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“Turismo nel Chiese, occorre crederci”
Scritto da r.b.   
Domenica 04 Dicembre 2011 16:26

Quasi 300 persone e Centro polifunzionale di Condino gremito per la presentazione, venerdì 25 dicembre, del Piano di marketing per lo sviluppo del turismo nella Valle del Chiese. Un percorso che parte da lontano e che ha aggregato i vari soggetti che lavorano su questo territorio, a partire dal Consorzio turistico, dal Bim del Chiese  e dal locale Ecomuseo. Una sinergia che ha portato negli ultimi tempi ad una collaborazione sempre più stretta, nell’ottica di potenziare la capacità di lavoro e di razionalizzare costi e risorse.

“Il turismo nella Valle del Chiese può dare ancora tanto – ha detto il presidente del Consorzio Massimo Valenti – e noi ci crediamo. Altrimenti non avremmo fatto tutto questo percorso, che è partito all’epoca dei Patti territoriali ed è passato attraverso l’Unione dei due consorzi precedenti che ci ha consentito di fare sintesi e contenere i costi ed ha portato ad una collaborazione sempre più stretta con il Bim e l’Ecomuseo che ci consegna il Piano di marketing che vi presentiamo questa sera”. A Fabio Sacco, giovane direttore del Consorzio, il compito di illustrare i contenuti del Piano: “Si tratta di un percorso generale che punta sul miglioramento complessivo del prodotto e un suo orientamento verso un’offerta che privilegi gli aspetti rurali della vacanza, con la possibilità per i turisti di scoprire aspetti ambientali e legati alle tradizioni di questi luoghi. Per farlo puntiamo su un target che è quello delle famiglie e della vacanza attiva valorizzando risorse importanti come i b&b e gli agritur, i laboratori di esperienze, i prodotti tipici, le malghe. Sono aspetti che abbiamo già in parte sperimentato con successo quest’estate, ma che con l’anno prossimo intendiamo mettere in campo a 360°, anche grazie all’implementazione dei servizi del sito internet www.visitchiese.it e un rapporto diretto con i tour operator.”

Un punto di riferimento importante in questo percorso è rappresentato dal Bim del Chiese, che supporta l’azione del Consorzio turistico ritenendo “il turismo elemento fondamentale per lo sviluppo di questa terra” – come ha spiegato il presidente e sindaco di Condino Giorgio Butterini, ieri sera anche nelle vesti di padrone di casa. “Quando si affrontano sfide come quella che la congiuntura economica attuale ci propone, è indispensabile avere una visione strategica d’insieme e predisporre piani globali di azione, ma soprattutto che sappiano coinvolgere tutti gli attori del territorio verso obiettivi comuni. Il Bim si propone come soggetto in grado di aggregare queste istanze, ragionando sempre tenendo presente le necessità non nostre, ma delle generazioni che verranno. In quest’ottica il turismo rappresenta un’ottima occasione di reddito integrativo/complementare e un momento di valorizzazione del territorio”.

Valorizzazione che passa anche attraverso l’enfatizzazione degli aspetti legati a tradizione e cultura, come ha spiegato Roberto Panelatti, presidente dell’Ecomuseo della Valle del Chiese: “L’offerta legata alle nostre radici, gli aspetti della ruralità vissuti dalla gente del posto, il recupero di alcuni scorci dei centri storici e dei luoghi della Grande Guerra, rappresenta un tassello importante su cui questa valle deve puntare, la sua carta di identità”. Stimolante anche l’intervento di Bruno Felicetti, direttore dell’Apt della Valle di Fiemme, uno dei manager del turismo più esperti e apprezzati. “Il turismo moderno deve sempre più ricercare come obiettivo e elemento caratterizzante l’ecosostenibilità e l’inserimento armonico tra turista, comunità e territorio. In quest’ottica la carta della ruralità è davvero importante ed è giusto il percorso che la Valle del Chiese ha intrapreso puntando su questi aspetti per  intercettare un target fatto di famiglie”.

Chiusura finale per l’assessore provinciale al turismo Tiziano Mellarini: “La Valle del Chiese si sta dando da fare per riqualificare la propria offerta turistica ed anche il modo di proporsi verso l’esterno, mettendo in evidenza quelle che sono le sue peculiarità. Puntare sul territorio con la giusta attenzione all’ambiente a alla cultura dell’accoglienza è la strada da percorrere per sviluppare la propria vocazione turistica, percorsi che hanno seguito anche altre aree del Trentino che ci hanno permesso di costituire quel mosaico di proposte che sono una ricchezza per l’economia di questa terra”.