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Ballardini: “Stiamo lavorando con i comuni per gestire le competenze in modo organico”
Scritto da r.b.   
Domenica 04 Dicembre 2011 16:29

Il protocollo di finanza locale, approvato recentemente dal Consiglio delle Autonomie, introduce rilevanti novità per l’attività della Comunità di Valle prevedendo la gestione associata di servizi e funzioni oggi erogate dai Comuni.  Come valuta quanto stabilito dal protocollo e che ricadute avrà?

Questa decisione si inserisce in un percorso che è stato avviato con l’approvazione della legge di Riforma Istituzionale  e la successiva nascita delle Comunità di Valle, che sta proseguendo con la assegnazione di nuove competenze che verranno gestite direttamente dalle Comunità. Le manovre finanziarie che si sono susseguite in questi mesi in ambito nazionale, con impatti anche per il Trentino, hanno portato ad una accelerazione del percorso, attraverso un’intesa tra Provincia e Consiglio delle Autonomie siglata a fine ottobre che prevede l’obbligo per i Comuni di “gestire in modo associato alcuni servizi attraverso le Comunità”. Da sottolineare che nel Protocollo di Finanza Locale è previsto un coinvolgimento forte e determinante dei Comuni nella definizione della nuova organizzazione dei servizi, andando a mettere a sistema le capacità professionali presenti negli enti locali del territorio.

L’obiettivo che si siamo posti è quello di mettere le Comunità di valle al servizio dei Comuni per sviluppare con gli stessi nuove sinergie e garantire un miglior sevizio ai cittadini, grazie in primis alla maggior specializzazione delle risorse umane e con l’obiettivo di avere più qualità ed efficacia pur a fronte di una riduzione delle risorse a disposizione. Nei prossimi mesi, ciascun territorio potrà definire al suo interno un percorso flessibile, per dare la possibilità alla Comunità insieme ai Sindaci di individuare - con un meccanismo decisionale partecipativo - la modalità organizzativa ottimale e quindi la relativa modalità convenzionale, in coerenza con il principio di fondo espresso nel “Protocollo di Finanza Locale”.

In Giudicarie, ad esempio, la gestione associata dei servizi tramite la Comunità per tutti i Comuni, potrà essere realizzata – attraverso un’intesa con i Sindaci - con l’identificazione di “poli geografici” in grado di valorizzare le esperienze e le strutture comunali più evolute.

Ma quali saranno i servizi che i Comuni dovranno esercitare in maniera associata attraverso le Comunità?

La Finanziaria provinciale prevede, a partire dal 1°gennaio 2013, la gestione associata attraverso la Comunità del Servizio Entrate, del Servizio Contratti e Appalti, del Servizio Informatica, quindi, a seguire, del Servizio Commercio e dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). Oltre a questo, verrà avviata anche la gestione associata della Polizia Urbana per l’intero ambito della Comunità unitamente al Servizio degli Asili Nido.

Da parte dei Comuni si sono levate perplessità e proteste per la paura di perdere funzioni e competenze. C’è davvero questo rischio?

E’ naturale  che in fase di cambiamento il confronto sia vivace e ci possano essere timori a fronte di una discontinuità rispetto al passato. L’obiettivo non è sicuramente quello di espropriare i Comuni quanto piuttosto di supportarli, anche alla luce dei pesanti tagli alla finanza pubblica ed  dei sacrifici che ci attendono e che saranno ancora più duri. In futuro purtroppo non potremo avere le risorse che abbiamo avuto in questi anni e pertanto è indispensabile preparasi in modo da garantire qualità ed efficacia dei servizi per i cittadini con minori risorse. Solo lavorando insieme, Comuni e Comunità, possiamo riuscirci.

La Comunità riuscirà a gestire queste funzioni in maniera efficiente per darà maggiori servizi ai cittadini o vi sarà una diminuzione delle prestazioni?

La Comunità ci metterà tutto l’impegno, ma sarà essenziale la collaborazione costruttiva con  tutti i Comuni e la partecipazione convinta da parte del personale della Comunità e dei Comuni coinvolto nell’organizzazione dei servizi.

Nei prossimi mesi dovremo lavorare insieme per l’individuazione di modelli organizzativo/gestionali mirati a livello di Territorio, che cerchino di sviluppare sinergie tra gli enti locali, valorizzando le esperienze già maturate e professionalità disponibili nei Comuni e nella Comunità. L’obiettivo è quello di garantire una “riforma a costo zero”, senza alcuna diminuzione dei servizi, grazie ad una riorganizzazione che permetta di “mettere a sistema” risorse umane e professionalità, andando a colmare le aree di criticità ed a gestire la complessità che una Comunità così estesa, con un assetto insediativo diffuso e con ben 39 Comuni presenta.