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Coop, basta con questa guerra tra “poveri”
Scritto da Massimo Caldera   
Venerdì 07 Ottobre 2011 05:11

In questi ultimi mesi abbiamo avuto modo di constatare come il mondo cooperativo stia attraversando una fase travagliata della propria esistenza che, come molti ricordano, è iniziata già l’anno scorso con la chiusura del caseificio di Fiavè (con la scoperta di una voragine nei bilanci), il vero e proprio terremoto cha ha scosso le cantine sociali in particolare la LaVis che tutto d’un colpo si ritrova esposta per milioni di euro, per finire poi  con le vicissitudini della Famiglia Cooperativa Val di Non uscita dal Sait, col mal di pancia di altre cooperative di consumo che minacciano l’esodo (ultima vedi Aldeno) sempre da Sait  reo di non rispondere in maniera adeguata alle esigenze delle Coop socie, e infine con la vicenda dell’ipotetica apertura di un punto vendita dei supermercati Poli a Spiazzo che ha scatenato una sorta di bagarre mediatica non indifferente.

Senza entrare nel merito delle varie vicende, è evidente che la cooperazione trentina stia attraversando un momento non facile e la cosa che però, da profano cittadino, mi è balzata agli occhi è il vero e proprio polverone che si è sollevato di fronte a talune vicende da parte del mondo cooperativo dal quale, comunque, non traspare mai in effetti un po’ di  autocritica.

Alla luce di evidenti difficoltà, infatti, mi sarei aspettato che l’autorevole Federazione delle Cooperative assumesse un atteggiamento responsabile o comunque di apertura nei confronti di altri settori o mondi con i quali si trova ogni giorno a doversi confrontare. Mi sarei aspettato che magari Schelfi invitasse la DAO (che tra il resto è socia della Federazione)  ad un tavolo per ragionare sul futuro, su ipotetiche sinergie indispensabili per un piccolo territorio come il nostro. Non è certo con le accuse reciproche che si risolvono i problemi e, in questo senso, l’uscita di Schelfi sul giornale l’Adige del 19 settembre non è ciò che ci si aspetterebbe da un Presidente che della diplomazia dovrebbe fare la sua arma migliore, come mi sarei aspettato che prima di praticare una vera e propria levata di scudi nei confronti di Poli (che ricordo ha oltre mille dipendenti ed è una delle aziende più grosse se non la più grossa del Trentino) la cooperazione, privati e politica si sedessero attorno ad un tavolo per ragionare su come sia più opportuno muoversi nell’interesse di tutti.

Ma purtroppo non è così, si vuole a tutti i costi delegittimare la controparte mettendola in cattiva luce quasi a voler creare una sorta di cooperative/aziende di seria A o di serie B.

Se è vero, come è vero, che le cooperative garantiscono la vita di quei piccoli punti vendita di periferia, bisogna allo stesso modo dire che se riescono a farlo non è perché sono gestire da dei geni, ma è grazie al regime fiscale agevolato in cui operano che permette a loro di pagare meno tasse oltre ad avere la possibilità di attingere a maggiori contributi pubblici rispetto alle aziende private. E comunque è pure opportuno sfatare il dogma secondo il quale solo i centri commerciali gestiti dai privati sono, di fatto, quelli che fanno chiudere i piccoli negozi mentre non si parla mai di quei piccoli negozi che hanno dovuto chiudere bottega perché le coop hanno aperto mega super store  nella stessa zona di competenza.

Quindi è oltremodo necessario affrontare queste problematiche senza pregiudizi di sorta onde evitare di perdere di vista quello che è lo scopo finale che non è quello della sopravvivenza di DAO, Sait o Federazione ma quello della sopravvivenza del sistema Trentino. La cooperazione dia davvero l’esempio in questo affrancandosi dalla politica e facendosi portatrice degli interessi di tutti e non solo di quelli di una parte.

 

E’ l’economia, i mercati che ormai ci impongono di guardare oltre, di programmare politiche di intervento non solo finalizzate alla salvaguardia del proprio orticello ma a dinamiche molto più ampie. Bisognerebbe che la potente Federazione delle Cooperative evitasse di usare la politica e tutto ciò che è a sua disposizione per impedire o soffocare chi non fa parte del loro movimento. Questa alla lunga diventerebbe una vera e propria guerra tra poveri che nell’immediato magari potrebbe dare i suoi frutti ma che in prospettiva sarebbe devastante per il “sistema” Trentino. E’ opportuno porre fine a questa sorta di “Mors tua vita mea” che non porterà da nessuna parte!