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Traduzioni e Comunicazione

Una Comunità di Valle dei Cittadini
Scritto da Mario Antolini Musón   
Martedì 24 Febbraio 2009 16:11

Parlando Giudicariese
Una Comunità di Valle dei Cittadini
Una costruzione socio-culturale che sale dalla base

Con motivata soddisfazione è stata data notizia che la quasi totalità dei Consigli comunali delle Giudicarie ha approvato lo Statuto della innovativa Comunità di Valle e che, pertanto, quanto prima seguiranno le modalità statutarie per l’avverarsi di un’istituzione che ha suscitato un gran parlare, e nella quale sono poste infinite speranze per un’amministrazione più adeguata e più rispondente alle popolazioni locali.
Sono convinto che, di fronte ad un avvenimento socio-politico di così notevole portata, i Giudicariesi  non lasceranno la creazione del nuovo Ente pubblico soltanto nelle mani dei soli politici, ma potranno, dovranno e vorranno, in quanto possibile, lasciarsi coinvolgere tutti nella costruzione di un centro amministrativo, la cui conduzione ricadrà direttamente ed indirettamente su tutti e su ciascuno. Questa considerazione mi viene suggerita dalla felice constatazione che in Giudicarie le forze sociali che già operano con un occhio al “sovracomunale” sono in continua crescita, allargando così le potenzialità sociali verso orizzonti che possono allargarsi sempre di più, facendoci intuire una convergenza unitaria dalla ricaduta della massima utilità. Gli esempi concreti non mancano.

In Val Rendena, per esempio è in atto un Piano strategico di Valle che “imporrà profonde trasformazioni” e che viene proposto in contrapposizione “all’individualismo che spesso si è rivelato un limite allo sviluppo”. In occasione della presentazione del progetto in favore essenzialmente dell’impresa produttiva (= mondo del lavoro e dell’occupazione) Patrizia Ballardini – vicesindaco di Pinzolo, competente in materia e ispiratrice/coordinatrice del Piano – affermava: «Dobbiamo fare tutti un passo indietro: lavorare insieme per fare sistema». Un chiaro e impellente invito “ai valligiani a lasciarsi coinvolgere, ad offrire la loro disponibilità, ad assumere tutti insieme la responsabilità di costruire un futuro comune». (V. “Rendena, La sfida” di G. Ciaghi, in “Trentino” del 18.XII.2008). In una corrispondenza del 12 gennaio 2009 W. Facchinelli, in merito alla stessa iniziativa, commentava: «L’idea di fondo [del Piano] è quella di creare, anche in Val Rendena, un piccolo Patto territoriale per aiutare a far crescere nuove imprese attraverso un percorso che, partendo dalla verifica dell’idea di business da parte di Trentino Sviluppo, porta ad un’alleanza con i Comuni, per aiutare i giovani a fare impresa». Ed a proposito di giovani, sempre in Rendena, si stanno organizzando incontri formativi di gruppo che coinvolgono soggetti di varie Comunità, in una chiara visione di vallata, ossia con l’assunzione di un preciso concetto di unione a vasto raggio.
Anche dalla parte meridionale delle Giudicarie giungono positive eco di apertura a tutte le Comunità delle vallate bagnate dal Chiese, che riecheggiano iniziative culturali proposte ad un vastissimo raggio di convalligiani, indipendentemente dalla residenza comunale di ciascuno di loro. Il merito è dell’Associazione “Il Chiese”, con sede a Storo, la quale, nata ancora nel 1977 come sollecitazione nell’ambito delle ricerche e delle pubblicazioni di puro carattere storico, ha via via ampliato il proprio raggio d’azione nei campi della formazione, dell’informazione, del dialetto, della musica, della cultura locale, dell’Università della Terza Età. Attualmente si sta attuando una vasta serie di impegni sociali propri del “Progetto Iter”, così definito da Stefano Poletti: «Un catalogo permanente che raccoglie numerosi corsi di formazione continua rivolta agli adulti, fortemente voluto dal Consorzio Bim del Chiese e da tutti i 15 Comuni della Valle. Un progetto formativo giunto ormai alla terza edizione» [In “Trentino”]. Anche in questo caso si stanno ponendo le basi per costruire una comunità a più vasto raggio, meglio ancora, si stanno formando Cittadini che si rendono disponibili ad incontrarsi anche oltre i limitati e limitativi confini del proprio piccolo Comune storico per prepararsi ad aggiungere al senso di appartenenza alla ristretta cerchia della comunità tradizionale anche la volontà/capacità di partecipare attivamente ad una più produttiva “Comunità di Valle”.
È lo stesso percorso che si sta facendo nelle Giudicarie Esteriori, le cui popolazioni – e le stesse Amministrazioni comunali – stanno intensificando i momenti di incontro per concepire e vivere il territorio del Bleggio, del Banale e del Lomaso in unità d’intenti per un avvenire sempre più consono alle esigenze sociali. Si parla già di unificazione di due Comuni in uno: un’azione che potrebbe far presagire la possibilità di ripetere il bell’esempio che è stato dato a tutto il Trentino dai Comuni della Valle di Ledro. In loco vi sono già l’Ente pubblico Terme di Comano, l’Apt, l’Ecomuseo, l’incontro periodico dei 7 Sindaci: tutte organizzazioni che operano in sintonia in favore dei Cittadini di tutti i sette Comuni, con addirittura l’aggancio al confinante Comune di Tenno. Tutto un substrato che risulterà assai utile e propizio se si presenterà a far parte della “Comunità di Valle” in forma unitaria.
Ma vi è pure un’altra constatazione da tener presente quale base essenziale del nuovo Ente amministrativo pubblico. Si deve evidenziare il fatto che gli operatori economici, territorialmente parlando, hanno da sempre operato a livello comprensoriale: infatti, le varie Associazioni di categoria – commercianti, artigiani, contadini – sono organizzate sulla base delle Giudicarie; così come i Sindacati e vari settori sportivi e non. Si tratta di componenti essenziali nel contesto sociale la cui voce dovrà senz’altro essere un essenziale componente dell’attività e delle finalità della “Comunità di Valle”.
Quest’ultimo, quindi, dovrà risultare un Ente che, pur concepito in sede politico/amministrativa, dovrà diventare partecipato e partecipativo, non già attraverso la sola presenza in assemblea di Sindaci e di consiglieri comunali politicamente eletti, ma mediante la compartecipazione diretta ed il coinvolgimento di tutte le forze e di tutti i Cittadini che rimangono l’essenza, la ragion d’essere ed il fine ultimo della Comunità stessa.