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giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Caro Gesù Bambino...
Scritto da Administrator   
Domenica 04 Dicembre 2011 16:32

Caro Gesù Bambino, anche quest’anno ti scrivo la solita impertinente letterina per renderti edotto delle cose che non vanno sulla terra, ove provvisoriamente risiedi, ma che, data la tua tenera età, forse  ancora non riesci a percepire compiutamente. La mia ti sembrerà supponenza, di certo con a fianco tua madre Maria e san Giuseppe, non hai certo bisogno dei miei consigli, ma, sai com’è, spesso i genitori tengono nascoste ai figli  le verità meno gradite, per non turbarli, per non frenare la loro crescita, per un senso di protezione comprensibile.

E allora io mi propongo di aprirti gli occhi sulle faccende che travagliano l’Italia, il Trentino e le Giudicarie di cui sono custode e severo censore. Tu mi conosci, non sono un bambino, ed ho anch’io le mie pecche per cui chiederti perdono prima di confessare le mancanze degli altri: sono stato un po’ cattivello, lo confesso, con amici e nemici, sai che non sempre so trattenermi, ma quando vedo qualcosa che non va, mi surriscaldo come un motore senza raffreddamento. Nelle mie relazioni mensili sul nostro giornale, devo dire che sono stato troppo ligio alle mie idee, ho parlato troppo, e ho sparlato troppo poco. Ti chiedo scusa. Ho cercato invano di difendere e diffondere valori che non sono più di moda come onestà, concordia, correttezza, lealtà, franchezza, competenza, e non sempre sono stato capito, la vita e la politica oggi richiedono faccia tosta, cinismo, sfrontatezza, servilismo, incompetenza, tutte virtù moderne in grande espansione un po’ ovunque, purtroppo, alla grande, anche in Giudicarie.

Ti prometto, nel prossimo anno cambierò vita, stop alle nenie del passato, basta occuparmi di politica spicciola, di portaborse e lestofanti, basta parlare di Berlusconi, escort, e Marrazzi vari, non mi occuperò più di quote rosa, sbiacchettatrici e consulenze a gogò, basta parlare dei nani della politica locale, del Dellai che se ne va (?), e del Molinari che ritorna (!), di farisei sempre più diffusi, di traditi e traditori, non parlerò più di miserie, vorrei che tu mi aiutassi a saper utilizzare parole che ho troppo spesso sottovalutato come: amore, solidarietà, armonia, amicizia, serenità. Vorrei, in definitiva, che il Saltaro delle Giudicarie potesse finalmente parlare in positivo della sua terra e delle sue valli. Fammi questa grazia, dammi una mano,  ti prego.

Caro Gesù Bambino, vivi serenamente i tuoi primi giorni di vita, goditi i tuoi pastori, gli zampognari, gli angeli e gli arcangeli che ti osannano dal cielo, perchè appena uscirai dalla stalla di Betlemme, ti aspettano le miserie di questo mondo che sono ancora tante.

A cominciare dalla nostra povera Italia,  dove s’è ne è andato quel “briccone” di Berlusca, ma il Paese è rimasto quello che era: incasinato e ingovernabile. Ci sta provando Monti, che è uomo di Chiesa, ma saranno guai anche per lui, ne sono certo. Ecco, io vorrei che tu prendessi in mano questa nostra povera terra per trasformarla in un Paese diverso, più civile, più saggio, più responsabile e più moderno. Non c’è Monti che tenga, solo un tuo miracolo può salvarci. Vorrei che ci liberassi dal malaffare che è diffuso come il vino in val Lagarina, dalla malavita, mafia e camorra comprese. Vorrei che ci liberassi dai politici indegni, parassiti ed incompetenti, dalla Cicciolina e da tutte (tutti) i suoi sodali, vorrei che la nostra magistratura tornasse credibile, che le leggi fossero applicate, uguali, per tutti, che il Trota tornasse a scuola, che Bossi rinsavisse, che Vendola cambiasse sesso per darci certezze, che Di Pietro imparasse “l’ittalliano”, perchè anche saper parlare bene la propria lingua è un valore, di quelli tosti. Vorrei che tu trasformassi quest’Italia in uno stato normale, con i valori che tu ci hai insegnato con la tua testimonianza e con la responsabilità del nostro De Gasperi e la sua lungimiranza. Chiedo troppo? Credo di si, ma io confido nella tua comprensione, d’altronde la tua onnipotenza è nota in tutto il mondo, usala anche per noi che siamo terra di santi e di beati, più di ogni altra parte del mondo.

