai semafori, abbiamo vinto quattro mondiali di calcio, vestiamo con la nostra moda (prodotta in Cina) mezzo mondo, abbiamo inventato la pizza, la mafia e anche la radio, abbiamo militari in ogni parte del mondo a farsi ammazzare, il presidente Monti è un uomo serio e parla bene l’inglese, le nostre donne sono così graziose che anche Sarkozy l’ha voluta italiana. Esportiamo cervelli gratuitamente ed importiamo “trans” dal Brasile e “escort” (puttane), preferibilmente russe, a peso d’oro. Abbiamo sul nostro territorio il 75% del patrimonio artistico mondiale, abbiamo la Roma dei Papi e dei ladroni di Stato, abbiamo Venezia e Firenze, i prodotti italiani vengono invidiati ed imitati in tutto il globo, anche Hitler ha copiato male Mussolini, facciamo lo spumante col metodo francese, ognuno ha almeno tre telefonini, e schede sim di ogni tipo, più o meno segrete, siamo terra d’eroi: il nostro ex presidente del Consiglio, a settant’anni, se n’era fatte otto ed ancora c’era la fila fuori della porta, e il comandante Schettino se lo contendono le Marine da diporto di tutto il mondo. Abbiamo le opinioniste televisive con le tette più prosperose d’Europa, e gli opinionisti che neanche sanno quello che dicono. Compriamo borse false dai cinesi e formaggio grana fatto in Danimarca. Conserviamo, per le future generazioni, le immondizie sulle strade e  piazze. Ci incazziamo perche Battisti è scappato in Brasile, e per i marò che hanno imprigionato in India, non servono a niente le due portaerei (giocattolo!), né gli aerei da caccia, ultimo modello, appena acquistati, per fare chissà che cosa, né la presenza dell’Italia nella Nato, né la partecipazione ai vari G7, G8, G20, e compagnia bella. Niente male! Ma allora, se non siamo così malandati, perchè c’è tanto pessimismo? Perchè nessuno crede nel nostro Paese? Grande domanda, che rivolgo alle alte sfere. Illuminateci! Ufficialmente sembra non pronunciarsi nessuno, ma da canali amici sembra sia uscito un verdetto drastico, definitivo: perchè siamo irrimediabilmente italiani (con la i minuscola).

Non che le cose vadano meglio nella nostra Provincia, orpo!, di furberie ne facciamo molto meno, conserviamo le nostre virtù ataviche, sempre più lasse, ma quanto a politica siamo in ribasso e non poco. Sui giornali ha dominato per una intera settimana la commedia semi seria dell’adunata a difesa dell’Autonomia in piazza C. Battisti a Trento, preannunciata da un via vai di sms, email, telefonate che hanno scombussolato l’intero empireo, sembrava d’essere, quassù, in piena guerra spaziale, non c’era un attimo di calma. L’Autonomia è una cosa seria e i Trentini ce l’hanno nel sangue. L’Alto Consiglio aveva già allertato la divina protezione civile per ogni doveroso intervento, con centinaia di migliaia di persone (vedi Asar!) che invadevano Trento, che qualcuno li assistesse in caso di malore, era opportuno. Oibò, alla fine, erano quattro gatti, forse cinque, non di più. Ci han provato a dire, che eran più di mille, ma la polizia che li ha contati, ha detto chiaro e tondo che non erano più di 600/700, neanche tanti quanti alla festa della birra di Preore. Dal cielo abbiamo monitorato ogni presenza, ogni movimento, che la logistica  fosse spontanea, lo si è subito notato, neanche si capiva, a pochi passi, quello che veniva detto, gli oratori ce la mettevano tutta, ma parlavano per i frati e per i pochi in prima fila, la Caterina Dominici, più interessata ad apparire in tv che ad altro, che rompeva le palle a tutti con il suo tabellone e pochi altri.  C’erano cartelli di paesi con nessuno dietro, delle Giudicarie risaltavano i cartelli prefabbricati di Bleggio Sup., Pieve di Bono, Daone, Tione, e Pinzolo, si sa, con tutti i soldi che i poveri pinzolesi prendono dall’Autonomia (Dellai), ci mancherebbe che non ci fossero. I politici, che in mattinata litigavano per mettere il proprio marchio sulla manifestazione, visto l’andazzo, sono spariti dopo un comparsata miseranda, c’era tutta l’elite della casta trentina, dirigenti, altolocati, proconsoli, e faccendieri, quelli non mancano mai, non tanto per difendere l’Autonomia, quanto per difendere i propri stipendi, i propri privilegi, c’era perfino Pier Luigi Angeli a garantire il futuro dell’Autonomia e del Trentino e la sua permanenza a Verona a fare il pilota d’aereo, ormai esperto com’è di indennità di volo e di paracadute. A bocce ferme, il giorno dopo si è giocato  a chi le sparava più grosse. Ma che i Trentini abbiamo perso le palle? Che non interessi più a nessuno l’Autonomia? Il nostro senso d’appartenenza, il nostro essere “land”, l’ “Heimat”, il nostro essere diversi dal resto d’Italia? A quelli di Trento città, ai “zittadini”, di certo interessa poco, non c’era nessuno, ormai fra di loro trovare un trentino doc, è come cercare l’acqua nel deserto, basta scorrere l’elenco telefonico per incappare in cognomi da brivido, ma agli altri? Ai montanari che hanno reso feconda la nostra montagna, quelli che la difendono, quelli che la vivono: è possibile che non sentano vibrare le corde dell’Autonomia? Dov’erano, cosa facevano, come si sono permessi di snobbare partiti e leader (si fa per dire!) d’ogni colore? E’ questione di interpretazione. L’Autonomia, per la gente normale, è lavoro, rispetto, buon senso, religiosità, solidarietà montana, aria pura e animo sereno, sono stufi di sceneggiate, chiacchiere, manipolazioni,  sudditanze, ricatti, burocrazia e quant’altro. I nostri politici stentano a capirlo? Per mediocrità? Anche, ma soprattutto per interesse, che l’adunata fallita serva loro per rinsavire!