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Traduzioni e Comunicazione

Padre Figlio e Spirito Santo
Scritto da Il Saltaro   
Martedì 24 Febbraio 2009 08:21

Il Saltaro delle Giudicarie
Padre Figlio e Spirito Santo
L’Abele è incontenibile, le sue imprecazioni salgono al cielo con l’irruenza di uno tsunami, sfiorando angeliche creature e cime innevate. La sua protesta è condivisa dall’Orsolina e da tutte le comari sue compagne che di brutto tempo e neve e freddo ne hanno pieni i tasconi.
Mai un inverno fu più irritante di questo, ha bloccato ogni attività e anchilosato le ossa dei non più teneri d’età che rischiano l’artrite reumatoide, la tosse cronica e l’ebetismo senile. Anche il mio genio, audace e ansioso di sapere, abbandonando le cose giudicariesi, s’è dovuto elevare negli spazi infiniti delle alte quote per ritrovare la Musa ispiratrice,  riprendere fiato e rimirare il sole, che lassù nessuno oscura, pacato e sereno, aspetta paziente stagioni migliori per farsi rivedere dal genere umano. Ahi, noi! Ma anche quassù, vicino all’Altissimo, sembrano toreare tempeste, boati delle anime sante, procelle dello spirito, c’è  nervosismo in paradiso.

