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La raccolta differenziata passa dal 60 al 70%
Scritto da m.c.   
Giovedì 08 Settembre 2011 20:36

É da alcuni mesi che nella bassa Rendena, nella Busa di Tione (eccetto Breguzzo) e nelle Esteriori,  è stato attivato il servizio raccolta rifiuti per il residuo con l’utilizzo delle calotte e già si vedono i primi risultati: quasi un 10% in più di raccolta differenziata che è passata dal 60 al 70%.«Siamo molto soddisfatti di come sta evolvendo questo nuovo sistema di raccolta che misura la produzione di residuo di ciascun cittadino. Il nostro obbiettivo è quello di indurre gli utenti a differenziare maggiormente e di produrre quindi meno “residuo”. 

Laddove si è attivato il servizio si è assistito ad un incremento del 10% del differenziato e ad una diminuzione consistente del residuo di quasi 200 tonnellate al mese» fa sapere il responsabile dell’Ufficio Tecnico della Comunità delle Giudicarie Maurizio Polla.

«É un segnale fondamentale che mostra come la gran parte della cittadinanza abbia capito l’importanza di collaborare e che ci fa ben sperare per il futuro».

E se i giudicariesi hanno fatto la loro parte già in questa prima fase di cambiamento, nondimeno la Comunità delle Giudicarie ha investito energie e forze per cercare di ottimizzare la raccolta dei rifiuti, sia inserendo una raccolta puntuale del rifiuto residuo, sia attrezzando al meglio dei Centri di Recupero Materiali, sia cercando di contenere la spesa migliorando dove possibile le fasi di lavorazione. Così mentre si sta pensando di sfruttare i rifiuti per produrre biogas, la realizzazione di un “capannone” in prossimità della discarica consentirà di gestire i rifiuti raccolti in un ambiente protetto e non soggetto alle intemperie favorendo il raggiungimento di un rifiuto più asciutto, e quindi più facilmente lavorabile e con un costo di smaltimento minore.

Anche le amministrazioni comunali hanno giocato un ruolo fondamentale, rendendosi disponibili al controllo delle isole ecologiche e garantendo la loro pulizia. E non solo. Oltre a lavorare per mantenere un certo decoro nelle isole ecologiche, gli operai comunali hanno svolto un’azione di presidio sul territorio e sono stati spesso il punto di contatto delle amministrazioni con il cittadino.

«Con questa partecipazione e con la collaborazione di tutti pensiamo di poter arrivare al 70% di differenziata su tutto il territorio giudicariese – continua Polla –  cosa che potrebbe tradursi in una riduzione sensibile del rifiuto che viene portato in discarica e quindi in un allungamento della vita della discarica stessa».

Determinanti per capire se tutto funzionerà come previsto saranno i prossimi mesi. Entro la fine dell’anno infatti dovrà essere attivato in tutte le Giudicarie il servizio con le calotte e dall’1 gennaio 2012 il conteggio e la ripartizione dei costi terrà conto della quantità di residuo prodotto da ciascun cittadino. Grande attesa quindi per vedere se il sistema risulterà efficace anche in centri a forte afflusso turistico quali Madonna di Campiglio, dove peraltro i primi segnali registrati hanno evidenziato come questo cambiamento sia accolto favorevolmente e venga visto dal turista come un segno di civiltà e di progresso.

Nonostante l’ottimo comportamento della maggior parte della popolazione in questa prima fase di sperimentazione non sono mancate le eccezioni e sono state effettuate sanzioni per azioni scorrette. In particolare gli agenti della polizia locale coadiuvati dal comandante Luca Marchiorri e accompagnati dai tecnici della Comunità delle Giudicarie hanno rilevato e sanzionato 18 infrazioni in bassa Rendena e Busa di Tione e 14 nelle Esteriori con un importo medio di 150 euro a multa.

Ma se l’azione “punitiva” può essere in taluni casi un deterrente, la Presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini, ha rimarcato come sia necessario puntare sull’informazione e sulla responsabilizzazione del cittadino perché «solo una conoscenza delle più elementari norme e una coscienza dell’importanza di seguirle, può far diminuire i costi per tutti e migliorare il servizio»; per questo sono stati organizzati numerosi incontri nelle scuole e nei comuni capillarmente in tutte le Giudicarie, dai quali è emerso la totale disponibilità dei cittadini ad impegnarsi in questa nuova sfida.

C’è infatti ancora margine di miglioramento nella raccolta dei rifiuti ed in particolare si può ottenere una “qualità” della differenziata superiore: se la raccolta di carta e vetro funziona abbastanza bene (anche se può essere ancora incrementata), la “qualità” della plastica raccolta è ancora bassa; inoltre in una terra dove quasi tutti hanno un orto o un giardino si scarica nei cassonetti ancora troppo organico. Benvenuto dunque chi utilizza un angolo del proprio giardino per produrre, partendo da scarti organici di cucina e di orto, del compost, aiutando a diminuire di molto la produzione di organico, e chi presta attenzione nel selezionare la plastica da imballaggio: se si riuscisse ad avere una plastica “pulita” si potrebbero risparmiare, ad esempio, 100 euro per tonnellata raccolta! Emerge quindi il ruolo fondamentale dell’utente nel migliorare il servizio: non solo può essere attivo nel mantenere pulite le isole ecologiche mettendo i rifiuti negli appositi cassonetti, ma può incidere anche sulla bolletta che andrà a pagare. Meglio e più verrà differenziato e meno pagherà la comunità per smaltire i rifiuti e meno pagherà l’utente per il servizio.

Per una volta il cittadino diventa “faber fortunae suae”, artefice del proprio destino, almeno nel servizio e nella bolletta dei rifiuti.