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Parola di S. Francesco...
Scritto da Administrator   
Venerdì 07 Ottobre 2011 05:06

In cielo si è avuto in questi giorni un gran consiglio dei Santi in Paradiso per discutere la grave situazione politica italiana, su richiesta di santa Caterina da Siena e san Francesco d’Assisi patroni indefessi ed inutili di un’Italia alla deriva.

Con urla insolite e strepiti celesti hanno minacciato le dimissioni, che si protegga da sola, Italia ingrata, dato che insiste con quel diavolo di Berlusca che adesso ha proprio esondato, rotto ogni argine di sopportazione, superato ogni limite del pudore. 

Adesso ha davvero rotto le palline (dato l’ambiente!), è tempo che se ne vada, dove vuole, con chi vuole, ma prima se ne va meglio è per l’intera nazione che delle sue strambate non ne può più. Queste gli auspici formali dei due Santi Patroni. A nulla sono valse le perorazioni di san Bartolomeo, scorticato vivo, esperto di donne da redimere, e il san Pasquale Baylon, invocato per le mancate erezioni, che per il Berlusca stravedono, per loro quello sta facendo bene, che poi faccia nel talamo le sue cose o dica di farle, sono affari suoi. Eh, no! La Caterina non ci sta, mica è santa per niente, è stufa di correre a destra e a manca per mettere rimedio alle malefatte del bell’imbusto, intanto la Patria muore e stiamo diventando i pagliacci d’Europa, tutti ridono di noi, tutti ci prendono in giro. Noi, s’infervora la Santa Patrona, che abbiamo portato la civiltà in tutto il mondo, noi che possediamo il 70% delle cose più belle dell’universo, noi che ospitiamo il Santo Padre, noi che abbiamo generato migliaia di santi, vergini e martiri, noi che siamo italiani, ma come ci siamo ridotti!, casinisti si sa, per tara nazionale, ma mai puttanieri, crepuloni, e ruffiani, noi non possiamo continuare a vivere in un bordello,  che sono stati a suo tempo aboliti dalla legge Merlin, ed oggi riattivati dal Berlusconi nazionale a proprio uso e consumo. Basta mettiamoci rimedio! Mai s’era vista la Caterina così infuriata, perchè i santi sono santi, ma quando vengono toccati sul vivo, tornano umani fra i più intransigenti. Ci fu costernazione nel sacro collegio, come sempre restii ad assumere posizioni nette e precise, si borbottarono considerazioni bi-partizan, com’è di moda, povero (sic!) Berlusca, che in fondo è sempre stato vicino alla Chiesa, ha anche un paio di zie suore che pregano per lui, e come “bancomat” per le opere pie funziona a meraviglia, d’altronde a chi poi affideremo la nostra amata Italia, se Berlusconi se ne andasse, non è che ci siano grandi alternative.

La Rosy Bindi, sarà anche cattolica, ma è diabolica nel suo livore, sembra spiritata, sa tutto lei, è la più onesta, la più intelligente,  la più brava, quasi come la Margherita Cogo, convertita: disastri per la politica e per la comunità. O quel Bersani che ha tante idee quanti sono i suoi capelli, e neanche ha i soldi per recuperarne alcuni, siamo davvero messi male, cosa facciamo? Lasciamo l’Italia in balia delle onde? In pochi giorni sarebbe naufragio garantito. Allora prese la parola il santo dei santi, s.Francesco, che gli Italiani li conosce come le sue tasche, che ha saputo chiarire la situazione  come meglio non si poteva, con severità e con clemenza, com’è nel suo stile: di Berlusconi s’è detto tutto ed il contrario di tutto, ormai è fuori di testa, preso com’è dalle sue scalmane libidinose, come faccia il giorno dopo a riprendere il filo del discorso è un mistero, infatti sono ormai mesi e mesi che il filo l’ha perso del tutto, siamo in balia del destino, nonostante il Tremonti che cerca di salvare capre e cavoli. Il dramma è che ovunque si guardi, dice il Santo d’Assisi, non si scorge di meglio. Guardate l’Umberto Bossi, che non rappresenta più nulla, capace per il passato di fiutare il vento prima di chiunque, sì è rammollito e trasformato in un sultano estraniato nel mondo che lo circonda, tutto preso ad imporre suo figlio, il Trota, inadeguato ed impacciato, come suo successore, che lancia proclami patetici, a cui nessuno presta più ascolto.

