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Terme di Comano, Apt spaccata
Scritto da Denise Rocca   
Domenica 04 Dicembre 2011 16:06

 

L’assemblea dei soci dell’Apt Terme di Comano Dolomiti di Brenta fissata per il prossimo 14 dicembre sarà molto più movimentata del previsto prevedendo l’elezione del nuovo cda dopo che la goccia Valter Berghi ha fatto traboccare un vaso già colmo di dissapori. 

Eletto dall’assemblea dei sindaci come rappresentante delle Terme di Comano, Berghi è formalmente legittimato a rimanere in carica fino alla fine dei tre anni del suo mandato – cioè fra un anno e mezzo - ma la presidente dell’azienda termale Nadia Serafini ha messo qualche tempo fa nero su bianco che l’azienda che presiede non si sente affatto rappresentata e ha chiesto all’Apt di risolvere la questione. Evidentemente non era cosa facile, vista la posizione chiara dell’interessato che a dimettersi proprio non ci pensava minimamente. Messo alle strette da due posizioni inamovibili, da una parte Serafini con il suo cda e dall’altra Berghi che di risolvere tra di loro non avevano intenzione, al presidente dell’Apt Marco Riccadonna non è rimasto altro da fare che consegnare le sue dimissioni con la quasi totalità del suo cda. Mentre scriviamo si è alla vigilia delle consultazioni di categoria per accordarsi sui candidati da presentare all’assemblea il 14 dicembre.

Sono quindici i membri del cda da individuare in rappresentanza di amministrazioni comunali e attori economici del territorio. Ai comuni delle Giudicarie Esteriori è riservata la nomina di 3 amministratori : uno per il comune di Comano Terme; uno per San Lorenzo, Dorsino e Stenico e un ulteriore rappresentante in comune per Fiavè e Bleggio Superiore. Altri 3 membri toccheranno alla categoria degli albergatori e uno a testa ad affitta-appartamenti, commercianti, Terme di Comano, Cooperazione, Ecomuseo della Judicaria, associazioni e alla categoria mista di artigianato industria e agricoltura. A completare i quindici, due membri liberi da vincolo di rappresentanza.

E’ prassi consolidata che ogni categoria inizi le consultazioni per individuare le proprie proposte prima dell’assemblea ordinaria. Proposte che sono, appunto, tali: non necessariamente univoche e non vincolanti, sebbene negli anni scorsi si sia sempre arrivati all’assemblea con i giochi praticamente già fatti.

Come previsto dallo statuto, a cinque giorni dalla scelta dell’assemblea, il neoeletto consiglio di amministrazione potrà scegliere al proprio interno il nuovo presidente e il suo vice. Da più parti dopo l’avvicendarsi di due consigli segnati da profonde fratture interne, si cerca una figura che goda di un appoggio trasversale e sappia moderare individualismi sia personali che di categoria.