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Traduzioni e Comunicazione

Difendersi dalle truffe agli anziani
Scritto da Marco Delugan   
Venerdì 09 Marzo 2012 08:00

Venerdì 24 febbraio scorso è stato presentato presso il Cinema Comunale di Tione di Trento il cortometraggio dal titolo I soliti noti, opera scritta e diretta da Marco Toscani che tratta in modo brillante l’attualissimo problema delle truffe ai danni degli anziani. L’iniziativa, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Tione, ha visto la partecipazione, oltre che del regista Toscani e dell’Assessore Mirella Girardini, anche del Comandante del Corpo di Polizia Locale delle Giudicarie Carlo Marchiori e della psicologa Paola Maria Taufer.

Con sempre maggiore frequenza si sente parlare di fastidiose truffe messe in atto ai danni di persone anziane, le quali, in buona fede, cascano nelle trame di malintenzionati senza scrupoli, abilissimi e altamente preparati, pronti a raggirare le vittime prescelte con sapienza e astuzia.

La pratica tutta italiana (italianissima anzi) di truffare persone apparentemente più indifese e deboli si realizza in un’ampia serie di modalità e tecniche, tutte con il medesimo obiettivo di sottrarre denaro e averi ai malcapitati senza che essi ne abbiano, in quel momento, la percezione. Il primo passo è in genere quello di riuscire a introdursi in casa facendosi aprire la porta dalle stesse vittime, e quindi spesso i truffatori, solitamente in coppia, si presentano come tecnici specializzati inviati da compagnie del gas o di energia elettrica, oppure come operatori di compagnie telefoniche o altro. Sono ben vestiti, talvolta hanno perfino delle divise ufficiali ed esibiscono cartellini identificativi, hanno modi di fare molto cortesi e suadenti, educati, parlano fluentemente e correttamente, sono convincenti e simpatici. Catturano la fiducia delle vittime con abili trucchi, citando ad esempio il nome del vicino di casa, dell’amministratore del palazzo o di qualche parente stretto (il figlio, il nipote…) e mostrando così di conoscere persone amiche; a volte – si è detto, sono molto preparati – citano addirittura episodi o elementi della vita personale delle vittime, facendo breccia nella loro sensibilità e nel loro senso di ospitalità e accoglienza. Il motivo della visita domiciliare? Ufficialmente un controllo tecnico di impianti, contatori, apparecchi telefonici o bollette, ma nella realtà la volontà di svaligiare l’appartamento proprio sotto il naso dei loro ospiti, mentre uno dei due malintenzionati li distrae ricoprendoli di chiacchiere e complimenti. Una volta in casa staccano prima di tutto il telefono, dopodichè mettono in atto il loro piano.

Durante il dibattito seguito alla proiezione del film, il Comandante Marchiori ha spiegato che fortunatamente nelle Giudicarie la situazione è relativamente tranquilla: tali episodi si registrano con bassissima frequenza, tuttavia è bene essere a conoscenza del problema e non sottovalutarlo. Il Corpo di Polizia Locale, così come gli altri corpi di polizia, offre la massima disponibilità a fornire tutte le informazioni sulla questione e il pieno supporto nell’assistere i cittadini che si dovessero trovare in situazioni sospette. Il comandante Marchiori inoltre, nel suggerire alcuni importanti accorgimenti da adottare come precauzione, ha ricordato che comunque è bene segnalare senza timore alle forze dell’ordine i casi di truffa o presunta truffa in cui ci si potrebbe imbattere.

Il cortometraggio proiettato, prodotto dall’associazione Cineclub di Piacenza e vincitore all’Imperia International Film Festival, cita nel titolo un divertentissimo film di Mario Monicelli del 1958 (I soliti ignoti) che trattava con delicata ed elegante comicità proprio la vicenda di alcuni ladri alle prese con “il colpo della vita” nella miseria della Roma del dopoguerra. Mentre però la pellicola di Monicelli ritrae un gruppo di furfanti sgangherati, improvvisati, sprovveduti e mal assortiti, mossi dalla fame e dal bisogno di sopravvivere, il film di Toscani mette sapientemente in scena, in modo originale ed efficace, non banale, una tipica truffa ai danni di un’anziana signora ad opera di due individui molto preparati e ben organizzati. Il realismo del cortometraggio, ricco di spunti di riflessione importanti, si interseca a una sottile vena ironica che si esplica nei colpi di scena della vicenda e nella sua conclusione. Realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato, l’opera di Toscani rappresenta un importante esempio di come potrebbero essere messe in atto queste truffe, e per questo sarà presto visibile proprio sul sito web ufficiale della stessa Polizia di Stato. Chi fosse inoltre interessato ad organizzare proiezioni del film a fini educativi o informativi può contattare l’associazione Cineclub oppure lo stesso regista sul sito web www.marcotoscani.it.

Lo scopo dell’iniziativa organizzata dall’Assessore Mirella Girardini non era certo quello di spaventare o allarmare la popolazione creando una falsa emergenza in merito, ma piuttosto quello di informare e far conoscere il problema. Più se ne parla, più ci si informa a riguardo, più diventa facile per tutti – e non solo per gli anziani – riconoscere le situazioni a rischio e agire di conseguenza. Conoscere il problema permette inoltre, ha spiegato la psicologa Taufer, di superare alcune paure talvolta sproporzionate, che relegano molte persone ad una esistenza di sospetti, fatta di solitudine e sfiducia negli altri. Vale anche in questo caso, infatti, il principio per cui si ha paura di ciò che non si conosce. Il benessere personale in fondo, ha ricordato la dottoressa, si misura anche nella capacità di stare bene con gli altri, di intessere una rete di rapporti positivi fondati sulla fiducia. È giusto dunque non sottovalutare la questione, ma è bene non farsi prendere dal panico, e soprattutto non rinunciare a vivere una quotidianità serena a causa delle paure che spesso purtroppo prendono il sopravvento. Sarebbe bene riuscire in fondo a contare un po’ di più – perché no – sulle persone che si hanno accanto, scardinando e superando l’indifferenza che sta prendendo piede nel quotidiano.

Marco Delugan