Non che le cose vadano meglio nel nostro Trentino, ma, essendo noi non più di cinquecento mila cittadini, i problemi sono proporzionatamente ridotti anche se molto sentiti, perchè ci toccano da vicino. E allora dai un po’ di sale in zucca a quei quattro scalcagnati del centro destra che si mettano d’accordo e costituiscano un’alternativa finalmente. La loro insussistenza è la causa di tutti i guai. Riporta sulla retta via il nostro Presidente che l’ha smarrita da tempo, confuso dalla presunzione e dalla nullità degli altri, che non sa più che pesci pigliare. Abituato ad essere ricco, padre e padrone, ora che si ritrova semplice locatario, contestato e irriverito, s’è smarrito, solengo e taciturno. Cerca di essergli di conforto che ne ha bisogno. E’ un buon diavolo, tutto sommato, ma troppo malavvezzo, fallo scendere dal pero, e che torni sulla terra, anche perchè potrebbe rischiare una caduta rovinosa. Che torni ad essere quel caro Lorenzo a cui tutti volevamo bene ed in cui avevamo riposto le nostre sorti, il nostro futuro, la nostra terra, la nostra autonomia. Fa che gli ritorni la virtù dell’ascolto, della disponibilità, dell’umiltà, di cui era dotato illo tempore. Fa che apra gli occhi, che si guardi attorno, che mediti, su chi lo circonda, su chi lo lusinga, su chi lo osanna, pronti a tradirlo al momento opportuno. Tu, caro Gesù, queste cose le proverai sulla tua pelle, te lo anticipo, e allora mettilo in guardia, se non ti ascolta, allora è irrecuperabile, come Berlusconi che si credeva un Dio, e guarda la fine che ha fatto.

Che gli ritorni lucidità e forza per resistere alle pressioni dei suoi amici, sempre più arroganti e già in campagna elettorale, anche se un po’ gli sta come un fiore sull’orecchio, dato che per i DS prima, e il PD, ora, stravedeva e li faceva piroettare come ninnoli natalizi. Se gli rimetti in sesto testa e cuore, al Dellai, gran parte dei nostri inghippi saranno risolti. Ci vuole ancora un miracolo, però, e di quelli grossi, ne sono convinto, tanto è consolidato il suo protervo smarrimento.

In Giudicarie c’è ben poco da dire, se dovessi chiederti qualcosa per le nostre valli, non saprei da dove cominciare. Sono state consegnate da poco alla nuova classe politica emergente, si fa per dire, solo che tu probabilmente non c’eri al momento della decisione e hai lasciato fare a s. Pietro, che di politica non ne capisce niente. E così, in Comunità, ci ritroviamo con quelli che dovrebbero costruire il nostro futuro, in gran parte mancanti delle virtù che qualificano una buona politica: passione, responsabilità, lungimiranza, spirito di servizio, e soprattutto competenza, come hai potuto permettere una roba del genere? E non dare tutta la colpa al Lorenzo, che sicuramente c’entra, ma è stata innanzi tutto la tua distrazione a portarci dove siamo. Almeno aiutali a capire, lo so che non sarà impresa facile, che dalla loro capacità di collaborare e di lavorare in sinergia con i Comuni, dipenderà il buon andamento delle nostre cose, politiche, economiche e sociali. Per tutto il resto, le nostre cose le conosci quanto noi: le circonvallazioni che si promettono e non si fanno, le indennità idroelettriche ai Comuni che ci spettano e non arrivano, gli aiuti agli artigiani, promessi ed inconsistenti, le fabbriche che abbiamo, poche, ma importanti, che non sanno più a che santo votarsi. Ma non parliamone più, sono decenni che lamentiamo la stessa solfa, tanto nessuno ci ascolta.

Caro Gesù Bambino, metticela tutta, siamo anche noi figli tuoi, anche se non abbiamo il Duomo ed il Castel del Buon Consiglio, però abbiamo gli storici campanili delle sette Pievi e il Castello di Stenico, spero che bastino. Scusa questo povero vecchio della sua impudenza, ma ho parlato in verità come tu ci hai insegnato e scusami per l’egoismo che mi ha preso la mano, con affetto il SALTARO delle GIUDICARIE.