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Destra e sinistra, ora il Saltaro ne ha per tutti
Scritto da Il Saltaro   
Venerdì 09 Marzo 2012 08:01

Per tutti i santi del paradiso, fulmini e saette, mi sono assentato per poco, per gli esercizi spirituali richiesti nel delicato lavoro di Saltaro delle Giudicarie, ed i miei accoliti, sleali ed inaffidabili, si riuniscono in mia assenza  e ne approfittano per parlare e sparlare, esternando senza pudore le cose che tutti dicono, ma che nessuno dovrebbe palesare. E ancor più mi stupisco che le loro ciance siano finite sull’altare come avessero detto parole d’oro, parole sante. Mai più lascerò soli i miei compari, che ritornino in linea e sotto il mio controllo, così vuole il consiglio dei savi nell’empireo delle Giudicarie, zitti e mosca! La politica è tornata burrascosa, ultimamente sta ribollendo come il mosto nei tini d’autunno, per dare in primavera i vini migliori.

Non si è sistemato per niente il PDL che con l’elezione di Leonardi a coordinatore provinciale, ha avviato il partito verso una china di basso profilo e di poche prospettive, questo è il giudizio appreso nelle alte sfere, che ormai dal Berlusca hanno preso le distanze. Sbraita la Lega, come sempre, in attesa di scendere in guerra per il referendum sulla soppressione delle Comunità di Valle che entro aprile dovrà essere indetto, volenti o nolenti.

L’UDC che non si sa più quel che sia, sembra il giocattolo privato del sen. Tarolli, nostro concittadino, e di pochi altri, fra cui quella Beltrami, che nessuno conosce, si sa solo che gira il mondo come una “globe trotter”, per la Provincia, ma con i soldi nostri. Mostra baldanza il PATT e ne ha ben donde, stanno girando come trottole in lungo e in largo il Trentino, per spiegare il loro sacrosanto vangelo gremito di schutzen, keisejeger, e penne sul cappello, ma le cose che dicono son sempre quelle, mai che finalmente riescano a fare il salto di qualità che la gente s’aspetta, anche se il loro segretario Ugo Rossi ha lanciato a Dellai, ultimamente un accorato appello: “Suvvia presidente, sali sul predellino e lancia un nuovo partito per il Trentino, con noi del Patt e voi del UpT, ve verrebbe fuori un volkspartei nostrana che regnerebbe per almeno cento anni... la cosa è riuscita a Berlusconi, perchè non dovrebbe risultare vincente a anche da noi...!” Sulla cosa sono d’accordo in molti, anche perchè il Lorenzo nostro, nei conciliaboli segreti, viene indicato come il nostro Berlusca, stessi metodi, stesso cinismo, stessa casta di cortigiani, per fortuna con una morale diversa, comportamenti di uomo sofferto e per bene, di uomo al servizio della sua comunità e di sé stesso, come è giusto che sia.

Ma il Dellai, che stupido non è, non ne vuol sapere, sa bene com’è finita la storia del predellino, un fallimento completo e Lui pensa a ben altro, non certo a fare la fine del Berlusca, anzi! Dell’uomo non ce ne liberemo più, perchè proprio in questi giorni è partita la storiella Schelfi nr. 2, che tanto sorrisi di compatimento ha suscitato in cielo ed in terra. E’ cosa di qualche giorno: per gli organismi della cooperazione trentina, vige la regola che un presidente non più ricandidarsi dopo tre mandati, così aveva voluto qualche anno fa lo stesso presidente Schelfi, per far spazio ai giovani, s’intende. Giusto! Poi, avvicinandosi la scadenza, ecco che sorge qualche dubbio interessato sulla giustezza di quella norma, ed entrano in ballo “i saggi”, che non sono particolarmente saggi, ma solo da secoli detentori del potere e custodi delle loro fortune. Il capo saggio della federazione è Pier Luigi Angeli, lo ricordate, forse no, perchè non ha fatto nulla per essere ricordato, però è stato più volte presidente della giunta Provinciale, poi presidente di Federazione delle Coop, e da anni mandato a rappresentare i nostri interessi presso l’areoporto di Verona, dove, non certo per colpa sua, in questi mesi si sono lette cose orribili, perdita di soldi, anche nostri, e perdita di credito, ce l’ha svelato “Reporter”, l’importante trasmissione televisiva, compresi i suoi emolumenti complessivi, che viaggiano sui 20-30 mila euro l’anno. Questo signore, con pochissimi altri, è  quello che ha in mano le sorti della Cooperazione provinciale, che dovrebbe essere dei soci, come voleva il nostro don Guetti, ma che invece è ormai proprietà privata dei “saggi” che in altre regioni chiamerebbero con ben altro nome.

