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Solito perbenismo sulle violenze in piazza
Scritto da Il Saltaro   
Martedì 01 Novembre 2011 07:01

L’Orsolina è davvero fuori dalla grazia, è incazzata che di più sarebbe pazzia. Ha convocato, dopo mesi di vacanza, gli amici più intimi per gridare al mondo la sua collera. Al vostro Saltaro è stato chiesto di presenziare quale notaio. Cosa sarà successo?  “E me lo chiedete? - urla con quella sua voce stridula che sembra il sibilo di un ramarro - non avete visto la televisione, quei criminali a Roma ne hanno fatto di tutti i colori, hanno bruciato case, distrutto automobili, e se la sono presa anche con una statua della Madonna e con un Crocefisso! 

Sacrileghi, che la maledizione celeste insegua quei lazzeroni e li distrugga...io una cosa così non l’ho mai vista...oddio, svengo...anche il Crocefisso spaccato in più parti e la Madonna gettata a terra e calpestata, non da uomini, ma da bestie, da demoni in carne e ossa!” L’ira dell’Orsolina è incontenibile. “ Ma la vendetta arriverà, oh se arriverà...al mio paese, subito dopo la guerra, un comunista da strapazzo aveva defecato sulla porta della chiesa, è morto dopo poco tempo di tumore e quell’altro che aveva pisciato nel lavello dell’acqua santa lo ha seguito alla stessa maniera, a questi toccherà una fine ancora peggiore, ve l’assicuro.” L’Abele, luce dei miei occhi, mi aveva informato degli ultimi delittuosi avvenimenti in quel di Roma, la storia degli indignati che volevano protestare, degli infiltrati che invece volevano la rivoluzione, e di Roma che era stata violentata da vandalismi degni delle antiche calate dei barbari sulla capitale.

I convenuti concordano scandalizzati, e si dichiarano all’unanimità molto più indignati dei teppisti di Roma, anzi, si dichiararono incazzati neri, perchè cose di quel genere in un paese civile non devono avvenire per nessun motivo. “E poi, il giorno dopo, aggiunge l’Abele, i soliti falsi perbenisti cercavano attenuanti per tutti, come fossimo tutti scemi da non capire: poverini, i ragazzi avevano mille motivi per protestare, l’hanno fatto in tutto il mondo, sono stati gli infiltrati, i Black Block, a rovinare tutto, i primi ad essere danneggiati sono stati proprio loro, gli indignati, ragazzi a modo e combattenti per una giusta causa”. Poveri tapini, chiedetelo al carabiniere che quasi veniva arrostito nella sua camionetta in fiamme, quando quel bravo ragazzo gli venne in soccorso con l’estintore e glielo scagliò contro, come gli avevano insegnato alla scuola di guerriglia,  per spegnere il fuoco, dice il malandrino, solo che quasi lo uccide. O a quel pensionato a cui era stata incendiata la casa, con la moglie si è salvato per miracolo, ma quei bravi ragazzi lo avevano fatto solo per fargli risparmiare i soldi del riscaldamento. O a quella povera donna, sola, a cui hanno bruciato l’auto acquistata a rate ed ancora da pagare, gli serviva per andare al lavoro, ora come farà?

“Niente paura, un auto in meno che gira è un contributo alla salubrità dell’ambiente!”. Così dicono i vandali moderni. Poi, guarda caso si scopre che loro, si proprio loro, sono studenti nulla facenti e fuori corso, in gran parte figli di papà, che giocano a portare il bullismo in giro per il mondo. Beati loro che si divertono, peccato che siano in molti a Roma a piangere per le loro bravate. “Altro che ragazzi per bene, impegnati in una causa giusta, interviene corrucciato il saggio Archimede, altro che infiltrati, quelli erano tutti d’accordo, cercavano il morto, dietro di loro c’erano i soliti interessati alla caduta del Berlusca, e chi se ne frega, qualche morto sarebbe stata poca cosa rispetto all’obbiettivo raggiunto. Alle  forze dell’ordine sarebbe servito da lezione, miseri servi del padrone, pronti a chiudere gli occhi sulle malefatte del governo e invece solleciti nel prendersela con gli indignati che protestano giustamente”. Altro che balle! “Che adesso il tutto non si concluda con la solita farsa, osa intervenire l’Astolfo, severo, che tutti facciano quello che devono fare, i delinquenti vengano individuati, arrestati e condannati, senza remissione. Se invece delle centomila intercettazioni del Berlusca per le solite cose, magari solo trentamila avessero tenuto sotto controllo indignati ed infiltrati, tutto quel casino non sarebbe successo.”

