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Scuola professionale o licei?
Scritto da Adelino Amistadi   
Venerdì 03 Febbraio 2012 10:54

Il 15 febbraio scadono i termini per l’iscrizione alla Scuola superiore per i ragazzi che, finita la scuola media, intendono proseguire gli studi. Vorrei fare , da uomo di scuola e da padre, alcune considerazioni in proposito, probabilmente ininfluenti sulle scelte, in gran parte già effettuate. Liceo nelle sue varie specialità, o Istituto tecnico? Scuola umanistica o scuola tecnica? Ormai da qualche anno sembra che la preferenza delle nostre famiglie sia rivolta verso una formazione scientifica e culturale rispetto alle scuole di carattere tecnico operativo. Siamo in linea con il resto d’Italia, ma assai lontano dalle scelte effettuate nella maggior parte dei paesi europei, dove più del 50%  si rivolge a scuole di formazione professionale per assecondare la richiesta delle imprese e delle aziende che sono alla costante ricerca di bravi tecnici che non sempre sono disponibili sul mercato del lavoro.

Qualcosa del genere, se non peggio, succede anche in Italia. Secondo i dati Confindustria, l’anno scorso, le imprese italiane cercavano 235.000 diplomati tecnici o professionali, trovandone solo la metà  (125.000), questo è il segno che non sempre sono oculate le scelte dei ragazzi, e delle loro famiglie che, molto spesso, ne condizionano le decisioni.

Quando si sceglie la scuola per continuare gli studi è opportuno partire dal presupposto che, appena ottenuto il diploma o la laurea, si possa facilmente trovare lavoro compatibile con gli studi effettuati. Nessuno, credo, studi dieci anni, tanto per passare il tempo. E allora cominciamo col dire che non esiste una scuola migliore in assoluto e più garantista di sbocchi lavorativi, esiste però la scuola più adatta all’indole ed alle esigenze di ognuno e, soprattutto, più rispondente alle esigenze del mercato del lavoro. E’ quindi fondamentale conoscere le proprie esigenze, ma anche le proprie attitudini e le proprie speranze. Ci sono materie in cui si riesce meglio e altre in cui si fatica, ci sono cose per cui si è portati ed altre meno, queste sono valutazioni da tener presenti così come il progetto che magari si è già delineato nella testa del ragazzo, cosa gli piacerebbe fare da grande, quale futuro sogna. Ignorare queste riflessioni per puntare al Liceo, ad esempio,                                                                                            come la scuola che qualifichi più di altre la propria vita, si rivela spesso un errore. I Licei (classico, scientifico...) hanno l’obiettivo di dare una formazione a livello generale e culturale, ma non offrono alcuna preparazione tecnica specialistica. La loro finalità  è quella di lasciare agli studenti un metodo di studio rigoroso e necessario per affrontare l’Università, chi fa tale scelta deve sapere che l’aspetta un lungo corso di studi per giungere alla laurea. Gli Istituti tecnici e le Scuole professionali hanno invece l’obiettivo di preparare lo studente ad una specifica professione e di apprendere le tecniche per svolgere al meglio un mestiere.

E allora? Come comportarci. Il ragazzo di oggi, finite le medie, sa già quello che vorrebbe fare da grande, è quindi opportuno seguirne, con comprensione, le inclinazioni e i desideri.  Talvolta possono nascere conflitti con i genitori, più attenti alle proprie aspettative che a quelle dei figli, è normale, ma la scelta finale deve essere dello studente perchè è sulla sua pelle che si decide. Una scelta sbagliata a quindici anni può condannare ad una vita inadeguata e frustrante. Ormai sono migliaia i neolaureati disoccupati o assunti in posizioni precarie. E prima di arrivare alla laurea sono una miriade gli studenti che si perdono nell’iter lungo e faticoso dell’Università, che vanno ad ingrossare un esercito di senza arte né parte, un vero problema per la comunità. La laurea è per molte famiglie un mito, il  un riscatto dalla banale normalità del proprio ambiente, quello che non si è potuto avere, lo si è ottenuto per i figli. Purtroppo poi arrivano le delusioni del posto che non si trova, della sfiducia e della rassegnazione a mansioni che si potevano ottenere anche prima, senza tanti sacrifici.

Come vedete non è facile decidere, scegliere, perchè ne va della vita dei giovani di oggi che saranno uomini domani, bisognosi di lavorare con dignità e sicurezza per potersi formare una famiglia e condurre serenamente la propria esistenza. L’importante è che quello che si decide di fare sia una scelta meditata, consapevole, senza pregiudizi, ma anche senza rivalse sentimentali, con l’attenzione massima agli sbocchi lavorativi per non vanificare tutti i sacrifici dello studente e della sua famiglia per giungere ai risultati agognati. Alla fine, quale che sia la decisione, è fondamentale per   ogni studente approfittare degli studi per sviluppare temperamento e    personalità, approfittando dell’agilità mentale propria dell’età, per sviluppare capacità di agire, di versatilità e di adattamento sempre più necessarie nel mercato del lavoro che si profila. L’adattamento sarà, per il futuro, la parola magica che potrà risolvere gran parte dei problemi delle future generazioni. Non sarà più, come per il passato, la vita ad adeguarsi all’uomo, ma sarà l’uomo che si dovrà adattare alla vita. Se vorrà sopravvivere.

Adelino Amistadi