Curioso più che preoccupato, mi sono allineato alle anime candide in attesa dell’esame d’entrata per confortare il mio desiderio di capire. A quanto pare è stato organizzato un convegno di alti intelletti, anime purissime,  santità integerrime, martiri e vergini, vedove, dottori della Chiesa, teologi, l’elite dell’Eden di ogni tempo, razza ed età, con la presenza democraticamente silente dei sommi capi, il Padre, il Figliolo e lo Spirito Santo, per discutere il sempiterno problema della collocazione divina rispetto alle banalità della politica italiana. Il dibattito lo stanno diffondendo sullo sky celeste, gratis a tutti gli aspiranti al paradiso. S’intuiscono tensioni e pareri discordi, volano odi elevate alla Storia e all’Italia, terra fra le preferite, ma terra di mammoni, trasformisti, instabili ed arruffoni, specie in politica, e pur, nel clima aureo  ed indulgente che s’addice al Paradiso, non mancano giudizi temerari e lamentazioni con richieste d’intervento severe. A nostro onore, infine, ha preso in mano e riassunto la difficile situazione un nostro conterraneo, fra Giandino, che da tempo immemore vive in santità accanto al Signore, di certo il più saggio fra i tanti, il più razionale e concreto, che ha spiegato l’intera vicenda al meglio e con eterea semplicità.
Dio Padre non può essere che di destra, destra prudente s’intende, niente a che fare con le brutture della storia recente, le sue doti di pazienza e grande misericordia gli permettono di sopportare anche il Berlusca che proprio tutte storte non le fa, poi ha una zia suora e non è cosa da poco, e poi, tutto sommato da quelle parti gira la grana che alla Chiesa di Roma ed alle sue pecorelle può sempre servire. E’ diventato pigro il buon Dio Padre, non ha più voglia di andare a fondo, si fida di Comunione e Liberazione, truppa scelta del suo esercito, e guarda la televisione per tenersi aggiornato, evitando programmi-porcheria che sono sempre più numerosi. Più attento ai tempi ma non sempre coerente, dice fra Giandino, sembra essere lo Spirito Santo, che dopo aver girovagato per decenni, alla ricerca del meno peggio, ora sembra abbia indossato il maglione rosso e sia diventato il protettore degli ex di sinistra d’ogni tipo: ex comunisti, ex cristiani di sinistra, ex socialisti, ex castristi, ex maoisti, ex pacifisti a senso unico, verdi, verdastri e marroncini, rischiando di diventare egli stesso arrogante e presuntuoso come i suoi protetti.  La sua vocazione missionaria alla ricerca delle pecorelle smarrite ed in gran parte irrecuperabili, è davvero encomiabile, ma ai più, anime venerabili di grande sapienza ed esperienza, pare un esercizio di eccessiva disponibilità, una perdita di tempo, a dirla in breve. 
E’ il Figliolo Gesù, che dei Tre deve essere il più bonaccione,  che s’è preso a carico, da sempre, la rimanenza del genere umano, la maggioranza dispersa, pecore pie allo sbando, da tempo orfane di un pastore  che le riporti all’ovile, quella parte del popolo che vota più umile, quella più moderata, quella coraggiosa e concreta, che non ha tempo da sprecare, quella che lavora, solidale con gli altri e con il mondo,  che fatica ad andare avanti, che è sempre sul campo quotidianamente, che va in chiesa quando può, negli ultimi banchi, quella che tutti corteggiano ma nessuno aiuta, quella che prega per andare in Paradiso, ma poi bestemmia contro la politica che la frega, e quelli che fanno figli per amore, che sono contro l’aborto, contro ogni lordume comportamentale, quelli che subiscono irrisione e scorno per la loro semplicità e coerenza, quelli che non hanno la puzza sotto il naso, quelli che vivono in fabbrica e sfuggono i salotti, quelli di centro, tanto per capirci.
E mai affidamento fu così indovinato e felice, ne da il pieno consenso anche il vostro Saltaro, orbo ma non stupido, vecchio ma non rimbambito. Ha ragione il nostro fra Giandino, bleggio brigante, quando spiega che è il Figliolo, Gesù, il più vicino alla politica di centro, è Lui che subisce ogni angheria, ogni persecuzione, ogni umiliazione, non ha la saccenza dei farisei e degli intellettualoidi di moda, ne l’opulenza corruttrice dei paperoni nostrani, fa il suo dovere sempre, lavora, aiuta chi è in difficoltà, sta dalla parte degli umili, con loro condivide pane e pesce, s’accompagna a peccatori, esattori e peccatrici, s’accompagna alla vita. E’ soggetto all’invidia, alla gelosia, alla cattiveria degli stolti e dei falsi sapienti, subisce tradimenti, sconfessioni, vive le difficoltà della sua terra, non viene gratificato né da medaglie, né da allori, nè da ricche consulenze, Gli ficcano una corona di spine in testa e lo bastonano a sangue. E Lui resiste, non molla, non la da vinta né al potere, né alla chiesa del tempo, e viene crocefisso in mezzo ai due ladroni, e quando implora l’aiuto del Padre e dello Spirito Santo, Questi fanno finta di non conoscerlo e Lo lasciano morire, ma dopo tre giorni è risorto, eccome!, per la redenzione del mondo. Non poteva che essere il Figliolo Gesù il santo protettore del centro politico italiano. Gente virtuosa, anch’essa bistrattata, derisa, centro dalle mille anime, dalle mille idee, centro che fa paura, che tutti vorrebbero ma che tutti contrastano, centro di grandi personaggi in altri tempi e di nanerottoli,  centro che muore fra ladroni e lestofanti, il centro è morto. 
E parteggia per il centro anche fra Giandino che, da buon bleggio, non sta mai dalla parte dei perdenti, e così è sicuro che anche gli uomini migliori torneranno, le virtù s’imporranno, risorgerà il buon governo, in Italia e nel resto del mondo, non basteranno, magari, tre giorni, ma quanto prima si tornerà uniti nell’onestà dell’agire, nella concretezze del fare, nella moderazione del ragionare, nel coraggio di rischiare, nell’intelligenza delle scelte, nella coerenza dei comportamenti, non c’è altro modo per redimere la politica italiana e (trentina!) dallo sfascio morale in cui s’è inesorabilmente impantanata. Giusto, santa verità, fra Giandino che ci rappresenti al meglio nell’empireo di Dio. E dato che ci sei, dai un’occhiata anche alla nostra terra trentina che dell’Italia ha recepito ogni vizio e ben poche virtù, e per i nostri e tuoi Giudicariesi, faciloni ed ingenui, sempre sull’orlo dell’insipienza, implora per loro l’antico orgoglio d’appartenenza e l’antica fierezza di uomini liberi, campioni di solidarietà e di concreta saggezza. Quasi, quasi, mi dispiace abbandonare le sommità divine, il vostro Saltaro, ogni tanto, perde il lume e riportarlo alle umane cose è, non solo opportuno, ma necessario per evitargli anatemi e scomuniche. Gioca coi fanti e lascia stare i Santi… chiedo venia, amen e così sia.