Tutti annuiscono solo l’Osvaldo Caccola, lo storico per l’occasione, vuole dire la sua: “L’importante è che non succeda come con le ultima volta, in val di Susa, anche lì era successo di tutto, sono stati arrestati i più facinorosi, ma poi, il giorno dopo, il giudice li ha liberati, perchè potessero tornare a casa, dai loro paparini e dalle loro mammine, il trattenerli troppo a lungo, avrebbe compromesso la loro psiche, e magari disonorato i loro importanti genitori.” “Quelli credono, con le loro chiassate, di disturbare il Berlusca, torna a dire l’Archimede, il saggio, col cavolo! Anzi! Così gli italiani si rendono conto di che pasta sia fatta l’opposizione e il Berlusca, chiudendo occhi, naso e quant’altro, se lo rivotano e buona notte!” “Io non lo voterò mai più, garantisce l’Orsolina, per via delle ‘escort’, ma non saprei chi votare, sono sempre le stesse facce e ormai sappiamo quello che sanno fare, schifo, a destra come a sinistra, povera Italia!” L’Osvaldo Caccola è d’accordo, neppure lui sa chi voterà la prossima volta : “Ogni anno si inventano nuovi partiti, ma purtroppo si cambiano le sigle, i nomi, ma le facce rimangono sempre quelle. Il PD ha iniziato come PDS, poi DS, poi PD, ma a comandare ci sono sempre i D’Alema, i Veltroni, Fassino, Bersani, tutte facce da vecchio PCI, per non dire del Berlusca che vuol cambiar nome al PDL, non è la prima volta, prima c’era FI, ma le facce saranno sempre quelle di La Russa, Cicchito, Verdini e  Gasparri, che Dio ce ne scampi e liberi!”

Cambiamo le facce e teniamoci le sigle, potrebbe essere lo slogan della nuova politica. Siamo davvero nei guai, politicamente e non solo! Che qualche Santo Protettore interceda, e se quelli attuali non funzionano, cambiamoli. Ma attenti, non facciamo l’errore di affidarsi alla Spirito Santo, che quello, si sa, è di sinistra e può giocare brutti scherzi. Come l’ultimo, quello riguardante Silvano Grisenti, che avendo alzato troppo la testa, lo Spirito Santo gliela mozzata con un cinismo diabolico (!). Il Silvano è  stato rimesso in pausa dal Tribunale con l’interdizione dei pubblichi uffici per cinque anni, non più politica, non più candidature. Le conseguenze ce le spiega una nota giornalista diventata trentina d’anagrafe, ma lontana mille miglia dal nostro essere trentini: “il Grisenti era una mina vagante, faceva paura ai suoi  come agli altri, tolto di mezzo, la strada per il Pd, nel rivendicare la presidenza della Provincia è spianata” (Sic!), l’Upt resterà smarrito per qualche tempo, ma poi tornerà ad essere lo stuoino di Pacher & C., dovrà sospendere il reprobo dal Partito, e potrà tornare a sperare, e non se ne faccia un dramma, il Grisenti, secondo la nostra, aveva già preso contatti con Giovanazzi ed altri, per “cambiare sponda”, politica s’intende!

Così si è compiuto il disegno divino, patrocinato dal Santo Spirito o da chi per esso: Dellai, alle prossime elezioni, se ne andrà a Roma,  Pacher diventerà presidente della Provincia e il Patt e Tarolli con il suo UDC a fare da portaborse. O così, o il diluvio! Pacher, dal canto suo, ha già affidato alla giornalista “di regime” il suo proclama: “La mia politica è lontana anni luce da quella rappresentata da Silvano Grisenti...” “Certo, la politica del Pd, è risaputo, è soprattutto analisi, ricerca, confronto, discussione, coinvolgimento, partecipazione, salotti, consulenze, amicizie, senza personalismi...” azzardai  modestamente. “... e senza risultati!!” concluse l’Abele, senza peli sulla lingua, applaudito dall’intero consesso. Chi vivrà, vedrà, con mestizia...