E dall’altra? C’è quel DiPietro, ahimè!, che non è da meno: cerca di imporre il proprio figlio, brillante quanto il Trota, cadendo nel nepotismo immorale che lo stesso Di Pietro, come ogni vero moralista, in altri tempi aveva biasimato. Poi c’è l’immarcescibile D’Alema, che è sempre coinvolto un po’ in tutti gli scandali, e la fa sempre franca, lui non c’entra, lui querela, come riesca è un mistero, anche perchè santi in paradiso è certo che non ne abbia, ma forse i suoi santi li ha nei tribunali. E con lui il suo conterraneo Vendola, insieme hanno ridotto le Puglie ad un catafascio, se non avesse l’orecchino (ahimè!) potrebbe essere un perfetto imbonitore d’altri tempi, tanto parla bene e razzola male. Ve li immaginate al Governo in sostituzione del Berlusca? Bersani, presidente, con il Penati segretario, D’Alema, ministro degli esteri, e Vendola ministro dell’agricoltura, e la Cogo inviata speciale presso la Cancelleria tedesca, torneremo grandi, ci darebbero la presidenza del G8 e verrebbero a Roma da tutto il mondo in pellegrinaggio, per vedere dal vivo come si possa abbindolare un’intera nazione e vivere felici. San Francesco continuò la sua arringa lasciando increduli i santi più moderati, irritando, e non poco, i santi dell’”intellighenzia” che sono saccenti anche in paradiso, e conquistando consensi fra la stragrande maggioranza dei presenti ormai stufi di una situazione insostenibile. E Francesco così concluse: ormai la situazione è al limite del collasso, oltre alla crisi finanziaria, domina nel paese un indecente lassismo di valori e di uomini delle Istituzioni. Ci sono ministri rinviati a giudizio, sospetti mafiosi, che non si dimettono, abbiamo più di cento parlamentari indagati per reati indegni, altri cento che fanno uso di droga, viaggi esotici pagati a spese del popolo, case pagate dalle mazzette, gente che svende e compra (sembra...) mezza provincia di Milano senza pudore, il Milanese, braccio destro di Tremonti, che favoriva gli amici degli amici, tutta gente che dovrebbe essere ammanettata, invece no, si arresta solo chi non è potente, il Papa del PDL, lo si può arrestare, ma non Tedesco del PD, assessore di Vendola e amico (?) del D’Alema, ormai la mancanza di moralità è trasversale e tocca un po’ tutti i partiti. Sembra che con il tempo gli italiani peggiorino, anziché migliorare, e che, appena usciti dalla sfera familiare o dalla cerchia degli amici più intimi, con cui si comportano in maniera esemplare, si sentano non solo autorizzati a rubare, arraffare, ricattare ed estorcere, ma in dovere di farlo perchè così fan tutti, perchè chi non lo fa è un cretino. Intanto la crisi viene avanti imperterrita, il brutto deve ancora venire.  Sono necessari sacrifici. Per tutti, s’intende, ma non per loro. I politici guai a chi li tocca. Qualche piccolo taglietto alle spese, qua e là,(vedi a Trento!) ma le province non si toccano, i parlamentari neppure, gli stipendi stellari tanto meno, mentre imperversano i tiket sui medicinali, l’innalzamento dell’età pensionabile, tagli alla scuola, ecc. ecc. Che Iddio aiuti l’Italia! Così concluse il Santo che propose, dopo breve conciliabolo con i dottori della Chiesa di stanza lassù, repentine misure d’intervento  che non ammettono repliche: immediata tonsura della peloia del Berlusca per fargli abbassare la cresta, castrazione chimica per evitare le continue distrazioni sessuali, espulsione dall’Italia delle sue cattive compagnie (escort comprese) per evitare che ricada in tentazione, isolamento per un periodo di ricostruzione morale e fisica e mentale, infine l’ultima “chance”, riproviamolo  per altri sei mesi. Se comincerà a funzionare potrà arrivare al 2013 e poi Dio ce ne scampi, se invece si dimostrerà irrecuperabile alla politica ed alla società, lo spediremo gratuitamente all’ultima tribù di cannibali dell’Amazzonia, che se lo mangino tutto, cercando di masticarlo bene, senza sputare, per non correre il rischio di rivedercelo ancora fra i piedi. Quello sarebbe capace di resuscitare! Nel frattempo il buon Dio pensi benigno ad una soluzione definitiva per l’Italia perchè con quel che resta andremo dalla padella alle brace. Chissà che nella sua divina onnipotenza non trovi l’uomo giusto per rimetterci in carreggiata, l’ha fatto nel passato per la Francia, per l’America, persino per la Russia, lo faccia anche per  noi che tutto sommato ospitiamo il suo Vicario in terra. Il che non è poco, abbiamo bisogno dell’intervento divino,  gli Italiani più di altri ne hanno diritto. Parola di S. Francesco d’Assisi avallata dal vostro imperterrito Saltaro.