I “saggi” in questione hanno deciso che la norma non vale, e che Schelfi dovrà restare al suo posto perchè nulla cambi, e che i giovani  aspettino il loro turno, per dio! Lo stesso Schelfi si dice dispiaciuto, lui vorrebbe andarsene (?), ma tutti lo implorano, tutti lo vogliono e lui, uomo dabbene, alla fine si sacrificherà ed accetterà di restare presidente, con non poco sacrificio e controvoglia! Con Dellai è iniziata la medesima tiritera, anche in Provincia vige una legge voluta dal Lorenzo che vieta il quarto mandato, venduta allora come una grande intuizione del Presidente, illuminato e per niente attaccato alla poltrona, ma adesso che siamo arrivati alla scadenza e si pone per tutte le forze politiche la questione del dopo Dellai, le convinzioni cominciano a traballare. Non che in questo caso ci siano di mezzo i “saggi”, qui c’è di mezzo la politica, e allora ai “saggi”  si sostituiscono gli amici, i salotti, gli sponsor, i beneficiati, gli speranzosi che non vogliono rischiare, il Dellai deve restare al suo posto. D’altronde cosa ne resterebbe della sua corte, che fine farebbero le poltrone e le mille consulenze a suon di milioni di euro che ogni anno vengono elargite ai  nostri  fenomeni della politica, ai dinosauri della burocrazia e ai sapientoni dell’Università, che tutti insieme stanno contribuendo non poco ad affondare la nostra Autonomia. Come potrebbe il Presidente deluderli, se casca lui cade tutto il palco, il soppalco e compagnia bella. Per amor di Dio! Guai se si muove...! E chi si muove! Dellai non ne ha la minima intenzione, è quello che più gli piace fare, il padre padrone, e che nessuno fiati!, la legge si cambierà, sono già d’accordo in molti, perfino Lunelli, suo scudiero, che qualche tempo fa aveva dichiarato: “Non se ne parli neanche!”, adesso sembra più aperto (spalancato!) alle esigenze dellaiane, così il Patt che di schiena dritta ne ha sempre avuto poca, l’unico, per ora!, nettamente contro, è il PD che a quella carica ci aspira come partito e con ragione. Rassegnamoci e mettiamola via, avremo il Dellai per altri cinque anni e buona notte!

E i giovani, e le facce nuove, e le nuove generazioni...il Dellai le ha da sempre nel cuore, ma ora che non rompano le palle! Ma noi, in Giudicarie, che ce ne viene? Niente, rimarremo come siamo stati per il passato, gli iloti di sempre, gli umili servitori, i leccaculi e gli speranzosi miracolati, conteremo come il due di coppe. Niente di male, c’è gente che schiava c’è rimasta tutta la vita, cosa vuoi che siano quattro o cinque anni in più!  Per fortuna qualche segnale che le cose, almeno qui, stiano cambiando, lo abbiamo avuto. Qualche timido cenno di ribellione, qualche mossa azzardata di chi credeva che ormai il Lorenzo fosse vicino alla fine: s’è svolto il congresso giudicariese dell’UpT, in quel di Comano, con risultati eclatanti e sconvolgenti. L’ “intellighenzia” (?) politica giudicariese, quella che aveva vinto per quattro parenti in più, pardon, quattro voti in più, nel 2009, ha subito una disfatta ingloriosa (211 a 112) come i personaggi meritavano. Esteticamente la nuova coordinatrice upititina è tutt’altra cosa, con quello di prima proprio non c’è confronto, e lassù, in cielo, non hanno dubbi, l’Alessandra Sordo, sembra esserne agli antipodi, come cultura, capacità, intelligenza e sobrietà.

Architetto, con un proprio lavoro, mai stata alla greppia di nessuno, giovane, che alla politica si è avvicinata non per interesse, ma per passione e per giusta ambizione, non ci sono presidenze o vice presidenze a cui aspirare, l’aspetta un lavoro improbo: rimettere in sesto un partito, martirizzato ed intrallazzato da parassiti e faccendieri, che finalmente cerca di rialzare la testa, come merita, sviluppando potenzialità e salvaguardando le nostre Valli dal pascolo abusivo di bronzei cercatori di gloria e del proprio sfacciato tornaconto, Auguri! Mi si fa cenno di finire anche se le cose da dire sarebbero ancora molte, mi accorgo d’esser tornato ciarliero e solenne come nei periodi di gran lustro, sono bravo, non c’è dubbio, mi aspetto prima o poi un altare, anch’io,  non tanto come dottore della politica nostrana, ma almeno come martire, sì, con tutte quelle che giungono in cielo, contro di me, è certo che farò la fine di santo Stefano, anch’esso martirizzato per non aver mai saputo tenere la bocca chiusa: pazienza, è la sorte degli uomini migliori.